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I dolori del giovane Cuperlo

I dolori del giovane Cuperlo

Lo vogliono segretario perché è colto, con un look politico diverso, mite, gentile, un po’ aristocratico, non sgomitante. Ma lo vogliono soprattutto perché è di sinistra, genuinamente. Il compagno Cuperlo è l’uomo su cui la sinistra del Pd – i Giovani turchi – punta per il dopo-Bersani, reggente pro tempore o leader sulla rampa di lancio si vedrà. Ma insomma per loro il Pd, dopo un accidentatissimo girovagare fra Il Lingotto e Bettola, deve riparlare la lingua della sinistra, tanto più che le chiavi del governo se le sono prese i “moderati” del partito: e dunque, per un rimbalzo da Prima repubblica, se la destra ha il governo, la sinistra deve avere il partito. Il rischio è insito nel meccanismo di una “diarchia” di fatto. Come accadde a diversi governi democristiani, quando un doroteo stava a palazzo Chigi e uno della sinistra interna a piazza del Gesù, o viceversa, il governo puntualmente fibrillava. Altri tempi, si dirà.

Ma potrebbe Enrico Letta, per venire a noi, sopportare un continuo pressing da sinistra? I Turchi dicono l’opposto, e non senza qualche ragione: per far ingoiare alla “base” piddina, specie quella ex diessina. Il rospo di un esecutivo con Berlusconi è indispensabile che al Nazareno vada un uomo “nostro”, che quella “base” sappia persuadere o, almeno, contenere.

Ma lui, Gianni, che dice? Sempre restio a concedersi a giornali e tv (tranne che per i pensosi e reichliniani articoli sull’Unità), Cuperlo in queste ore parla con amici e compagni e forse soprattutto con se stesso, ripetendo: “Mah, io non mi sento in grado di fare il segretario… Il problema non è la mia persona ma una cosa molto più seria e importante: il destino della sinistra, la sua missione, come ricostruirla. Ha ragione Michele Serra…”. Solo un modo per schermirsi? Chi lo conosce sa che Cuperlo è uno dei pochi politici che ha il dono, o il difetto, della modestia, è uno che preferisce appartarsi con un romanzo Adelphi in mano più che andare in tv a litigare con una Gelmini, o fuggire per la sua Trieste più che andare a cena su una terrazza romana. Eppure il Partito lo conosce bene da sempre. Non è esattamente un pivello della politica, la Fgci, il Partito, D’Alema, tanta roba.

E siccome il pedigree è quella roba là, vien fatto di pensare che se il Partito chiamasse, Gianni Cuperlo,
l’intellettuale ombroso cha ama Rilke, potrebbe non dire di no, perché il Partito, malgrado tuto, viene prima. Per il momento, però, resta agli atti quel “non mi sento in grado”, e non è una frase che in questo periodo si sente tutti i giorni.

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  • http://www.facebook.com/people/Franco-Olivi/100001496137946 Franco Olivi

    Caro Lavia,siamo ancora a questo punto? Ex-DC ed ex PCI ? Dopo 40 anni ? Ti ricordi quel libro di anonimo “Berlinguer e il Professore? . Perchè i dirigenti del Partito Democratico sono così duri di comprendonio?.Ne parlai anche con Castagnetti oltre tre anni fa. Il PD deve organizzarsi come il partito democratico americano,senz’altra colorazione . Deve essere affidato a tre dirigenti amministrativi ed organizzativi,uno dei quali sarà anche il portavoce del partito.In Parlamento ci sono i capi-gruppo.Prima delle elezioni si fanno le primarie sia per il candidato premier .Con le primarie a carattere locale si scelgono i candidati a sindaco e presidente di regione ( e di provincia se non soppressa).La politica di destra,di centro o di sinistra la faranno i parlamentari e a loro verrà attribuita ogni responsabilità ( e al premier,naturalmente) e non al partito .Esattamente come negli USA . Lancia questa proposta su Europa in prima pagina.Se non verrà accettata,si sciolga il PD e ognuno torni a casa propria. Una parte con Berlusconi e l’altra parte ricostituirà il partito socialista di Turati,sconfessando,però,sia la scissione del 1921,sia la gestione Craxi. Entro qualche giorno voglio vedere il tuo pezzo.

    • http://www.facebook.com/stefania.ventura2 Stefania Ventura

      ecco,. e quando ci vuole ci vuole !

    • Bacco51

      Il PD come parito democratico americano è fallito, è fallito con Veltroni
      Siamo in Europa, il Partito si organizza sil territorio in modo unitario, non oper bande organizzate allo scopo di far eeleggere un capobastone, sia esso il sindaco di Firenze, figlio politico di uno dei più reazionari cardinali della storia italiana nel dopoguerra

      • gmn

        1) il partito organizzato sul territorio è soggetto ai capibastone tanto quanto quello liquido

        2) i “cardinali progressisti”, da ingrao in giù, hanno fatto fiasco, nessun povero li segue, i poveri votano berlusconi
        3) il “figlio politico” del cardinale reazionario fa politiche progressiste e riformiste ma, si sa, l’etichetta (attribuita dagli attributori di etichette che loro sì sono di sinistra perchè si sono autoattribuiti l’etichetta di sinistra) vince sul contenuto
        4) cuperlo deve essere una brava persona, potrebbe essere un bravo segretario (intendo: efficace, dialogante, inclusivo, rtinnovatore di linguaggi e contenuti, aderente alla realtà e non alla ideologia e, infine, ascoltato dai poveri)?

        • Bacco51

          Che Renzi si ail figlio politico di Florit non è un’invezione, su un po’ d’onestà politica non guasta

  • http://www.facebook.com/paolo.ottoboni.73 Paolo Ottoboni

    Franco Olivi, molta confusione e nient’altro. Il partito democratico americano è molto americano e in Europa la storia è un’altra. Scimmiottare quello che c’è in Usa è segno di vuoto culturale.

  • http://www.facebook.com/antonio.moro1 Antonio Moro

    Vuoto culturale e’ non avere ancora capito che all’80 % degli elettori delle vostre ideologie di ex, non gliene importa un fico secco. Costoro si spostano per interesse e quindi anche in base a idee programmatiche chiare e precise. Se le vostre ideologie di ex non producono programmi ma solo polemiche risibili di anziani pensionati, non vi e’ speranza per il centrosinistra!

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