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Laura Castelli e il senso dei Cinquestelle per l’olio di ricino

L'onorevole cittadina autrice di un discusso intervento alla camera dei deputati. Lei nega tutto: «Mai insultato la stampa»
Laura Castelli e il senso dei Cinquestelle per l'olio di ricino

Il gelo e lo zelo. All’inverno che Beppe Grillo ha fatto tornare all’improvviso nei rapporti tra stampa e Movimento corrisponde un’innalzamento dei toni ad opera dei suoi fedelissimi in parlamento.

Oggi l’onorevole cittadina Laura Castelli, la pasionaria torinese che per un soffio non succederà a Riccardo Nuti quando questi terminerà il mandato da portavoce dei deputati Cinquestelle, ha esordito in aula chiedendo: «la realizzazione della Tav è davvero un’opera che risponde alla domanda disperata di aiuto che il paese sta gridando a gran voce?».

«Usiamo pure le vostre unità di misura, il Pil, la crescita. Siamo sicuri che non ci sia altro settore che generi Pil e crescita?», ha aggiunto. «Ma, a margine di questi grandi numeri sul lavoro, vorremmo anche chiederci quanto si può legittimare del lavoro quando questo è ampiamente inquinato dalla criminalità organizzata», ha proseguito Castelli.

Poi la frase incriminata: «Il maggior quotidiano piemontese, nello stesso giorno in cui annunciava l’arrivo del ministro dell’Interno per decidere l’apertura forzata e forzosa del cantiere della Maddalena commentava nelle pagine a fianco una grande operazione dei carabinieri del comando di Torino sotto il titolo Le mafie minacciano anche le grandi opere. Lo trovo davvero buffo, io a questi attori sì che darei l’olio di ricino».

Applausi dei Cinquestelle e proteste dei deputati dem. «Noi vorremmo sapere se vi sembra normale fare un’opera, forzando legalità e verità. Vorremmo sapere se si può smettere di dire che i lavori sono oltre la metà. Non è vero, veniteci voi a guardare questi venti metri di tunnel», ha concluso. Sdegno generale da parte degli organi di informazione che si sono sentiti chiamati in causa ma lei, la deputata, nega tutto e precisa: «Come è facilmente visibile dallo stenografico della camera in corso di seduta (pagina 90) il riferimento è agli interessi mafiosi che avvolgono gli appalti per il Tav, affari che da anni i cittadini e il Movimento Cinque Stelle denunciano con forza, inascoltati».

@unodelosBuendia

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    Alle str****e dei leghisti ci si è fatto il callo, a quelle degli adepti MS5S invece si fatica ad abituarsi, complice il fatto che le riescano a sparare con andamento esponenziale.