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L’Islanda sospesa di Stefánsson

Dopo lo splendido “Paradiso e Inferno”, con “Luce d’estate ed è subito notte” lo scrittore islandese conferma di avere un notevole talento
L'Islanda sospesa di Stefánsson

Un villaggio di quattrocento anime, senza chiesa e senza cimitero. Una cooperativa, una cassa rurale, un vecchio maglificio che presto chiuderà, un ufficio postale. Un macello, una latteria. Tutto intorno, la buia campagna islandese e le sue fattorie. La vita va come va altrove, la capitale è lontana anche se non è più lontana come un tempo, la tecnologia ancora arranca ma c’è, è pronta, dietro l’angolo, e intanto la gente lavora, si innamora, si tradisce e beve meno di quanto vorrebbe.

L’Islanda, la lontana e misteriosa Islanda, coi suoi fiordi e le sue distese di nulla: Jón Kalman Stefánsson ce la dipinge con un talento davvero notevole. Finalista al Bottari Lattes Grinzane e al Gregor von Rezzori dello scorso anno con lo splendido ed epico Paradiso e Inferno, tradotto in Italia naturalmente da Iperborea, con questo Luce d’estate ed è subito notte (traduzione di Silvia Cosimini) uscito a giugno Stefánnson ricalibra il tiro su spazi e tempi differenti.

L’enorme isola che fa da ponte tra Europa e America, strappata dal soffio vitale della Corrente del Golfo a un destino fatto di ghiaccio e di deserto, non è immersa nell’Ottocento selvaggio di Paradiso e Inferno, ma in un passato prossimo che al tempo dell’uscita in patria (il 2005: due anni prima di Paradiso e Inferno) somigliava molto al presente. Quelle dei protagonisti sono vite semplici, e nel profondo complicatissime, come quelle di tutti. Il cinquantenne autore islandese le racconta con intelligenza e grande slancio metafisico, una metafisica spicciola, applicata, inevitabile: perché la notte è notte per chiunque e ovunque, figuriamoci lassù.

Così mulinano ambizioni e fallimenti, molte pulsioni sessuali, molte timidezze. Il romanzo vive dell’intreccio di storie numerose, senza una trama definita, ma un filo da seguire in effetti c’è perché è il modo in cui sconforto e gioia convivono nelle esistenze dei personaggi, o nel nostro modo di venirne a conoscenza. Luce d’estate ed è subito notte è un romanzo molto bello così come molto bello era Paradiso e Inferno, ma di tutt’altro genere: è ironico, e più luminoso e brillante. Questo scrittore ha molta stoffa, vale la pena stargli dietro. In Italia, nel 2012 (e nel 2009 in Islanda), è uscito anche La tristezza degli angeli, e magari in futuro varrà la pena di recuperare anche la sua produzione precedente.

 

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