Cultura STAMPA

Basta Barilla, ricomincia da te

È stato dilapidato un intero patrimonio, economico e valoriale, in una mano di poker? Da dove ricominciare
Basta Barilla, ricomincia da te

Partiamo da un assunto: Guido Barilla ha detto una gran cavolata. Possiamo trovare tutte le ragioni di mercato del mondo, dire che è stato come fare streaming di un brief aziendale, ma le sue parole sugli omosessuali (e anche quelle non meno antipatiche sulle donne) hanno prodotto quello che in gergo si chiama epic fail.

Sul boicottaggio mi astengo per varie ragioni: il prezzo lo pagherebbero i dipendenti e se dovessimo giudicare con questo metro gli spot pubblicitari dovremmo condannarci a una vita di polpette Ikea. O forse semplicemente amo troppo le Macine per sposare la causa.

Guido Barilla si è scusato e, tranne qualche passaggio scivoloso, lo ha fatto bene. Non ha detto “sono stato frainteso” o “sono caduto in una trappola”; ha ammesso di avere molto da imparare sull’evoluzione della famiglia.

Certo lo ha fatto perché davvero non aveva scelta e le sue scuse anche al mercato americano non potevano non arrivare dopo che persino Mia Farrow e Cher hanno twittato #boycottbarilla e Chirlane McCray, moglie di Bill De Blasio candidato democratico a sindaco di New York, si è fatta fotografare mentre sceglieva un’altra pasta al supermercato.

Nonostante le critiche rivolte in questi giorni all’azienda, a giugno una ricerca di Havas Media Group ci ha mostrato che al primo e al terzo posto della classifica Meaningful Brands 2013, ovvero le marche più amate dagli italiani, troviamo Mulino Bianco e Barilla. Il che vuol dire che, al di là del prodotto, Mulino Bianco e Barilla sono apprezzate dagli italiani per il loro profilo etico, per i valori positivi di cui si fanno portatori e dai quali ci sentiamo rappresentati. Dunque un errore come questo risulta paradossalmente più grave di un ragno trovato in pacco di pasta.

La storia del marchio Barilla è una grande storia di comunicazione. Dal segno grafico di Erberto Carboni, passando per le più grandi agenzie di pubblicità e le firme di Fellini, Wenders, Vangelis ecc, l’azienda di Parma ha sempre investito moltissimo in comunicazione e pubblicità. Per noi che da adolescenti guardavamo la notte della pubblicità o abbiamo studiato sui testi di comunicazione la Barilla è sempre stata case history di successo: marchio e packaging riconoscibili, un’associazione messaggio-prodotto che è spesso un sogno per ogni marca, spot e slogan ormai entrati nell’immaginario collettivo.

Da decenni prendiamo in giro la comunicazione arcadica e tradizionale del Mulino eppure se è il brand più amato dagli italiani e se tutte le altre marche di biscotti copiano quelli del Mulino Bianco (perché li copiano tutti) è segno che ha dettato una linea.

Insomma Barilla ha dilapidato un intero patrimonio, economico e valoriale, in una mano di poker?
Certo se chi ha detto quelle parole non avesse quel cognome il caso sarebbe risolto, invece la famiglia che deve evolversi adesso è proprio quella dell’azienda.

Personalmente non credo basti, come propone Dario Fo protagonista nel 1959 di una serie di spot Barilla per Carosello, fare uno spot con una coppia omosessuale. Suonerebbe come una pezza peggiore del buco mentre qui c’è un intero rapporto fiduciario da rinegoziare con i clienti.

È vero che Barilla ha centrato la sua comunicazione sulla tradizione, eppure negli anni 60 Bettina, la protagonista degli spot per Carosello, non era una brava massaia ma una donna che provava a fare il suo meglio per la sua coppia senza figli. Qualche anno dopo Mina, testimonial anticonformista, diceva “per il tuo uomo” non per tuo marito.

Nel 1995 a raccomandare gli otto minuti di cottura per gli spaghetti era Cindy Crawford e nel 1999 quegli spaghetti facevano da ponte fra una famiglia italiana e la fidanzata giapponese del proprio figlio.

E gli spot memorabili degli anni 80, dal gattino trovato per strada alla bambina cambogiana adottata, erano storie di accoglienza.

Forse Barilla deve ripartire da se stessa e ritrovare il coraggio che ha avuto in passato. E rileggersi il suo slogan, che probabilmente proprio loro hanno dimenticato: è Barilla che fa casa, non sceglie le case dove andare.

Insomma fateci venire di nuovo voglia di buttare la pasta, ma non nella spazzatura.

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  • Piero Tagliapietra

    Se una singola frase detta dall’AD è in grado di distruggere tutto il patrimonio di comunicazione e di marca i casi sono due: o questo patrimonio non esisteva oppure si sta dando troppa importanza a una pessima uscita con valutazioni estremamente discutibili.

  • Italo Sgrò

    Io ritengo che la cavolata di Barilla siano state le scuse, formulate rispetto a una dichiarazione di cui non doveva assolutamente scusarsi. Cavolata è anche il riferimento, contenuto in questo articolo, all’affermazione sulle donne, che non è per niente offensiva, ma anzi riconosce il ruolo fondamentale e insostituibile della donna, soprattutto nell’educazione dei figli, che necessitano del riferimento bigenitoriale, maschile e femminile.

    Sia ben chiaro che se Barilla realizzerà, su istigazione della Lobby fascista LGBT, spot che ritraggono coppie gay, smetterò di comprare quella pasta, perché non voglio assolutamente contribuire coi miei soldi a diffondere la nefasta ideologia del gender che distrugge la famiglia e la società.

