Interni STAMPA

La valanga Renzi
colpisce Letta sull’Imu

Il sindaco di Firenze critica la scelta sull'Imu del governo dell'amico premier: «È una cambiale a Berlusconi». Epifani: «No, al buon senso»
La valanga Renzi  colpisce Letta sull'Imu

Il mantra renziano “io fo il sindaco e basta” in questi ultimissimi giorni è messo a dura prova proprio dal suo autore. Matteo Renzi è ovviamente un protagonista nazionale, e da tempo, e tuttavia le ultime 48 ore hanno visto un crescendo di protagonismo, una valanga che ha preso in pieno tutti o quasi, Berlusconi, Grillo, il Pd. E stamattina anche le scelte economiche del governo dell’amico Enrico Letta.

A Radio 24, il sindaco di Firenze ha detto infatti che «l’Imu è una cambiale che si paga all’accordo con Berlusconi. Io credo che sia giusto abbassare le tasse, ma mi piacerebbe capire da dove partire. Noi a Firenze abbiamo abbassato l’Irpef». Esattamente il contrario di quanto affermano Letta ed Epifani, che hanno contestato al Cavaliere il diritto di intestarsi la sospensione del pagamento della prima rata dell’Imu. Renzi torna dunque a battere su un tasto a lui caro: la priorità è abbassare l’Irpef. Un tema, per il momento, del tutto assente dall’agenda del governo.

La frase ha suscitato la reazione (garbata) di Guglielmo Epifani: «La riforma dell’Imu non è stato il regalo di nessuno, è un regalo al buon senso. Dobbiamo spiegare bene il problema perché ci sono tante tipologie di persone e di abitazioni».

D’altro canto il Rottamatore (o forse si dovrebbe dire ex Rottamatore) aveva già rifilato un bel colpo a Berlusconi, visto che nel suo libro (appunto, Oltre la rottamazione) aveva rivelato che proprio il capo della destra gli aveva impeditodi poter andare a palazzo Chigi. E nello stesso libro gli attacchi al Pdl appaiono chiarissimi, con la consueta rivendicazione di puntare ai voti dei suoi elettori (operazione completamente fallita da parte del Pd al tempo delle elezioni malamente perse da Bersani).

Non è poi passata inosservata l’opa renziana sul M5S, entrato prepotentemente nel suo mirino: «Discutono di scontrini, non hanno deciso cosa vogliono fare da grandi». Con terribile profezia finale: «Si spaccherano». La strategia dunque è evidente, e non facile: diventare il punto di riferimento non solo per gli elettori di destra che però vogliono riforme ma anche dei tanti votanti grillini che iniziano a mostrare delusione per i primi passi del Movimento, futili (gli “scontrini”), inutili dal punto di vista dei risultati concreti e incerti sulle prospettive politiche («Si spaccheranno”).

Ancora stamane Renzi ha negato di voler “correre” per la leadership del Pd: «Sembrerebbe che il mio obiettivo sia quello di sedermi su una poltrona. Il problema non è cosa voglio fare io ma cosa vuol fare il Pd». Continua a esprimere grandi apprezzamenti per Sergio Chiamparino, ipotizzando, senza dirlo apertamente, un “tandem riformista”, con l’ex sindaco di Torino al Nazareno e lui a palazzo Chigi. Ma – sostiene Ilvo Diamanti su Repubblica –  così«rischia di arrivare anch’egli logoro»: come potrà cambiare il Pd da fuori, «senza conquistarne la guida?». È questo il nodo che Matteo Renzi ancora non ha sciolto fino in fondo.

 

TAG:
  • paolo.ottoboni

    Qualcuno mi spiega perchè in caso di ritorno alle urne il PD dovrebbe candidare Renzi e non Letta a capo del governo? Non sarebbe assurdo?

    • http://twitter.com/matteot483 thomas more

      No sarebbe logico e migliore o volete trovare tutte le scuse possibili, anche autocastranti, per non votare Renzi. Quando la capirete??? Essere testardi e trinariciuti non è positivo è devastante.

      • paolo.ottoboni

        E allora si candidi a guidare il PD.

    • http://twitter.com/M_Mambelli Marco Mambelli

      Letta è stato scelto SOLO perchè bisognava trovare un nome condiviso con il PdL. Claro?

      • Maria Elisabetta De Gaudentis

        FALSO. NAPOLITANO LO HA SCELTO. E NESSUNO IMPONE NIENTE A NAPOLITANO. BASTA AFFOSSARE I NOSTRI. LETTA E’ CAPACE E CONOSCIUTO ALL’ ESTERO, COME DISSE LO STESSO NAPOLITANO AL MOMENTO DELL’ INCARICO E CHI NON LO SOSTIENE E’ UN TRADITORE.

  • http://twitter.com/giutret Giuseppe Trevisani

    A MATTEO RENZI:

    Bene Renzi, se sei convinto di che serva un vero BIPOLARISMO, e, come
    dici nel tuo libro -NON TEMO UN UOMO SOLO AL COMANDO- Facciamo
    dell’elezione DIRETTA del Capo dello Stato la nostra priorità, delle
    riforme istituzionali che, certo sai meglio di me quali sono, di seguito
    voglio ricordarele principali oltre al bicameralismo perfetto e la
    riduzione dei parlamentari.
    1°Passaggio dalla Repubblica Parlamentare alla Repubblica Presidenziale .
    2°Atuare una riforma FEDERALE sul modello dei LANDER TEDESCHI .
    3° Riformare l’amministrazione territoriale dell’ intero paese:

    Abolire le 8300 amministrazioni comunali, escluse le città
    metropolitane e/o con più di 300 mila abitanti, abolire le province e
    formare i DIPARTIMENTI TERRITORIALI da 60 a 120 mila abitanti con
    amministrazione unica propria.
    Senza questi passaggi istituzionali, non facciamoci illusioni, l’Italia non diventerà un paese normale.

  • Giampiero Rorato

    Discutere oggi su Renzi futuro capo del governo mi sembra offensivo per lui, sarebbe come dirgli che è in un partito che ha proposto come capo del governo un pupazzo. Invece Renzi ha scelto di essere un iscritto PD e di restarvi convinto che la scelta di Letta, suo coetaneo e più esperto di problemi di governo, sia stata corretta e fin che Letta si comporterà con serietà e bravura da Capo del Governo Renzi lo sosterrà, Chi dice il contrario semina zizzagna e, a mio avviso, è nemico sia di Renzi che di Letta.

  • Federico Giunchi

    Renzi mi lascia sempre più perplesso…

  • paolo.ottoboni

    Letta ne vale dieci di Renzi, per competenze generali e storia politica. Sulla lealtà di Renzi nei confronti di Letta non impegnerei nemmeno un euro. E’ troppo smanioso di salire in alto. Difatti vuole la scorciatoia del presidenzialismo. Io e il popolo…

  • http://www.facebook.com/sciallino Vito Caramia

    BASTA RENZI ! BASTA , PER ME VOTARE E’ UN RAMMENTARE DI NON FARLO DOVE CI SEI TU