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Il montismo finisce con Casini, il Pdl gode

Il caos intorno a Berlusconi travolge i centristi, rottura violenta tra Monti e Udc. Ma la riaggregazione popolare rimane lontana
Il montismo finisce con Casini, il Pdl gode

Scene da grand guignol moderato. Con Pier Ferdinando Casini che dà del «rissoso» e del «ridicolo» a Mario Monti, dopo che l’ex rettore della Bocconi l’aveva accusato di avergli sfilato il partito manovrando insieme a Mario Mauro e di averlo «sfiduciato», «tradendo» chi li aveva portati in parlamento. L’onda del sisma che sconvolge il Pdl del dopo-Berlusconi – col Cavaliere, presto incandidabile e interdetto ma adesso più che mai ben conficcato nel mezzo del centrodestra – è arrivata nella Terra di mezzo di Scelta civica e l’ha devastata.

Il movimento-lista elettorale assemblato da Mario Monti è in macerie. Ieri, per tutto il giorno, si sono incrociate come fucilate le dichiarazioni dei centristi di Mauro e Casini, che hanno aperto un canale di dialogo con Alfano per un rassemblement in chiave Ppe alle europee tentando di ottenere il viatico e un passo indietro di Berlusconi e quelle dei montezemoliani e dei cattolici aclisti inferociti contro una prospettiva neocentrista ma, ancor più, dal rischio di essere attratti dall’orbita impazzita del Pdl.

Da lì, dal caos che regna nel Pdl di cui Berlusconi condannato e travolto da una gragnuola di altre tegole giudiziarie custodisce le chiavi e la cassaforte, origina l’implosione di Scelta civica. E da fonti pidielline, guarda caso, sono giunti i primi rumors sul pranzo in programma tra Mauro, Berlusconi e Alfano che ha scatenato l’inferno.

La piattaforma politica imbastita da Mario Mauro e Casini venuta a galla, e contro cui Monti s’è dimesso, è fumosa. Per ora si vocifera e si fantastica di liste collegate alle europee. Ma collegamento tra quali liste, tra quali partiti e guidati da quali leader? Mario Monti, sbattendo la porta, ha ribadito: «La nostra linea era il no ad aperture al Pdl prima che fosse stato emendato da alcune personalità e caratteristiche», cioè Berlusconi e i falchi.

Però il Pdl, a tutt’oggi, non è emendato di un bel niente. Perché Berlusconi oscilla tra la voglia di crisi e di elezioni anticipate a marzo, gettando nella mischia sua figlia Marina, sull’onda del voto sulla sua decadenza e la rassegnazione a un lento pensionamento politico.

Per questo, tentando di tirare il Capo da una parte o dall’altra, tra i berluscones da mesi infuria una guerra totale per il controllo del partito, prima che sulle sorti del governo Letta. Vero è, a questo proposito, che nel Pdl si sussurra di rimpasto: nel senso che Alfano potrebbe e forse vorrebbe dimettersi da ministro. Viceversa Alfano non intende mollare la segreteria del Pdl senza la quale sarebbe politicamente nudo e i suoi amici di cordata scoperti, in minoranza e condannati ad una scissione.

E’ su una microscissione degli alfaniani che scommettono Mauro e Casini – che al senato si costituiranno nel nuovo gruppo dei Popolari – o non invece su un più ambizioso disegno di traghettamento del grosso del Pdl con Alfano, convincendo il Cavaliere a farsi agnello, su posizioni moderate?

Mentre nella rissa tra montisti ed ex montisti anche l’ex ministro Corrado Passera annunciava la sua prossima discesa in politica, ieri la posizione espressa da Alfano era ancora una volta più interna che mai alle logiche Pdl: «Insieme al presidente Berlusconi lavoriamo per rafforzare il bipolarismo. Non siamo per formare nessun centrino, ma per costruire un grande centrodestra in Italia e in Europa da opporre alla sinistra e vincere le elezioni». Con Berlusconi: di cui Alfano pensa però di poter riuscire, pian piano, a ridurre i poteri.

