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Per Isabel, l’ultimo mandala di Tabucchi

In libreria un breve romanzo inedito di dello scrittore scomparso poco più di un anno fa
Per Isabel, l'ultimo mandala di Tabucchi

Questo nuovo libro di Antonio Tabucchi, uscito a un anno e mezzo dalla sua morte per azzardo e generosità di chi gli era stato molto vicino e gli vuole molto bene, sembra uno specie di tarlo che nel corso degli anni deve aver scavato nella sua immaginazione nutrendosi di frammenti di altre storie e altre vite che nel frattempo s’erano lasciate raccontare con maggiore agevolezza.

Isabel è una donna misteriosa che attraversa l’opera di Tabucchi, e questo romanzo, che si intitola Per Isabel, illude di chiarirne i lineamenti e di svelarne il cammino, reale o irreale che sia. L’azzardo di Maria José de Lancastre, sua moglie, e di Carlo Feltrinelli è un regalo che noi inconsolabili lettori di Tabucchi meritiamo meno di quanto non lo meriti il libro stesso: perché nella patina fatta di sogno e di spiritualità, quasi di religiosità, che lo avvolge esiste qualcosa di ubriacante che lo rende bello come certi dei migliori libri di Tabucchi.

isabel

La storia procede a cerchi concentrici, la storia è un mandala che racchiude arcani e rivelazioni, è un cercare che potrebbe essere infinito e invece a un dato tratto trova la sua soluzione. Isabel è rincorsa da un altro vecchio personaggio tabucchiano, Waclaw Slowacki, Tadeus, un fantasma che ne cerca un altro, che vuole sapere qualcosa che ha a che fare col tempo che si rigenera e continua.

Ma questo romanzo non è davvero una soluzione ai dubbi, semmai una chiave per aprire un’altra porta d’accesso al grande, abbacinante vorticare di pensieri e suggestioni su cui s’affacciano molti dei libri scritti da Tabucchi. Le donne e gli uomini in cui si imbatte Tadeus inizialmente sembrano nient’altro che persone comuni che in qualche modo avevano avuto a che fare con Isabel, poi però aumenta la velocità, a dismisura, e la materia perde consistenza, si sfalda, e perde valore. La realtà sfuma: è sogno, e metafisica, e magia. Volti conosciuti e volti inediti, vecchie amiche, governanti, musiciste, secondini, fotografi, preti, poeti, scienziate pazze di dolore, santoni, violinisti, specchi obliqui che rimandano ad altri specchi, e Tadeus che ne segue i riflessi e segue le stelle. La storia precipita così.

Per Isabel è un romanzo molto portoghese e molto orientale insieme, è un lungo respiro d’oppio che lascia intendere giochi di ombre e di sensi, che accarezza le idee di conoscenza e di ispirazione, che mescola tempo e spazio per farne un amalgama dolce, che è letteratura altissima. E dà malinconia, perché Antonio Tabucchi sapeva davvero come si fa.

@giovdoz

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