Sicilia STAMPA

Contrordine, il Muos si fa. Crocetta attaccato dai grillini

Gli attivisti No-Muos hanno occupato il municipio di Niscemi, i Cinquestelle attaccano il presidente della regione, è la fine del "modello Sicilia"?
Contrordine, il Muos si fa. Crocetta attaccato dai grillini

Crocetta si sente ingiustamente preso di mira e dice basta. Sul Muos, l’impianto di radar satellitare in costruzione nella base della Marina Usa a Niscemi, è stanco «di fare il bersaglio, non l’ho autorizzato io né il mio governo». Eppure gli piovono addosso attacchi da tutto il “movimento” contrario all’impianto e che nel blocco dei lavori di costruzione imposto da Crocetta qualche mese fa, aveva riposto grandi speranze. Adesso che il governo ha revocato quello stop, dopo il parere dell’Istituto superiore di sanità sulla mancanza di pericoli per la salute delle persone per le onde elettromagnetiche emesse dall’impianto, è di nuovo bagarre. Gli attivisti No-Muos hanno occupato il municipio di Niscemi, i grillini attaccano il presidente della regione, forse sancendo la fine di un rapporto sbandierato come “modello Sicilia”.

Crocetta non ci sta, spiega che non poteva fare altrimenti. Lo fa con una nota inviata in mattinata e in una conferenza stampa convocata oggi pomeriggio. «Il Muos fu deciso dal governo nazionale e quella scelta fu avallata dal governo regionale di allora – dice Crocetta –. Io ho fatto soltanto il mio dovere per tentare in ogni modo di tutelare la salute dei siciliani, e invece sono finito nel mirino degli estremisti che sanno soltanto urlare. Mancavano dei documenti che attestassero la non pericolosità di quelle antenne (cene sono altre 42 in tutta la base già funzionanti da 20 anni, ndr), ma ora quel parere è arrivato e non possiamo fare altro che dare il via libera». Per Crocetta era l’unico modo di evitare che la regione e dunque i siciliani fossero costretti a pagare milioni e milioni di euro di risarcimenti danni. A cominciare dal contenzioso col ministero della difesa che, appena arrivata la revoca del blocco lavori, ha fatto decadere la causa. Sul piatto c’era una richiesta milionaria.

Soluzioni alternative? Crocetta propone la via legislativa («stiamo mettendo a punto un ddl che vieta l’installazione, in assenza di studi scientifici dell’Istituto superiore di sanità, di impianti capaci di generare un rilevante inquinamento elettromagnetico nelle vicinanze dei centri abitati»), oppure l’intervento del governo Letta. Improbabile.

Resta la patata bollente e un dietrofront obbligato, ma non certo utile sul piano dei consensi. Intanto alla base americana non ci sono per adesso blocchi di manifestanti, ma l’occupazione del municipio va avanti. E la protesta potrebbe arrivare a Palermo.

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