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Troppo liberal. Paperoni cattolici americani in rivolta contro il papa

Il multimiliardario newyorkese Kenneth Langone minaccia di non staccare più assegni a favore della sua diocesi. Ce l'ha con Francesco che attacca i ricchi ed è in sintonia con Obama
Troppo liberal. Paperoni cattolici americani in rivolta contro il papa

Suo padre faceva l’idraulico, sua madre la cameriera in una cafeteria. La famiglia viveva a Roslyn Heights, una trentina di chilometri da Manhattan, classico sobborgo di classe operaia italo-americana. Settantanove anni, Kenneth G. Langone è fiero delle sue origini, e della strada che ha fatto, fino a diventare uno degli uomini più ricchi d’America. “Sono un venditore ambulante”, dice di sé il cofondatore di The Home Depot, una società che figura fra i trenta titoli principali della borsa di New York. Forbes stima il suo patrimonio netto personale in 2,1 miliardi dollari, il che lo piazza al 260° posto nella classifica degli uomini più danarosi del pianeta. Kenneth G. Langone non è solo un uomo d’affari di successo. È un cattolico devoto. E un filantropo. Generoso. Stacca assegni di decine di milioni di dollari, a favore di alcune delle principali istituzioni e opere caritatevoli di New York. Soprattutto a favore della diocesi della metropoli.

Almeno fino a qualche giorno fa. Chissà se continuerà a dar soldi. Già, perché Langone ce l’ha con questo papa, con i suoi discorsi a favore dei poveri, contro la diseguaglianza. Evangelii Gaudium l’ha fatto sobbalzare. L’enciclica papale, non l’ha proprio digerita, Langone. E l’ha detto pubblicamente in un’intervista alla Nbc, nella quale non usa tanti giri di parole per minacciare che, se il papa non cambia registro, potrebbe saltare il finanziamento per il restauro di San Patrizio, la cattedrale di New York, per il quale sta raccogliendo i 180 milioni di dollari necessari. Donazioni per lo più di altri ricconi come lui, come lui altrettanto irritati con Francesco. Langone si sente incompreso per questi sforzi, si sente colpito dalle parole del papa di critica alla ricchezza.

In realtà, quel che emerge è un fatto politico. Francesco sta sposando principi “liberal”, secondo Langone, che è un conservatore militante. Ha finanziato diversi gruppi e organizzazioni di destra, ha dato soldi al super-Pac American Crossroads di Karl Rove, ad American Action Network, ha sostenuto Rudy Giuliani nelle primarie presidenziali del 2008. Più che una questione “ricchi contro poveri” si tratta di uno scontro conservatori contro liberal. È lo schieramento che ha come obiettivo principale l’abbattimento di Barack Obama. Francesco figura – suo malgrado – come l’alleato politico del presidente, solo perché Obama l’ha citato più volte per sostenere la sua crociata contro la diseguaglianza, e in particolare ha citato queste parole del papa: «Come può essere che non faccia notizia quando muore di freddo una persona anziana senzatetto ma faccia notizia la borsa che perde due punti?»

Langone dice di aver sollevato la questione con il cardinale di New York, Timothy Dolan. «L’ho detto al cardinale, “Eminenza, questo è un ulteriore ostacolo con cui misurarci”». Gli americani sono tra i donatori più generosi al mondo e vanno trattati nel modo consono. «Si ottiene di più con il miele che con l’aceto», ha detto al cardinale.

Dolan minimizza, è convinto che la protesta rientrerà. Ma, siccome è difficile figurarsi papa Francesco fare marcia indietro su certe idee e siccome si è in un anno elettorale cruciale in America, nel quale è in ballo la maggioranza al senato, le parole di Langone hanno tutta l’aria di un proclama nell’acceso scontro politico e ideologico in corso in America. Ma esse potrebbero trovare eco anche fuori dell’America.

@GuidoMoltedo

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  • Kimor Rossi

    Che aspetti il prossimo papa di solito ne eleggono uno a seconda di come tira il vento a volte di sinistra a volte di centro a volte di destra, l’importante è preservare la chiesa per loro preti. Secondo me non dovrebbe preoccuparsi più di tanto. Però da un capitalista americano che dovrebbe rispettare le origini dei padri fondatori non si capisce questa posizione. Dovrebbe smettere di dare i soldi alla chiesa perchè dovrebbe essere più vicino a Napoleone che al Papa non il contrario. Per essere un capitalista americano assomiglia di più ad un arciduca asburgico della santa alleanza.