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Crisi diplomatica sul panino farcito di mafia

A Vienna si vendono sandwich che irridono Falcone e Impastato. Il Pd chiede l'intervento del ministro Bonino. Nota della Farnesina
Crisi diplomatica sul panino farcito di mafia

Un menu di una paninoteca a Vienna è finito al centro di una controversia diplomatica tra Italia e Austria, con tanto di presa di posizione ufficiale della Farnesina. La notizia, infatti, riportata da alcuni quotidiani, è che Don Panino, un ristorante di spuntini e fast-food localizzato sulla centrale Seidengasse (anche se non è chiaro se sia ancora aperto, anzi secondo l’Ansa sarebbe chiuso da un paio di mesi, nonostante il sito sia tuttora online), commercia sandwich dall’inequivocabile riferimento alla mafia.

Con toni davvero impressionanti come nel caso del panino “Don Peppino”, con riferimento a Impastato, ucciso dalla criminalità organizzata a Cinisi nel ’78. “Siciliano dalla bocca larga fu cotto in una bomba come un pollo nel barbecue”, si legge testuale, da allibire, nel menu disponibile online.

Per proseguire con i sandwich vegetariani “Don Corleone” o “Don Buscetta” fino a Don Falcone, con riferimento al magistrato che “purtroppo sarà grigliato come un salsicciotto”. Fossero soltanto i soliti luoghi comuni sull’Italia o peggio un tentativo maldestro e xenofobo di fare gli spiritosi sarebbe rimasto confinato al pessimo gusto.

Se ne è accorto, però, il deputato democratico Michele Anzaldi che, a seguito di una petizione online, ha chiesto al ministro degli esteri Emma Bonino la convocazione immediata dell’ambasciatore austriaco per una vicenda che “che dileggia e offende oltre ogni limite la memoria delle vittime della mafia”.

“Scherzare e offendere per fini commerciali la memoria di pagine drammatiche del nostro Paese, tuttora purtroppo ancora vive, non è cosa che ci si sarebbe aspettati da un paese civile come l’Austria. Si tratta di un grave incidente e – conclude il parlamentare palermitano - l’Italia deve pretendere scuse ufficiali e il ritiro immediato di qualunque scritta che possa offendere il nostro paese e i familiari delle vittime”.

“Chiediamo l’intervento del ministro degli esteri Emma Bonino sulle autorità austriache, e quello delle autorità competenti per l’avvio di accertamenti sull’origine dei locali che portano questo marchio”, rincara Danilo Sulis, presidente della Rete 100 Passi.

Ed è arrivata alla fine la presa di posizione della Farnesina, dopo quelle del sindaco di Palermo, di Antonio Di Pietro e di vari parlamentari:  su istruzioni del ministro degli Esteri Bonino, l’incaricato d’affari dell’Ambasciata italiana a Vienna e’ intervenuto presso le autorita’ austriache sul caso, riferendo come l’Italia ritenga ‘inaccettabile’ e ‘offensivo’ utilizzare nomi di persone distintesi nella lotta contro la mafia in maniera distorta.

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