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Dagli Usa alla sua Europa, le amicizie internazionali di Letta

La formazione europea, l'Aspen Institute e la Trilaterale, gli incontri coi leader della progressive governance: la rete di rapporti del premier incaricato
Dagli Usa alla sua Europa, le amicizie internazionali di Letta
Letta con Monti e Rajoy al Forum per il dialogo Italia-Spagna

Si cercava un premier dal profilo internazionale, si è pescato il nome di uno dei politici italiani più inseriti in una rete di rapporti all’estero. Tra un think tank e l’altro, con un’attenzione particolare al tema dell’integrazione europea.

È un’attenzione che parte da lontano, dall’esperienza personale di Enrico Letta, che ha trascorso gli anni della scuola elementare a Strasburgo, nel cuore della Comunità europea. Non è un caso che la tesi di dottorato di Letta, alla prestigiosa Scuola Sant’Anna di Pisa, fosse proprio in diritto dell’Unione europea. E all’Europa ha dedicato una quantità di pubblicazioni, a partire da Euro sì. Morire per Maastricht nel lontano 1997.

Ma c’è molto di più dell’interesse accademico. Ci sono anni di relazioni personali, all’interno di fondazioni, pensatoi, associazioni di dialogo. La membership più chiacchierata è quella nella Commissione Trilaterale, il “gruppo di discussione informale” fondato da David Rockefeller per mettere insieme politici e imprenditori americani, europei e giapponesi. Da Mario Monti a Joseph Nye, da Carl Bildt a Peter Mandelson ai vertici di alcune delle più grandi aziende di tutto il mondo, la Trilaterale è una formidabile rete di rapporti, oltre che un bersaglio fisso di tutte le teorie del complotto. Al pari del club Bilderberg, di cui Letta non fa parte pur avendo partecipato alla riunione dell’estate 2012 poco fuori Washington. Dal 2004 è vicepresidente dell’Aspen Institute Italy (il presidente è Giulio Tremonti), branca italiana di un altro dei più grandi network internazionali, con sede a Washington.

 

Ma è l’Europa, ancora una volta, il centro della rete di rapporti di Enrico Letta. Da anni il premier incaricato è ospite fisso degli incontri sulla Progressive governance organizzati dai britannici di Policy Network. Luoghi di incontro per i leader di tutti i partiti progressisti europei e mondiali, che negli anni ha visto la partecipazione di Tony Blair e Gordon Brown, di Bill Clinton e Joe Biden, di Michelle Bachelet e Luis Ignacio Lula, di José Luis Zapatero e dei leader socialdemocratici scandinavi.

 

In Francia è nel comitato direttivo del think tank EuropaNova e ha partecipato agli eventi di Les Gracques, associazione «per una sinistra moderna». Di recente ha moderato il gruppo di lavoro del neonato Forum per il dialogo Italia-Svizzera, impegnato – tra l’altro – sul complicato dossier dell’accordo fiscale tra i due paesi (si era parlato di una somma “una tantum” per chiudere il contenzioso, «ma non sia un condono» aveva detto Letta). Per finire con un rapporto consolidato con la Spagna, cresciuto nei quasi quindici anni del Foro di dialogo Italia-Spagna, organizzato dall’Arel, che nel corso delle diverse edizioni ha ospitato gli incontri tra i premier (Mario Monti e Mariano Rajoy, nell’ultimo vertice della serie) e dei capi di stato dei due paesi (re Juan Carlos e Giorgio Napolitano erano ospiti del Forum nel 2009).

Una rete impressionante, che gli tornerà utile a Palazzo Chigi. E la dimensione internazionale dei problemi italiani – Letta lo ha già annunciato – è al centro del programma del suo potenziale governo.

David Miliband, Mona Sahlin ed Enrico Letta

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