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Giovani e disoccupati. E i precari sono 2,8 milioni

Cresce, soprattutto fra gli under 24, il numero dei senza lavoro: a gennaio il livello di disoccupazione è al 38,7 per cento. Al Sud sono il 50 per cento
Giovani e disoccupati. E i precari sono 2,8 milioni

Il lavoro non c’è e quando c’è è precario. È questa la situazione dei giovani in Italia, che più di tutti scontano gli effetti della crisi, secondo i dati diffusi dall’Istat: la disoccupazione giovanile under 24 è arrivata al 38,7 per cento. Il dato peggiore dal 1992. Una situazione drammatica che coinvolge un po’ tutto il paese e tutte le fasce dei lavoratori: il livello generale dei senza lavoro è infatti salito all’11,7 per cento (anche per questo dato si parla del taso più alto del quarto trimestre del 1992). Non va meglio per i contratti a tempo determinato che nel 2012 sono arrivati a livelli record: i precari, secondo l’Istat, l’anno scorso sono arrivati a quota 2,8 milioni.
Il 2013 non è iniziato sotto i migliori auspici. Nel solo mese di gennaio, fotografa l’Istituto di statistica, il numero delle persone senza occupazione è salito quasi a 3 milioni, il 3,8 per cento in più rispettto a solo un mese prima. Una situazione drammatica (il presidente di Confindustria Squinzi la definisce «agghiacciante») che segna un più 22,7 per cento su base annua (pari a 5554mila unità). Un dato che colpisce sia gli uomini che le donne.
Ma è soprattutto sui giovani che si concentra l’attenzione: i dati di inizio anno confermano, purtroppo, il trend del 2012. Secondo l’Istat il tasso di disoccupazione giovanile è cresciuto lo scorso anno di 6,2 punti percentuali, arrivando al 35,3 per cento. Più colpito il Mezzogiorno dove il numero dei giovani disoccupati (tra i 15 e i 24 anni) supera il 50 per cento con una maggiore incidenza per le donne (46,7 per cento per i maschi e 56,1 per cento per le femmine). Al Nord la disoccupazione giovanile è invece del 29,7 per cento e al Centro del 39,3 per cento. Il dato trimestrale segna un tasso di disoccupazione giovanile pari al 39,0 per cento.
Peggio di noi (ma questo dato può essere di consolazione?) solo Grecia e Spagna. I dati, questa volta, sono di Eurostat che mette al top la Spagna dove  il tasso raggiunge il 55,5 per cento (a gennaio 2012 la disoccupazione giovanile era al 32,3 per cento in Italia e al 50,2 per cento). Situazione ancora peggiore in Grecia con il 59,4 per cento. Ma, in realtà, è la Ue a soffrire e non poco con  26,217 milioni di uomini e donne senza lavoro nei 27 paesi Ue, di cui 18,998 milioni nell’eurozona. Il numero dei disoccupati è cresciuto a gennaio di 222mila nel complesso dell’Ue e di 201 mila nell’area della moneta unica. Rispetto a gennaio 2012, la disoccupazione è aumentata di 1,89 milioni di unità nell’Ue a 27 e di 1,909 milioni nell’area dell’euro. Tra gli stati membri, i tassi più bassi sono stati registrati in Austria (4,9 per cento), Germania e Lussemburgo (entrambi 5,3 per cento) e Paesi Bassi (6 per cento) e i più alti in Grecia (27 per cento a novembre 2012), Spagna (26,2 per cento) e Portogallo (17,6 per cento).

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