Interni STAMPA

Napolitano, ultimo atto. Dal lavoro dei saggi suggerimenti bipartisan

Il capo dello stato ha presentato ieri i documenti consegnatigli dalle due commissioni da lui insediate il 30 marzo. Apprezzamenti da Maurizio Lupi, che ha rilanciato sul governo di coalizione, e da Enrico Letta, che ha parlato di idee condivise da attuare subito
Napolitano, ultimo atto. Dal lavoro dei saggi suggerimenti bipartisan

L’ultima eredità da presidente. È quella delle relazioni che i due gruppi di lavoro costituiti il 30 marzo scorso hanno consegnato ieri mattina a Giorgio Napolitano che, a sua volta, le lascia alle forze politiche e al suo successore.

Due documenti corposi, uno sulle istituzioni l’altro sull’economia, contenenti analisi ma anche proposte, non tutte condivise all’unanimità dai membri delle commissioni.

Il metodo, però, è stato quello giusto, che il capo dello stato si aspettava. In particolare, i saggi delle riforme istituzionali – Mario Mauro, Valerio Onida, Gaetano Quagliariello e Luciano Violante – si sono trovati d’accordo nel ritenere «ineliminabile» il finanziamento pubblico delle attività politiche, «in forma adeguata e con verificabilità delle singole spese», pur sottolineando che il problema dei costi della politica va affrontato guardando alla domanda di forte cambiamento venuto dai cittadini e dall’opinione pubblica.

D’accordo anche sul superamento del bicameralismo perfetto e sulla trasformazione del senato in camera delle regioni. Sulla forma di governo, invece, tre saggi hanno confermato la preferenza per il regime parlamentare, mentre un quarto vorrebbe il semi-presidenzialismo, forma questa che comporterebbe un sistema elettorale a doppio turno di collegio, secondo il modello francese. I fautori del sistema parlamentare hanno preso in considerazione il sistema misto, tipo Mattarellum, ma riformato con l’abolizione dello scorporo.

Altri temi affrontati: la fiducia da chiedere alla sola camera, la sfiducia costruttiva e la possibilità per il premier di proporre al capo dello stato oltre alla nomina anche la revoca dei ministri. Quanto all’ineleggibilità e all’incompatibilità dei parlamentari, dovrebbe essere un giudice terzo a decidere e non più le camere.

«Emergenza lavoro» la priorità indicata dai saggi dell’economia (Filippo Bubbico, Giancarlo Giorgetti, Enrico Giovannini, Enzo Moavero Milanesi, Giovanni Pitruzzella e Salvatore Rossi). «A rischio di povertà ed esclusione sociale – scrivono – è il 28,4 per cento dei residenti nel nostro paese». Nel voluminoso documento si parla anche di cassa integrazione e di esodati, di reddito minimo di inserimento, di riforma del fisco, di pagamenti della pubblica amministrazione, dell’istituzione di un fondo di investimento pubblico-privato per la ricerca.

Plauso al lavoro dei saggi è venuto dal centrodestra con Maurizio Lupi, che ha rilanciato chiedendo un «governo di coalizione forte e stabile». A sinistra Cesare Damiano ha apprezzato la centralità del tema del lavoro ed Enrico Letta in un twitter ha scritto: «La qualità del lavoro delle due commissioni fa giustizia di tante polemiche. Tante idee condivise da concretizzare prestissimo».

@mcolimberti

TAG: