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Il documento dei bersaniani: contro il leaderismo

Al congresso il Pd deve scegliere se vuole «l'uomo solo al comando e la delega plebiscitaria al leader» oppure battersi contro questa deriva
Il documento dei bersaniani: contro il leaderismo

«In questi anni è enormemente aumentato il sovraccarico di richieste insoddisfatte che gravano sul sistema democratico. Ne è derivata una spinta ancora più forte alla semplificazione del linguaggio e dei tempi della politica. Questa spinta, non trovando alcuno sbocco in una riforma delle istituzioni e dei partiti, si è tradotta in un ulteriore scivolamento verso il modello dell’uomo solo al comando, il primato della comunicazione e la riduzione della partecipazione a delega plebiscitaria al leader. Un modello di cui Berlusconi è stato il principale interprete e che – lo abbiamo visto  – porta consenso ma non soluzioni. Noi siamo convinti che fare davvero il PD significhi essere alternativi e non arrendersi a questo tipo di logica. Questa è una discriminante di fondo che comporta delle conseguenze strutturali nel modo di intendere il partito».

Questo il passaggio più significativo del documento anti-Renzi dei bersaniani del Pd che potete leggere integralmente qui fare-pd-2

«Il populismo leaderistico appare in sintonia con lo spirito dei tempi – si legge ancora nel documento – anche perché ha un’affinità elettiva, forse neanche troppo segreta, con questa ‘logica atomizzante’ di un certo uso della Rete: al singolo viene consentito di sfogarsi, lisciando il pelo alla sua rabbia e ai suoi legittimi risentimenti, ma in realtà non gli si sta dando un potere reale, ma gli si sta togliendo il potere faticosamente costruito con la democrazia costituzionale dei partiti: quello di concorrere con le persone a lui affini per interessi e convinzioni a trovare le soluzioni collettive ai problemi. O il Partito democratico si pone l’obiettivo di ricostruire un rapporto tra l’espressione della soggettività individuale e il vincolo che la ricerca di decisioni collettive comporta, dando uno sbocco costruttivo anche alle nuove spinte partecipative che emergono dalla rete, oppure si consegna definitivamente alla logica del suo avversario e a un terreno, quello della semplificazione populista, su cui è difficile che possa mai vincere. L’alternativa che ha di fronte il Pd è quella di continuare a essere – al di là dei richiami retorici e statutari – un semplice ‘spazio politico’ variamente frequentato nel periodo di tempo che intercorre tra un’elezione primaria e un’altra, oppure diventare un soggetto politico che ricostruisce un nesso tra partecipazione e decisione, facendo in modo che iscritti ed elettori possano davvero contribuire, attraverso una consultazione e un confronto di tipo deliberativo, alla discussione di programmi e scelte politiche, oltre che alla selezione di gruppi dirigenti e candidature. Se nel recente passato abbiamo perduto molto, forse troppo tempo, in una sterile discussione tra i fautori del “partito liquido” e quelli del “partito pesante”, oggi si deve evitare il rischio di ripetere l’errore di dividersi inutilmente e strumentalmente sul tema primarie sì – primarie no».

  • pierdomenico

    Caro Bersani, alle primarie, per segretario, votai per Franceschini, una volta che tu diventasti segretario, cominciai ad apprezzarti. Mi resi immediatamente conto che eri un segretario eccezionale. Ti hanno fatto fuori per questo, perché oscuravi i vari “liderini”, vecchi e nuovi.

    • SABOTAGE

      Otima analisi ;) questa e’ la realta’. Bersani l’han fatto fuori il gatto e la volpe (Renzi& D’Alema) alle elezioni del PdR.

    • MARCO

      Io invece votai Bersani perchè non ero convinto del partito liquido, e Bersani mi pareva lo intendesse più “solido”. Alla fine, non è stato nè l’una cosa nè l’altra. Cosa fa pensare l’episodio dei 101?
      Forse non è stato un partito “solido” al di là delle intenzioni e degli errori (o presunti tali) di Bersani, ma perchè i tempi sono talmente cambiati che non può più esserlo.

  • http://www.facebook.com/cinzia.lisi.96 Cinzia Lisi

    Bersani ha già fatto abbastanza danni e la sua idea è perdente. Dovrebbe stare a Bettola a curare l’orto invece di schierare le sue truppe sovradimensionate al congresso. Proprio lui parla di anti leaderismo quanto non si riusciva a schiodarlo dalla poltrona di segretario dopo il disastro elettorale e post e ha tenuto l’italia in stallo per due mesi volendo fare lui personalmente un governo impossibile nei fatti.
    Il PD deve cambiare, se non lo capisce e si crogiola nella vittoria alle amministrative e nella dissoluzione di Grillo non hanno capito niente. Alle prossime elezioni nazionali di Grillo ne verrà fuori un altro e noi, come profetizzò il buon Moretti, non vinceremo mai

    • Omo Neri

      qualcuno pensa a renzi come al nuovo Grillo, mi sa.

      • SABOTAGE

        Se Renzi andra’ al timone del PD state ben certi che torno ad astenermi dal voto se non trovero’ una valida alternativa in un altro partito.

