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Riforma del Senato, come funziona in Europa

In Italia si discute di abolizione del senato elettivo. Un occhio ai sistemi bicamerali di Germania, Francia, Gran Bretagna e Spagna
Riforma del Senato, come funziona in Europa

Uno dei punti dell’accordo da Renzi e Berlusconi riguarda la trasformazione del senato in una camera non elettiva: qui Francesco Maesano racconta le ipotesi di riforma di cui si sta discutendo. Ma come funziona negli altri paesi europei in cui ci sono due camere?


Germania. L’occhio dei Länder sul governo federale

Il Bundesrat (“consiglio federale”) è composto dai rappresentanti dei sedici Länder tedeschi. I membri del Bundesrat (tre per i Länder più piccoli, sette per i più grandi) non vengono eletti, ma nominati da ciascun governo regionale. Ciascun Land deve votare “in blocco”: se i diversi delegati non trovano un accordo tra di loro, sono costretti ad astenersi. La camera non vota la fiducia al governo ma deve approvare tutte le leggi che riguardano materie di competenza delle regioni. Sulle altre materie, se il Bundesrat respinge una legge già passata al Bundestag, quest’ultimo deve riapprovare il testo a maggioranza assoluta. Per la riforma della Costituzione è richiesta la maggioranza dei due terzi in entrambe le camere.


Francia. Un bicameralismo quasi perfetto

Il senato francese è composto di 348 senatori eletti in modo indiretto: vengono scelti su base locale da collegi elettorali composti dai deputati di ciascun dipartimento, dai consiglieri regionali, dai delegati dei consigli municipali. Ogni tre anni viene rinnovata la metà dei senatori. Il senato non vota la fiducia al governo ma ha poteri identici a quelli dell’Assemblea nazionale per l’approvazione delle leggi: ciascun progetto va approvato in forma identica da entrambe le camere, per un massimo di due letture in ogni ramo del parlamento. Se non si raggiunge un testo comune, il governo può convocare una “commissione paritaria” che risolva la controversia. Le due camere vengono riunite in seduta comune per la riforma della Costituzione.


Gran Bretagna. Lo svuotamento della House of Lords

La House of Lords del parlamento britannico è composta di 26 Lord spiritual, membri di diritto per gli incarichi che ricoprono nella Chiesa anglicana, e di oltre 700 Lord temporal, in massima parte nominati a vita dalla regina su suggerimento del governo. Non può sfiduciare il governo ma ha un potere di controllo sull’attività legislativa della camera dei Comuni, alla quale può rispedire una legge per ottenere delle revisioni. Le leggi di bilancio non possono venir rallentate per più di un mese, e in ogni caso i Comuni hanno il potere di ignorare le indicazioni ricevute dai Lord. I poteri di questa camera sono stati fortemente ridimensionati nel tempo: solo dal 2005, ad esempio, ha perso la sua funzione di Corte suprema del Regno Unito.


Spagna. Su diritti e autonomie il Senado è decisivo

Il senato spagnolo viene eletto in gran parte a suffragio universale diretto, con quattro senatori per ogni provincia, che durano in carica quattro anni. Altri senatori (57 su 266) vengono eletti dai parlamentini di ciascuna autonomia locale. Il Senado non vota la fiducia al governo. Sulle leggi ordinarie può emendare o respingere i testi approvati dall’altra camera, il congresso, che però può superare il veto con un voto a maggioranza assoluta. L’approvazione delle leggi “organiche”, quelle che riguardano i diritti fondamentali e le autonomie locali, richiede la maggioranza assoluta in entrambe le camere. Per le leggi di riforma costituzionale è necessaria una maggioranza dei tre quinti nei due rami del parlamento.

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