Esteri STAMPA

Il blog di Grillo intervista l’euroscettico Farage

La tirata del politico britannico contro il "complotto" europeo per rimuovere i governi democratici. Verso un'alleanza M5S-Ukip alle europee?

Non è il primo contatto tra Beppe e Nigel, gli attestati di stima tra i due risalgono ormai ad almeno un paio d’anni fa. Per la precisione – lo ricorda lo stesso blog beppegrillo.it – al novembre del 2011, data della celebre tirata di Nigel Farage, leader dello Uk Independence Party britannico, contro il tecnocrate Mario Monti. Due anni dopo Beppe Grillo, tramite il suo blog, ha chiesto un’intervista al leader euroscettico britannico, che parla a ruota libera per un quarto d’ora.

Video e testo integrale sono disponibili sul blog. Il mantra è il solito: l’Europa è inutile e dannosa, è diventata uno strumento di dominio in mano alla Germania. Ben vanga, allora, la proposta del Movimento 5 Stelle di un referendum sull’uscita dall’euro: «Quando sento – spiega Nigel Farage – che il MoVimento 5 Stelle crede che si debba chiedere alle persone cosa pensino posso solo dire: “Urrà! Urrà! Bene!”. (…) Ritengo che l’idea di indire un referendum perché gli italiani possano determinare il loro futuro sia assolutamente eccezionale ed è esattamente la stessa cosa che promuoviamo da anni nel Regno Unito».

L’analisi è ormai ben nota: «Se avessi rilasciato questa intervista cinque anni fa, e avessi detto che persone come Van Rompuy a Bruxelles sarebbero diventate così potenti da essere in grado di rimuovere i primi ministri dei paesi, sarei stato liquidato come pazzo, cospirazionista». La Grecia, poi l’Italia, sono gli eurocrati a decidere chi governa. Eurocrati nominati senza nessun passaggio democratico: «Nessuno ha mai votato Van Rompuy, non può essere rimosso, è il presidente di mezzo miliardo di persone, il suo stipendio è più alto di quello di Obama e nessuno, ma proprio nessuno, ha mai sentito parlare di lui al di fuori delle élite politiche».

La conclusione? Non un’Europa più democratica, anche nella gestione delle politiche monetarie, in linea con le idee dei fondatori (Jean Monnet? «Un grande burocrate, un uomo che realmente ha indebolito la democrazia parlamentare»). Al contrario, la fuoriuscita dall’Unione o dall’euro (a seconda dei casi), come chiedono lo Ukip in Gran Bretagna e Il M5S a Roma.

A parte l’intervento di due anni fa contro Monti, Farage è ormai un personaggio di primo piano sulla scena politica britannica. Alle ultime elezioni amministrative è stato lo Ukip il vero vincitore, con la sua piattaforma a base di retorica anti-Europa, anti-Casta, anti-immigrati, contraria al matrimonio omosessuale. Negli ultimi tempi i sondaggi hanno segnalato un calo di interesse nei confronti del partito, che punta però a bissare il successo – e ad ampliarlo ulteriormente – con le elezioni europee del giugno 2014 (dove non c’è il maggioritario e la legge elettorale proporzionale non penalizza i partiti di media grandezza). Dobbiamo aspettarci una campagna elettorale trans-nazionale, con un’inedita alleanza tra Grillo e Farage?

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