  • Omo Neri

    Perchè’ anti Renzi ?

    • Kimor Rossi

      bravo perchè l’anti renzi? si deve discutere della forma partito del futuro, della politica del cosa sia e debba essere il Pd o si deve semplicemente “conquistare” il PD come un fortino assediato, uccidere il presunto capo e instaurare la monarchia di renzi? Cari renziani ma come siete messi?

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  • http://www.facebook.com/felice.sarzano Felice Sarzano

    Bersani è contro i leader perché lui non lo è mai stato. Un leader non è un padrone, come Berlusconi. Un leader è uno che riesce ad conquistare e mantenere consenso, e non solo nella sua “ditta”. Un leader è uno che cerca di mettersi attorno persone che siano capaci a spingerlo e criticarlo. Insomma, è l’opposto del buon Bersani.

  • Anna Valeria

    Ma dov’era Bersani negli ultimi venti anni? Ma che ha fatto Bersani negli ultimi venti anni? Non pensa di essere responsabile del disastro italiano, come gli altri? Partito liquido, partito pesante, ma di cosa stiamo parlando?

  • Sil Bi

    a me questo dibattito sul leaderismo sembra surreale. Il leader non lo creano le regole del partito: se uno è un leader, si imporrà con la sua forza, riuscirà a domare le correnti e imporre la sua linea con la forza della sua autorevolezza. Viceversa, un Re Travicello verrà travolto dalla solita guerra per bande, comunque sia strutturato il partito…

    Trovo comunque deleteria la scelta di Europa di configurare il prossimo Congresso come una riedizione delle primarie autunnali, come un “secondo tempo” della sfida Renzi-Bersani. Sono ben altre le questioni che dobbiamo porci riguardo il nostro partito: come coinvolgere nuovamente iscritti, militanti ed elettori? Come creare una nuova cultura di governo, che superi sia il conformismo economico montiano che le resistenze conservatrici nella società del Paese?

    Se ci incattiviamo nelle tifoserie, se trasformiamo il Congresso in una telenovela barocca di alleanze, correnti, accordi e contrapposizioni, perderemo definitivamente il contatto con i cittadini italiani. Attenzione, dunque!

    • MARCO

      Sono renziano, ma sottoscrivo. La base non dovrebbe dare più importanza alle correnti che al territorio.

  • Giutre1942 Trevisani

    I MORTI RISCUSCITANO…..A VOLTE:

    Amici Renziani diamoci da fare e prepariamoci per il congresso fissato
    per la prima settimana di dicembre (tre mesi abbondanti rispetto alla
    ventilate intenzioni di farlo a fine estate), ma non è detta l’ultima
    parola, c’è tutta una volontà, neanche gran ben nascosta, di andere a
    fare quell’assise nel 2014 e la vecchia guardia, quella che ci ha
    procurati i guai e il governo di LARGHE
    INTESE (connubbio incestuoso e maleodorante) divenuto necessario, dopo
    il regalo degli zombi vetero comunisti ( D’alema in primis, Bersani,
    Finichiaro,e altri compagnuzzi) che, si stanno organizzando, a dir loro
    contro il “liderismo” che, tradotto in linguaggio normale diventa-,
    “contro Renzi”- e la sua area di pensiero!!!

    • MARCO

      D’accordo, ma rileggi i tuoi commenti e fai un po’ di attenzione all’ortografia e alla grammatica! I lettori potrebbero pensare che i renziani sono gente frettolosa …

  • Gianfranco Milani

    Se allora ci fosse stato un documento del genere, Enrico Berlinguer probabilmente non avrebbe avuto la segreteria in mano per 12 anni…o qualcuno mi verrà a dire che non era un leader?!?!?

  • Salvatore Manfredi

    Bersani,e mi dispiace, confonde il leaderismo da proprietario di Berlusconi o Grillo, con la leadership espressa da un congresso di partito dove si dovrebbero, molto sul piano teorico purtroppo, le varie analisi e soluzioni ai problemi. Anzichè di preoccuparsi di Renzi, Bersani dovrebbe preoccuparsi di dare un contributo alla Vision del partito che ad oggi pochi o nessuno conosce. Ad individuare quel collante comune cui tutti quelli del PD devono tendere, al di la e al di fuori delle stantie correnti ormai affette da politicismi più che di vocazione Politica (con la P maiuscola) come dovrebbe essere. Per un 20 ennio Berlusconi ha fatto comodo perchè ha mascherato la mancanza di visione del partito, con l’unico collante, fasullo direi, che era l’antiberlusconismo. Troppo comodo, troppo comodo. Bisognerebbe prendersi le responsabilità di aver, tutti i “Veci” , fallito nel dare una Visione ed un’anima al PD che fosse diversa dal berlusconismo o da riposizionamento delle vecchie logiche PCI_PDS_DS e DC. Come continuare a guardare lo specchietto retrovisore rischiando di schiantarsi….e non illudiamoci che basta vincere le amministrative, magari andando a votare solo noi (o quasi) per aver risolto i problemi…occhio che son sempre li…Speriamo bene speriamo nel rinnovamento totale che guardi al futuro….

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