    • Kimor Rossi

      sig, Sgrò i fascisti e i nazisti i gay li hanno messi nei campi di concentarmento (si faccia un giro a dacau ad esempio) .La lobby gay se esiste, reagirà ad ogni sopruso non succederà più come durante la prima parte del secolo xx. Inoltre a proposito di famiglia e di concezioni tradizionali non si riduca come Kappler che per giustificare il rastrellamento del quartiere ebraico di roma mandò a dire a pio xii che gli stava facendo un favore e che stava soltanto facendo il buon cristiano visto che la chiesa era duemila anni che predicava la condanna di chi aveva scelto barabba anzichè cristo. La saluto cordialmente.

      • Italo Sgrò

        I fascisti mandavano in giro i loro squadristi a intimidire i dissenzienti, ed è esattamente quello che fanno oggi i neofascisti lgbt. Confermo dunque la definizione. Mi sembra poi piu vicino a Kappler chi, come lei, in ossequio a un’ideologia irrazionale rifiuta di scorgere il dato insito nella natura umana. La saluto altrettanto e anzi ancor più cordialmente.

      • Italo Sgrò

        E ai soprusi della Lobby gay chi e come dovrà reagire?

    • Bel ligure 35

      Se Barilla ha formulato scuse lo ha fatto anche,e forse solo, per un discorso economico. Subire il boycott non piace a nessuno, credimi..!! Sono manager in una multinazionale e sono figli di imprenditori, meno grane ci sono e meglio è !!
      In ogni caso,nonostante io sia gay,il discorso di Barilla non mi hanno turbato.
      E non penso che la Lobby fascista LGBT ( che non conoscevo ) istigherà nessuno a fare pubblicità con coppie gay; si tratta solo di accettare una società che sta cambiando composta di persone che amano come si sono amati i miei genitori, i mei nonni etc…!
      Riguardo alla donna nelle pubblicità, avete fatto caso che è sempre lei in piedi che cucina e serve ed il resto della famiglia a tavola a farsi servire ?
      Le pubblicità Barilla , come tante altre, sono studiate per dare senso di seranità e far vedere ciò che magari non si ha.

      • Italo Sgrò

        Pienamente d’accordo sulle motivazioni economiche per le non dovute scuse. Per niente d’accordo sul resto.

  • ealge

    Pienamente d’accordo con il Sig. Sgrò.
    Qui si va incontro alla distruzione della società e non alle meravigliose forme di famiglia alternative.Ma stiamo scherzando?Personalmente vedo nero ma veramente nero il futuro.

    • Luca D’Auria

      Evidentemente lei insieme al sig.Sgrò fa parte di quella Lobby fascista (e basta) che in questi ultimi 20 ha mandato il paese in rovina. Si anch’io vedo il futuro nerissimo, ma per colpa di quelli come lei.

      • Italo Sgrò

        No, io non faccio parte di nessuna lobby e non mando in rovina nessuno. La lobby fascista lgbt, invece, ci priva delle radici antropologiche essenziali e, così facendo, ci rovina tragicamente.

      • Italo Sgrò

        Stiamo cercando faticosamente di tenerla a galla e di risollevarla dal baratro in cui l’hanno gettato quelli come lei, Luca.

  • Paolo

    Il problema è che Guido Barilla quando ha risposto al quella domanda parlava da potenziale leader politico e non da titolare di una grande azienda …

    • GIULIA Maria GRILLO

      O santo cielo… un altro imprenditore in poitica… ma sono come i rotoloni regina…NON FINISCONO MAI! :-D

  • http://www.fermentigattici.net gattonero

    La “Lobby fascista LGBT” mi ha fatto molto sorridere, ma purtroppo è questo il livello di ragionamento degli omofobi italiani.

    Ho trovato l’articolo molto equilibrato, e il riferimento ai valori principali del marchio – recuperati interpretando le comunicazioni pubblicitarie passate – ottimamente scritto.

    • Italo Sgrò

      Sorride pure, a me invece non viene per nulla da ridere vedendo gli squadristi lgbt in azione. E nemmeno mi viene da ridere, ma anzi mi preoccupa molto, quel marchio di omofobia che affibbiate con tanta leggerezza a chi sostiene la legge naturale. Ho paura della lobby, molta, molta paura.

    • Italo Sgrò

      Se si riferisce a me io non sono omofobo (primo). Secondo: a me la Lobby a me non fa sorridere, mi preoccupa invece molto.

  • BEBO

    MA SEDETEVI TAVOLA …MAGNATE UN BEL PIATTO DI PASTA COME PIACE A VOI E ….POI ANDATE A LETTO CON CHI VOLETE …SENZA ROMPE I COIONI …..E DIVERTITEVI ….LA PASTA FA BENE.

  • Valentino Vilfredo Monfreda

    Abbiamo riscontrato che Barilla è nu maccarone.

  • pietro conti

    una semplice riflessione: il re è nudo ma nessuno lo vuol vedere!
    Siamo arrivati al paradosso. Non è più possibile esprimere un giudizio sulla scelta di vita dei gay ( che in quanto scelta è assolutamente legittima e personale) senza essere tacciati di omofobia e messi al rogo. C’è qualcosa che non funziona. Mi pare che nel passato lo stesso stile lo avevano quelli che gridavano “o con noi o traditore!” e manganellavano le persone che osavano esprimere la loro opinione diversa. Il pensiero “fascista” è lo stesso, non tollera la minima obiezione!
    Solo che oggi non ci si sporca le mani, ma si distrugge la gente con stile ed eleganza. D’altra parte l’eleganza non manca ai gay!

  • Mario Gions

    La risposta alla vicenda Barilla di Cielo TV? La serata We Are Family! Da non perdere!

  • Pingback: Barilla? Non se ne può più …adesso pasta! | Oscar di Montigny