Teledipendente STAMPA

Un passato così lontano e così vicino. Anche in tv

Come certe facce sempre dentro lo schermo. Mica è questione di rinnovare solo il parlamento

Capita di imbattersi in grandi facce in questi mesi elettorali. Capita, se guardando al cielo ti ritrovi Maroni, là sulla facciata di un palazzo, lo slogan “La Lombardia in testa”, e dietro la nuova sede della Regione. Capita all’uscita della metrò gialla, se l’edicola strilla “nuovo in edicola”, e c’è la faccia di Ambrosoli, la sua fede in primo piano. Capita poi che altre facce ti risucchino indietro nel tempo.

craxi

Parco Sempione («verde marrone dentro la mia città»). È il 1992, si svolgono le elezioni del 5 e 6 aprile. Scende la Dc, scende il Psi. Il PCI si chiama per la prima volta Pds. Si affermava la Lega Nord. Tutti pazzi per codino Fiorello col Karaoke, ma l’isteria vera è per Beverly Hills 90210. A Milano-Italia ci si interroga sulle vicende tumultuose della politica italiana con Lerner, mentre parte su Canale 5 il Tg5 di Mentana. Celentano fa Svalutation, Maria De Filippi inaugura la sua conduzione di Amici, allora ancora talk. Grillo no, Grillo apparirà l’anno dopo in uno spettacolo sulla Rai, però c’è già Ambra con Non è la Rai, e pure Striscia di Ricci. A Sanremo Baudo con Parietti, Carlucci, Nielsen: è l’edizione di cavallo pazzo. Su Raitre c’è Fabio Fazio, con il quiz Porca miseria. Sulla stessa rete Santoro conduce Samarcanda. Vespa è direttore del Tg1. Mario Chiesa inizia a collaborare all’inchiesta mani pulite, e scoppia Tangentopoli.
La foto è presa dal set aperto ieri a Milano per la fiction Sky dedicata a quel periodo, dal titolo 1992. Un passato così lontano così vicino, mai superato. Come certe facce sempre dentro lo schermo. Mica è questione di rinnovare solo il parlamento.

@StefaniaCarini

TAG: , ,