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Ecco il bilancio sociale del Partito democratico per il 2012

Presentato ieri alla Festa di Genova dal tesoriere Antonio Misiani il documento che riassume l'attività del Pd dello scorso anno: dagli oltre 500mila iscritti e 7.800 eletti fino ai follower su Twitter e Facebook e ai dipendenti. Pubblichiamo il testo integrale con tutti i numeri
Ecco il bilancio sociale del Partito democratico per il 2012

La presentazione della seconda edizione del bilancio sociale conferma la centralità per il Pd di temi quali la trasparenza, la rendicontazione e l’informazione verso gli elettori. Il Pd, il primo partito italiano a pubblicare online i propri rendiconti e a sottoporli a revisione e certificazione esterna, è attualmente l’unica forza politica che redige annualmente un bilancio sociale. Con questo strumento il Pd vuole andare oltre la mera rendicontazione economica, rendendo trasparenti e accessibili le informazioni sulla vita interna del partito: cosa fa, come, con quali risorse, quali obiettivi si pone, con quali realtà sociali si relaziona. Il bilancio sociale, così come tutti i rendiconti e l’anagrafe degli eletti, sarà accessibile nella sezione Trasparenza del sito del Pd.

Nel 2012 il Pd si è confermato il più grande e radicato partito politico in Italia: l’anno si è chiuso con 500.163 iscritti nei 6.202 circoli. Nei 119 circoli al di fuori dell’Italia il Pd ha registrato 4.909 iscritti. A fine 2012 il Pd aveva 7.883 eletti nelle istituzioni, tra cui 22 parlamentari europei, 309 deputati e senatori e 306 consiglieri regionali. L’intensa attività politica del 2012 è stata complessivamente finalizzata alle elezioni politiche, tenutesi il 24 e 25 febbraio 2013.

L’evento politico dominante sono state indubbiamente le elezioni primarie per la scelta del candidato premier della coalizione di centrosinistra, svoltesi il 25 novembre e il 2 dicembre con la partecipazione di 3.154.956 elettori al primo turno e 2.802.382 nel secondo turno. Subito dopo, a fine dicembre, il Pd ha organizzato le “Parlamentarie”, attribuendo agli elettori la scelta del 90 per cento dei candidati e delle candidate alle elezioni politiche 2013 per bypassare il meccanismo delle liste bloccate previsto dalla legge elettorale in vigore. Nel 2012 si sono svolte elezioni in 941 comuni italiani, con una netta affermazione del centrosinistra (che ha conquistato 85 comuni superiori ai 15 mila abitanti, contro i 55 del turno precedente). Nell’anno il Pd ha proseguito le proprie iniziative per la formazione politica dei giovani (Officina politica, scuola estiva, Finalmente Sud, Formazione a distanza, laboratori territoriali e Frattocchie 2.0). A fine anno il Pd contava su 68.031 fan Facebook e 23.997 follower Twitter, dati in forte crescita rispetto all’anno precedente. I siti web del Pd nazionale hanno registrato 5,1 milioni di visitatori unici per 14,8 milioni di pagine viste. Il Pd nazionale ha, a fine 2012, 191 dipendenti e 13 collaboratori. Le risorse umane sono altamente qualificate: il 36,1% dei dipendenti è laureato e il 58,1% diplomato.

Un punto centrale del dibattito politico è stato il tema dei costi della politica. A luglio, grazie all’iniziativa del Pd, il parlamento ha approvato una riforma del finanziamento dei partiti (legge 96/2012) che ha dimezzato i rimborsi elettorali rafforzando notevolmente le regole di trasparenza, i controlli e le sanzioni sui bilanci dei partiti e dei movimenti politici. Il progressivo superamento del finanziamento pubblico della politica rappresenta una sfida impegnativa ma anche una grande opportunità per il Pd. Tutte le forze politiche saranno chiamate a una profonda riorganizzazione interna, poiché il fund raising diventerà essenziale per sostenere l’attività a tutti i livelli. Il passaggio a un modello centrato sulla libera scelta dei cittadini può diventare un motore di rinnovamento della politica, a condizione che siano previsti limiti stringenti per evitare il condizionamento dei grandi donatori e incentivi efficaci per favorire un autofinanziamento diffuso. Va in questa direzione il lavoro parlamentare del Pd per migliorare il disegno di legge con cui il governo Letta propone di abolire il finanziamento pubblico diretto dei partiti. Il Pd è un partito organizzato presente e radicato su tutto il territorio nazionale. L’autofinanziamento è parte del nostro Dna. Dobbiamo ripartire da qui. Dall’idea di una politica utile e trasparente, fatta quasi sempre da volontari che credono nel valore dell’impegno a favore della cosa pubblica.

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