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Stupro e omicidio. Confessione shock di un soldato Usa

IRAQ

Un soldato americano ha riconosciuto nel corso di un interrogatorio di
aver partecipato allo stupro ed all’omicidio di una ragazza irachena e al
massacro di tre componenti della sua famiglia.
Lo ha
rivelato un procuratore militare a Baghdad.
Il fatto avvenne nella notte tra
l’11 e il 12 marzo a Mahmoudiyah, 30 chilometri a sud di Bagdad.
L’agente
speciale Benjamin Bierce ha testimoniato oggi in occasione di un’udienza
preliminare, a Camp Liberty a Bagdad, destinata a stabilire se quattro
militari Usa accusati di violenza sessuale e omicidio siano suscettibili
della corte marziale, dove rischiano la pena di morte. Un quinto, il
sergente Anthony Yribe, 22 anni, è accusato di non avere informato i
superiori di questi fatti. L’agente Bierce ha dichiarato che il soldato,
James Barker di 23 anni, aveva riconosciuto nel corso di un interrogatorio
di aver partecipato allo stupro e all’omicidio.
Barker ha firmato una
confessione scritta. I soldati chiamati in causa, membri della prestigiosa
101esima divisione aviotrasportata, si erano mascherati nel corso di una sera
«ad alto tasso etilico» dopo che uno di loro, Steven Green di 20 anni,
aveva detto di volere «andare in una casa e uccidere iracheni».
Green è
stato incriminato il 4 luglio negli Stati Uniti. Si è dichiarato non
colpevole e sarà giudicato dalla giustizia civile, visto che
l’esercito lo ha congedato per «disturbi psicologici». Uno dei soldati,
Bryan Howard di 19 anni, è rimasto all’esterno a fare il “palo”,
secondo la testimonianza sotto giuramento dell’agente Bierce. Il sergente
Paul Cortez, 23 anni, e James Barker hanno successivamente tentato di
violentare la ragazza, sotto gli occhi di Jesse Spielman, 21 anni. «Barker ha
spiegato che aveva difficoltà ad avere un’erezione e che non era sicuro di
aver penetrato la ragazza», secondo Bierce. In questo periodo, Green
aveva portato il padre e la madre della vittima, oltre alla sorella di
cinque anni, da un’altra parte. Subito dopo si sono avvertiti colpi di arma
da fuoco, poi è rientrato dicendo: «Sono tutti morti. Li ho uccisi ».
Green ha in seguito violentato l’irachena, prima di freddarla con un fucile
d’assalto Ak-47.
I soldati hanno anche tentato di bruciare i corpi.
In
seguito i militari sono tornati al loro posto di controllo.
Ieri un medico
militare iracheno aveva descritto come aveva trovato la scena del
crimine.
Gli
omicidi sono stati inizialmente attribuiti a milizie irachene, prima che il
soldato Justin Watt, della stessa unità, fornisse un’altra versione dei fatti il
20 giugno. La vicenda ha suscitato sdegno negli Stati Uniti come in Iraq, dove
il primo ministro Nouri al-Maliki ha chiesto che il suo governo sia coinvolto
nell’inchiesta e auspicato la fine dell’immunità concessa ai militari. Al Qaida
in Iraq aveva pubblicato su internet a inizio luglio un video che mostrava i
corpi mutilati di due soldati americani rapiti a giugno, affermando che erano
stati torturati e giustiziati per vendicare la ragazza irachena. 

apcom