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Cinque zoom sulla ventiduesima giornata di A

Il derbyno d'Italia, paperissima Napoli, l'acquafun di Roma, Nazionale Immobile, lo spettacolo di Toni
Cinque zoom sulla ventiduesima giornata di A

Il derbyno d’Italia

La sproporzione in classifica era evidente. Ma quella in campo – almeno nella partita d’andata – era risultata molto meno evidente. Allora finì 1 a 1, ieri invece il gabellino segnava: 3 a 1 (e non inganni quell’uno, è proprio un gol di – magra – consolazione). Cos’è successo dunque all’Inter? Di solito le squadre che si ricostruiscono – come dice della sua Walter Mazzari – migliorano col tempo. Ai nerazzurri succede l’esatto contrario: più va avanti il campionato, peggio va la squadra. L’ultima vittoria dell’Inter risale ormai a dicembre 2013 contro il Milan. Contro la Juve, ieri, invece la partita non c’è stata proprio. E, a memoria, è difficile trovare una differenza di valore in campo così alta. Un derbyno d’Italia.
 

Paperissima Napoli

C’era una volta il Napoli in questo campionato, poi non si sa dove è andato a finire. Che peccato. Ieri contro l’Atalanta i campani hanno toccato il punto più basso della loro stagione. Non tanto per il risultato, un rotondo e stupefacente 3 a 0 – che può capitare, figurarsi – quanto per come è arrivato. Con delle leggerezze, anzi, diciamo pure papere (due chiarissime, una terza meno evidente sul terzo gol), che segnalano la tensione, la mancanza di concentrazione che c’è nell’ambiente napoletano.


L’Acquafun di Roma

Niente, Roma Parma, ieri, non si è potuto giocare a causa della pioggia, incessante, che  cadeva sulla Capitale. Solito rito: si comincia a giocare, non va, l’arbitro prova a lanciare il pallone, che non rimbalza qui, non rimbalza lì, dunque tutti a casa. E qui arriva l’insolito. I calciatori della Roma anziché andarsi a fare una doccia calda, come consigliano i telecronisti inq usti casi, si sono allenati sul campo che poco prima è stato dichiarato inagibile. I tifosi della curva Sud (ma non solo) sono rimasti lì a cantare e sostenere la squadra, anche se in palio non c’era niente. E, a fine allenamento, è arrivato un bel regalo.

Nazionale Immobile

Parliamone. Ciro Immobile è un giocatore da nazionale. Ormai lo dicono i numeri, undici gol in campionato, e senza calciare nemmeno un rigore, terzo marcatore in assoluto della serie A. E lo dice anche il suo allenatore, Giampiero Ventura: «Prandelli l’ha visto, è da mondiale». Immobile e il suo compagno di squadra, Cerci, insieme hanno segnato più reti di Tevez e Lorrente, di Higuain e Callejon, cioè del meglio che il nostro calcio ha espresso. E certo, Cerci (10 gol, 5 dal dischetto), in nazionale è stato già convocato. Ma Immobile ancora no. E chissà se dopo questo gol stupendo con il Milan Parandelli cambierà idea. L’Italia non ha bisogno di tori?


Il più bello spettacolo del week end

È Luca Toni, uno che al 41 esimo del secondo tempo, con un campo pesantissimo, ha ancora la forza e la testa di fare un colpo così.

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