09 dicembre 2013

Taddei: «In Civati proposte forti, per questo Renzi mi ha chiamato»

Intervista con il nuovo "ministro dell'economia" del Nazareno, docente alla Johns Hopkins: «Tagli ai veri costi della politica»
Taddei: «In Civati proposte forti, per questo Renzi mi ha chiamato»

Trentasette anni, laurea con lode a Bologna nel 2000 in economia, poi gli studi americani alla Columbia, quattro anni di ritorno al collegio Carlo Alberto e dal 2012 di nuovo dall’altra parte dell’Atlantico, come assistant professor alla school of advanced international studies della Johns Hopkins University. «Sono un macroeconomista, mi occupo del mercato del credito e di come le sue dinamiche abbiano effetto sull’economia reale» spiega Filippo Taddei a Europa, giornale per il quale ha scritto diversi articoli, pochi minuti dopo che il segretario eletto del Pd, Matteo Renzi, ha annunciato il suo nome quale responsabile per l’economia della sua segreteria.

Ed è autore del programma economico di Civati.
Esatto, ho collaborato alla stesura e ho sostenuto la candidatura di Pippo alle ormai passate primarie per la segreteria.

Se dovesse sintetizzare la sua ricetta economica in tre ingredienti quali sceglierebbe?
Il primo è senza dubbio il superamento della dualità del mercato del lavoro tra garantiti e non garantiti. Va riformata subito. Poi occorre un piano di riduzione delle tasse sul lavoro.

Ha già in mente come reperire le risorse? In campagna lei ha parlato di tagli alla spesa.
Sì ma ho fatto riferimento in particolare a quella degli organi legislatvi, esecutivi e degli affari esteri: sono quelli i veri costi della politica. Per capirlo basta fare un raffronto tra quanto spendiamo noi a quel livello e quanto si spende ad esempio in Gran Bretagna o in Spagna.

Il terzo punto?
L’universalizzazione del sostegno.

Qualcosa come un reddito minimo garantito?
Penso più che altro all’universalizzazione dell’assegno di disoccupazione. Molte persone che perdono il lavoro non ne hanno diritto.

Tornando alla cronaca, come si sente?
Sento una grossa responsabilità addosso. In un momento del genere per il nostro paese non sentirla sarebbe una follia.

Renzi l’ha chiamata o è stata una sorpresa?
Sì, per una cosa di questo tipo era ovvio che ci sentissimo subito dopo il risultato che ha ottenuto.

E Civati? Le ha parlato?
Certo, ci vogliamo un gran bene.

Pensa che la sua nomina rappresenti l’inizio di una collaborazione più stretta tra Renzi e Civati?
Posso solo dire che penso che nella candidatura di Pippo ci fossero proposte molto forti e che per questo Renzi abbia deciso di metterle nella sua agenda.

Per alcuni ha battuto Yoram Gutgeld, dato come favorito per il posto che è finito a lei.
Ma no, io e Gutgeld abbiamo un rapporto di assoluta stima e sono sicuro che sarà un protagonista del dibattito economico interno al Partito democratico.

@unodelosBuendia

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