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Caso Berlusconi, nessuna decisione. Resta l’enigma sul voto segreto

Oggi la riunione dell'organismo per il Regolamento di Palazzo Madama. I grillini chiedono l'abolizione della segretezza. Pezzopane: «All'interno del regolamento ci sono le opportunità per il voto palese»
Caso Berlusconi, nessuna decisione. Resta l'enigma sul voto segreto

«Non è percorribile la strada di una modifica dell’art.113 del regolamento» in vista del voto sulla decadenza di Silvio Berlusconi da senatore. Lo ha deciso «all’unanimità» la giunta per il regolamento che si è riunita questo pomeriggio. A riferirlo è stato il presidente della commissione Giustizia e senatore Pdl Francesco Nitto Palma. Si tratterebbe di «una modifica che ove attuata sarebbe contra personam».

Di conseguenza, non c’è ancora una data per il voto dell’Aula. La giunta si aggiornerà per valutare l’interpretazione del regolamento il 29 ottobre e sono stati indicati come relatori sia Francesco Russo del Pd sia Annamaria Bernini del Pdl.

La proposta di abolire il voto segreto era stata lanciata dai parlamentari grillini,  osteggiata da Pdl e Scelta Civica, nettamente contrari a quella che sarebbe una modifica del regolamento del senato. Il Pd, invece, è favorevole al voto palese su Berlusconi, ma non all’abolizione totale della segretezza. Perché  – spiegano i dem – non si tratta di un voto che riguarda persona (per cui è prevista la segretezza), ma sulla composizione del senato. «Le opportunità per votare in maniera palese –  spiega Stefania Pezzopane a Europa – sono all’interno del regolamento».

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