La confusione nel Pdl e tra gli ex Sc, tra cui l’ex alleato del Cavaliere Casini, è massima e il punto cruciale rimane sempre lo stesso: Berlusconi. Ancora, dopo anni: tutti pazzi per Silvio. Casini e quelli dell’Udc, gli ex pidiellini di Mauro, i falchi del Pdl, i lealisti, le colombe di Alfano. In fin dei conti tutti appesi alle decisioni che prenderà, quando le prenderà, Silvio Berlusconi. 

@francelosardo

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  • Davide Cerlini

    Per evitare tutto ‘sto casino (o tutti ‘sti Casini, a scelta), Silvio doveva fare come Hotblack Desiato, leader della band “Zona del Disastro” nel libro di Douglas Adams “Ristorante al termine dell’Universo”, il quale, su consiglio del capocontabile del gruppo riguardo la Dichiarazione dei Redditi sui loro guadagni a “cifre così astronomiche da oltrepassare i confini dell’ipermatematica pura”, “sta passando un anno in condizioni di cadavere per sfuggire alle tasse”…
    In quel modo, niente condanna nel processo Mediaset, niente decadenza, niente incandidabilità e Silvio ancora in campo a comandare tutti a bacchetta!

  • http://vincenzoaliasilcontadino.wordpress.com/ Vincenzo Di Tolve

    L’interdizione di Berlusconi uno
    Statista che ama l’Italia e il suo Popolo.

    Colpa di Politici arraffa “ Roba ”
    surrogati per le Riforme dall’Organo di Giustizialisti$Lobby, la
    prova del nove: magistratura contro il Parlamento che deve essere il
    garante delle Istituzioni e Dirigenti di Comuni, Province e Regioni
    intimoriti dal battaglio mediatico con network specializzati in
    monnezza e cloaca di fango come Express Media, Il Fatto. L’Unità col
    sostegno di di Lobby con a capo il “ Salotto buono ” che non è
    stato nemmeno sfiorato da Tangentopoli e dal “ Braccio Armato
    Rosso-Md-Anm- stranito Logo Democratici e, se lo sono, come si può
    rifondare il Comunismo ch’era spregevole verso l’essere umano,
    lasciando una scia di milioni di morti senza incorrere del reato di
    apologia? Basta l’azione penale contro Istituzioni (Napolitano
    Grasso-Mancino-Contrada, Mori, Ultimo) perché, se si possono
    criminalizzare e processare tanti Servitore dello Stato come mai i
    Magistrati che sono Organo di Stato compreso i Pm non si possono
    inquisire come tutti gli altri Cittadini: s’è visto per Fastweb dopo
    la galera viene assolto e, chi ha sbagliato come per Enzo Tortora
    vengono persino promossi al Csm? Meglio er Topo non Gigi, ma Giuliano
    Amato, era o no il Consigliore di Craxi e, non poteva non sapere, ma
    Craxi e Silvio sì? Come mai er Topo al Csm? Napolitano che tanto
    difende la Manovra, c’azzecca visto che, come Scalfaro percepisce
    oltre10 stipendi in più di un operaio “ Re Giorgio Marx I-II ”
    si troverà in difficoltà pagare Luce, gas e bollette varie senza
    contare gli studi dei figli o meglio ciucci visto il flop di
    Professori, peggio la famiglia Cipputi&Son, seppure da zoccolo
    duro Pci-Pd che votandoli se ‘ha cercato? Ovvio, che, Napolitano, Pd
    e altri Giustizialisti gongolano per aver attuato rewind di Piazzale
    Loreto senza morti, ma quanti vittime di suicidi hanno sulla
    coscienza per questa Politica sterile di Diritti poiché questa ex
    Repubblica Parlamentare è fondata sul lavoro ora trasformata
    Presidenziale? L’ammonizione della pasticciona UE sulla Giustizia, è
    solo spot di Gattopardi come la Merkel ex Comunista vicino alla
    STASI-DDR?

    Ultimo,” La Legge è uguali per
    tutti ” tranne per Berlusconi, visto che, il danno Economico che
    hanno procurato questi Giudici$Pm di Md Giustizialisti e manco a
    sentirne Riformattarla!

  • Pingback: Da Scelta civica a rissa: l’asse Mauro-Casini fa esplodere il partito – il Giornale | Tutti i Crimini degli Immigrati

  • Valentino Vilfredo Monfreda

    Casini sarà sempre la piccola carogna dell’oratorio.

  • thomas more

    Monti…. che disastro!!!