Rassegna Stampa STAMPA

L’ombra di Previti sulla nuova Cassazione

Berlusconi impresentabile o sentenza impresentabile? Giornali (e Csm) divisi

Chi o cosa è “impresentabile”? La condanna di appello per Berlusconi divide i giornali sulla definizione: l’impresentabile è l’ex presidente del consiglio o la sentenza?

Il Fatto Quotidiano non ha dubbi e definisce «delinquente anche in appello» il Cavaliere. Una  decisione che ha innescato un aspro dibattito: «Il colpo più duro è l’interdizione per 5 anni dai pubblici uffici, che fa impazzire i berluscones: “Giudici prevenuti, sentenza politica”». E Marco Travaglio nell’editoriale sottolinea che ormai «gli resta solo la Cassazione, presieduta proprio da ieri da un vecchio amico di Previti. Che però può valutare solo i profili di legittimità, mentre i fatti sono defintivamente accertati». Ora, conclude Travaglio, «per pacificarci definitivamente col delinquente evasore, manca soltanto l’ultimo passaggio: che l’amico Napolitano lo nomini senatore a vita. S’è liberato il posto di Andreotti, lo impone l’ordine alfabetico».

E che il Cavaliere possa essere nominato dal Quirinale continua a girare sui giornali anche se l’ex premier, secondo quanto racconta Repubblica, ha altre idee: «Silvio Berlusconi è sull’ultimo grado di giudizio che ha deciso ormai di investire tutte le sue energie. E crede che il nuovo ruolo da «pacificatore», da sponsor delle larghe intese possa giovargli in quella prospettiva. Ieri ha incassato la buona notizia dell’elezione di Giorgio Santacroce alla presidenza della suprema corte. Alto magistrato, curriculum di spessore, ma anche vicino a Cesare Previti. La strategia del premier per sopravvivere alle fibrillazioni della maggioranza strana è invece frutto di innata prudenza e delle conversazioni di questi giorni con Napolitano».

«Impresentabile» è la condanna per il Giornale.  Scrive il direttore Alessandro Sallusti: «Al gruppo Mediaset, che all’epoca dei fatti era il primo contribuente italiano, viene imputata una presunta evasione fiscale di pochi milioni compiuta da dirigenti infedeli (beccati e licenziati in tronco all’epoca dei fatti). Berlusconi è l’unico capitano d’industria che per i giudici non poteva non sapere che cosa combinavano i suoi manager, privilegio invece concesso quando nei guai sono finite le aziende, per esempio, degli Agnelli, dei De Benedetti e di importanti banchieri. Continua dunque il doppio binario della giustizia. Quello riservato all’ex premier prevede procedure anomale, esclusione di testimoni chiave, non rispetto dei diritti della difesa, pene sproporzionate e tempistiche regolate per interferire sulla vita politica. È lo stesso film da 18 anni, e ancora non si vede lafine. Perché così come è successo in passato ben 32 volte su 32, difficilmente una sentenza così sgangherata supererà l’esame finale della Corte di Cassazione».

Libero, invece sottolinea i rischi per la tenuta del governo. Per Il giornale diretto da Maurizio Belpietro l’esecutivo è «in manette»: «Il tribunale di Milano conferma la condanna di Berlusconi. Una sentenza bomba pure per Letta: il Pdl grida alla persecuzione, il Pd ne approfitterà per buttare tutto all’aria». Ma da Angelino Alfano, secondo Francesco Verderami sul Corriere della Sera, sarebbero arrivate ad Enrico Letta rassicurazioni sul sostegno del centrodestra al governo. Ma che farà il Pd?

Csm diviso

Il Consiglio superiore della magistratura ieri si è diviso sulla nomina di Giorgio Santacroce alla Cassazione. Il punto dolente del neo presidente? È Cesare Previti: «Nel processo Imi-Sir – ricorda la Stampa – ammise di avere frequentato Cesare Previti». E proprio ieri al Csm è arrivato il monito di Napolitano: «Sono certo che il Csm darà il suo apporto alla soluzione generale dei problemi della giustizia che presentano tante criticità e urgenze».

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  • http://www.facebook.com/people/Franco-Olivi/100001496137946 Franco Olivi

    La Magistratura,si sa,dall’unità d’Italia fino al 1992 è stata sottomessa alla politica.Dal 1992 una parte esigua ha preso coscienza del suo ruolo di potere indipendente dal potere politico.La nomina di Nitto Palma alla presidenza della Commissione giustizia e la nomina di Santacroce alla presidenza della Suprema Corte confermano l’idea della sottomissione che la politica ha della Magistrutura.E la prossima manifestazione di Brescia conferma,invece,l’irritazione della politica contro la resistenza di quella parte della Magistratura che vuole mantenere la propria autonomia e indipendenza dal potere politico.La Cassazione per vocazione è stata sempre un sostegno della politica.E in essa sono riposte le speranze di certi politici.

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