Interni STAMPA

Quel colloquio decisivo al Quirinale. Ma il problema è la linea Casaleggio

L'incontro tra Napolitano e Grillo sarà determinante per l'eventuale nascita di un governo. E conterà più la chimica che la politica, più la curiosità che la tattica
Quel colloquio decisivo al Quirinale. Ma il problema è la linea Casaleggio

E se alla fine tutto fosse deciso da una stretta di mano? Sì perché ormai lo abbiamo capito: i senatori Cinquestelle possono pensare e dire quello che vogliono ma dopo il caso Crimi (silenziato dal capo e costretto al dietrofront) sono condannati all’irrilevanza. E anche le buone intenzioni dei pontieri (da don Gallo a Dario Fo a Stefano Benni) rischiano di andare a sbattere contro un capo-popolo consapevole della propria forza e determinato a far fuori un’intera classe dirigente.
Pochi scommettono sulla nascita di un governo del presidente, pochissimi su un governo politico, quasi nessuno su un governissimo, nessuno su una legislatura lunga.

Però molto, quasi tutto, dipenderà dalle consultazioni al Quirinale tra i due veri protagonisti della crisi: Giorgio Napolitano e Beppe Grillo. Un colloquio al quale tutti vorrebbero assistere e che tutti proveranno a immaginare. «Chapeau» ha detto il leader 5 Stelle al capo dello stato lo aveva difeso in Germania. «Ho apprezzato» ha risposto il Colle. Segnali di fumo in vista di un appuntamento che potrebbe essere decisivo per la nascita del governo. Dove conterà più la chimica della politica, più la curiosità che la tattica, più il confronto dei caratteri che le formule. Cosa si diranno Napolitano e Grillo? Discuteranno degli screzi del passato o solo del futuro? E siamo sicuri che parleranno solo di politica?

C’è solo una variabile che potrebbe condizionare l’esito di quell’incontro. Si chiama Gianroberto Casaleggio, un personaggio chiave del fenomeno Cinquestelle e un’ipoteca seria sul futuro del movimento. «Noi non avremo alcun ruolo nella formazione del governo» ha spiegato il guru al Guardian qualche giorno fa aggiungendo che «i nostri non entreranno in altre coalizioni, lo dice il nostro codice di condotta che tutti hanno firmato». In realtà nel “non statuto” l’unica cosa certa è che ogni scelta politica dovrebbe essere sottoposta al voto degli attivisti in Rete, in nome della democrazia diretta. Ma quel voto probabilmente non ci sarà mai.

Ormai è chiaro che nello “staff” esiste una linea Casaleggio che scommette sul M5S maggioranza assoluta del paese («se saremo bravi governeremo l’Italia»), che esclude possibili alleanze, guarda a tempi più lunghi e a nuove elezioni. E poi c’è un’altra linea più morbida, disposta a dialogare con il Pd o con chiunque darà spazio alle idee del Movimento. In mezzo c’è Grillo.

@GiovanniCocconi

TAG: