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Le minacce di Grillo e Vito il gendarme

Il comico annuncia in un tweet: «Se i gruppi M5S votano la fiducia lascio la politica». E si affida al suo nuovo braccio destro, il capogruppo al senato Crimi
Le minacce di Grillo e Vito il gendarme
Un momento della riunione grillina di oggi. Foto di Vasco Pirri

«Chiedete a Vito». «Non so cosa dice Vito». «Vito ti prego, salvaci dalle interviste». Al di là del lungo chiacchiericcio a cui si è assistito sulle pagine di molti siti d’informazione, la giornata del Movimento 5 Stelle, nuovamente in assemblea plenaria a Roma, è scivolata via senza scossoni. La vera novità politica che rischia di passare in secondo piano è il lento ma deciso affermarsi di Vito Crimi, capogruppo “pro tempore” al senato, come vero e proprio leader della pattuglia M5S in parlamento.

Ma andiamo con ordine. La giornata era iniziata con una presunta apertura all’alleanza con il Pd. La notizia si è diffusa a partire dalle parole di Ivan Catalano. Il deputato grillino ha avuto la sventura di nominare le parole «fermento nel movimento» e «alleanza» nell’arco di una sola frase. Tanto è bastato per pensare che si fosse in presenza di una fronda di minoranza nel gruppo degli eletti, che spingesse per trovare un accordo con i Democratici. Ma sarebbe bastato seguire il ragionamento di Catalano (che ha semplicemente spiegato che tutti gli attivisti sono in gran fermento e discutono di tanti argomenti) e capire che il “meetup parlamentare” è un luogo dove la miriade di proposte che provengono dai singoli non vengono necessariamente vagliate una ad una, per sgonfiare un non-caso.

Le parole definitive sono state consegnate da Beppe Grillo ad un tweet: «Qualora ci fosse un voto di fiducia dei gruppi parlamentari del M5S a chi ha distrutto l’Italia, serenamente, mi ritirerò dalla politica». Poco prima la linea era stata ribadita da Crimi e da Roberta Lombardi, capogruppo alla Camera: «Non abbiamo discusso di alleanze, ci siamo occupati di organizzazione interna e comunicazione. Il no ad alleanze, anche per quanto riguarda i presidenti delle camere, è sempre stata la nostra linea». E in effetti, a saper codificare il gergo grillino – così lontano da quello politico al quale siamo abituati – da settimane il movimento non si è spostato da quelle che sono ormai posizioni consolidate.

Dopo che Lombardi ha introdotto i temi organizzativi, è stato Crimi, nella conferenza stampa tenutasi al termine dei lavori, a rispondere alle domande più politiche. Segno che il senatore bresciano si sta sempre di più affermando come il “braccio armato” di Grillo e di Casaleggio all’interno del parlamento. È stato il suo intervento a bocciare sonoramente (con lui i due terzi degli eletti) la volenterosa proposta dei deputati romani di “marciare” dal Colosseo al parlamento il giorno dell’insediamento. Ed è sempre stato lui a dire la parola fine ad una lunghissima discussione sul taglio delle indennità: «Domani non firmate nulla se non per accetazione. Una commissione ad hoc valuterà il da farsi».

Insomma, se la pattuglia a Cinquestelle era in cerca di un leader, sembra averlo trovato. Non è un caso che la votazione che gli ha affidato l’incarico di capogruppo l’ha visto ottenere 36 voti su 56. Più di quanto ottenuto da Lombardi per la camera, che pur è stata eletta da un elettorato attivo pari al doppio rispetto al collega di Palazzo Madama. Crimi è sempre stato descritto come uomo di fiducia dei due consoli alla guida del movimento. Pacato, misurato, quando un giornalista gli reitera una domanda per ottenere una risposta più articolata continua ossessivamente a ripetere quanto già detto. Fedele alla linea, non si scosta mai dalle posizioni espresse da Grillo. Proprio quello che il comico cercava in un momento in cui, a livello comunicativo (e non) il movimento si gioca tanto. Forse tutto.

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  • diego

    Andiamo al voto, per carità… qui siamo al delirio schizofrenico. S’è capito, senza l’ordine del duo GC questi neanche respirano

  • http://www.facebook.com/people/Franco-Olivi/100001496137946 Franco Olivi

    Le minacce e il ricatto sono i segnali inequivocabili della contiguità del M5S col fascismo.Invito i lettori,prima di dare giudizi avventati come quelli che si sentono”ma questo è diverso da quello”,a leggere il ” Discorso di insediamento del governo Mussolini” (basta andare alla voce tramite google),soffermando la vostra attenzione agli applausi e vi renderete conto della deriva verso cui stiamo andando.I deputati che applaudivano erano persone ancor più intelligenti di Dario Fo,Albertazzi e dei campanilisti Villaggio e Crozza,concittadini di Grillo.Ma voglio aprire gli occhi della mente,che il PD,il PDL e tutte le altre forze politiche di opposizione (sì proprio così: sono ormai divenute forze di opposizione, e tali si stanno dimostrando) sulla minaccia riportata nell’articolo: Qualora ci fosse un voto di fiducia dai gruppi parlamentari del M5S a CHI HA DISTRUTTO L’ ITALIA,serenamente,mi ritirerò dalla politica. La falsità dell’affermazione dell’Italia distrutta è dimostrata dalle ville,dagli investimenti nei paradisi fiscali del nostro ,e dalla ricchezza degli Italiani valutata otto volte il debito. Gli Italiani sono più ricchi di Americani,Inglesi,Francesi e Tedeschi.E la crisi attanaglia ugualmente gli USA e L’Europa . La distruzione dell’Italia ,quella vera,economica e morale,avvenne ad opera del fascismo. E i partiti (non i grillini) hanno ricostruito l’Italia dalla miseria più nera,in cui ci vuole riprecipitare un comico per puro suo divertimento.Altro che missionario!L’introversione (anche se mascherata dalla comicità) sua e del suo amico è ancor più palesata dal ricatto e dalla minaccia.(Continua).

  • http://www.facebook.com/profile.php?id=1331628107 Bu Hzz

    Europa quotidiano mi piace, perché le analisi che pubblica sono in genere lucide, serie, senza quella dose massiccia di isteria che sembra essersi impadronita della “sinistra”. Non mi riconosco ovviamente nella weltanschauung che esprime. Trovo che sia espressione di una destra conservatrice alla Padoa-Schioppa, per intenderci.

    Ma fa piacere leggere un’analisi della realtà corretta, pur da un diverso punto di vista, senza le continue falsificazioni della maggior parte degli altri media.

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