Matteo Renzi è praticamente certo che il tentativo di Pier Luigi Bersani sia destinato a fallire. Una sospetto ormai diffuso anche al Nazareno, tanto che il segretario si sta convincendo della necessità di presentarsi domani in direzione con una posizione più morbida di quella adottata in questi giorni. La proposta di un esecutivo di minoranza guidato dallo stesso leader dem rimane la prima ipotesi, ma Bersani espliciterà che la scelta finale spetta a Napolitano e tarperà così le ali a chi dentro il partito (a partire dai Giovani turchi) considera il ricorso immediato alle elezioni come unica subordinata.
Le indicazioni che arrivano dal Quirinale, d’altra parte, lasciano pochi spazi a dubbi e interpretazioni. E anche lo stesso Renzi ha avuto modo di cogliere il clima che si respira sul Colle più alto: i collaboratori del presidente e quelli del sindaco hanno scambiato in questi giorni opinioni e riflessioni sulla delicatissima fase che il paese sta attraversando. E il risultato è stata una comune convinzione che per sbrogliare la matassa ci sia bisogno di un mix di competenze politiche e di autorevolezza istituzionale, che deriva proprio da una forte investitura da parte di Napolitano. È escluso che il capo dello stato possa gettare nell’arena in questa fase proprio il nome del sindaco-rottamatore. Il quale, dal canto suo, evita una propria sovraesposizione, che in questa fase potrebbe essere controproducente.
Nasce così la decisione di rinviare a data da destinarsi l’incontro con i parlamentari a lui vicini, fissata circa un mese fa e prevista per oggi, per evitare l’idea di voler condizionare l’esito della direzione. Alla quale, peraltro, ha deciso di partecipare con la stessa intenzione: non mettere in difficoltà il segretario sul percorso che ha intrapreso, ma insistere sui temi sui quali lanciare la sfida ai grillini. Temi che stasera ribadirà anche a Ballarò. La sua prospettiva, insomma, è già quella elettorale, come lascia intendere Matteo Richetti: «Se si vota tra sei mesi, a quel punto penso sia legittimo che Matteo Renzi possa pensare di riproporsi agli elettori».
Le voci che vengono dai suoi, comunque, restituiscono in maniera chiara il pensiero del sindaco sulla situazione attuale: «Per fortuna abbiamo un grande capo dello stato – dice Simona Bonafè – sono certa che anche in questa impasse saprà muoversi nella maniera migliore». Come spiega Roberto Giachetti, «affidare oggi nelle sue mani la gestione di uno dei percorsi più delicati della vita politica e istituzionale non è solo l’unica possibilità per trovare una possibile via d’uscita, ma anche un doveroso rispetto delle prerogative costituzionali alle quali sarebbe bene che tutti si attenessero». Se non è uno stop esplicito a Bersani, poco ci manca.
@rudyfc
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