La fortuna elettorale di Berlusconi sta nel Sud. Lo dicono le ultime elezioni e lo suggeriscono alcuni dati di ascolto della tv. Prendiamo i programmi informativi e di satira di la La7. Nell’ultima settimana Servizio Pubblico condotto da Michele Santoro ha ottenuto il 17 per cento di share al Centro-Nord e “solo” il 12 per cento nel Sud, isole comprese (un terzo in meno). Il giorno dopo Crozza ha avuto il 14 per cento cento al Centro Nord e il 6 per cento al sud (meno della metà). Nella stessa sera Lerner, che seguiva Crozza, ha ottenuto il 9,5 al Centronord e il 5 per cento al Sud (meno della metà).
Repulsione del Sud per i programmi “impegnati”? O difficoltà tecniche nella diffusione di La7 dalla Campania in giù? Abbiamo atteso con impazienza la controprova dei dati di ascolto de I Borgia, la serie tv che La7 si è trovata tra le mani proprio alla vigilia del Conclave e che oltre ad essere fortuitamente di attualità, riguarda il “racconto di Chiesa”, un genere che al Sud consegue da sempre ottimi risultati, come ben sa Raiuno che ci sguazza. E infatti ieri sera a vedere i Borgia c’è stato il 4,72 per cento degli spettatori, un risultato in sé ottimo. Ma quel che più conta è che stavolta il Sud ha segnato uno share simile a quello del Centronord. Mentre nella stessa sera, su Raitre, Presa Diretta di Riccardo Iacona otteneva il 13,5 per cento al Centronord e il 9 per cento al Sud (un terzo in meno).
Quindi non abbiamo a che fare con difficoltà strutturali, ma proprio con gli orientamenti di un pubblico che scarta l’informazione che Berlusconi definisce di sinistra. Tant’è vero che, mercoledì scorso su Rete4, Quinta Colonna di Paolo del Debbio ha ottenuto proprio al Sud il miglior risultato. Ecco il perché dell’affermazione con cui abbiamo aperto questa nota.
È da tempo del resto che sosteniamo che Rete4 è una rete marginale dal punto di vista pubblicitario, ma fondamentale, in attesa della grillina democrazia diretta via web, per la rendita elettorale che coltiva da decenni. A proposito di conflitto di interessi.
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