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Abusi, i “pregiudizi” dell’Onu contro il Vaticano

Un duro attacco da parte del comitato per i diritti del fanciullo delle Nazioni Unite sembra non tenere conto della linea seguita da Benedetto XVI e papa Francesco per combattere gli abusi del clero sui minori
Abusi, i "pregiudizi" dell'Onu contro il Vaticano

L’attacco è a dir poco sorprendente: solo venti giorni fa, durante la 65esima sessione del comitato sui diritti del fanciullo dell’Onu, l’osservatore vaticano, monsignor Silvano Maria Tomasi, aveva descritto in modo molto dettagliato il modo in cui la Santa Sede intende combattere il crimine degli abusi sui minori. Una battaglia implacabile intrapresa prima da Benedetto XVI e ora da papa Francesco, che proprio lo scorso dicembre ha istituito una apposita commissione per la protezione dei minori e a luglio aveva reso più dure le norme del diritto penale vaticano in materia.

Le osservazioni del comitato dell’Onu sono arrivate oggi in un rapporto presentato dal presidente del Comitato sui diritti dell’infanzia, Kirsten Sandberg, e la conclusione è molto dura soprattutto perché sembra tener poco conto di quanto spiegato solo pochi giorni fa da monsignor Tomasi: il Vaticano, dice in sintesi il comitato, ha violato la Convenzione per i diritti del fanciullo perché non ha saputo valutare la gravità dei crimini commessi e non ha messo in campo tutte le misure necessarie per farvi fronte. Soprattutto nell’adeguamento del diritto canonico in materia di abusi sessuali sui minori, perché li considera «delitti contro la morale» e, in proposito, si chiede che siano cancellati gli articoli «che possano imporre l’obbligo di tacere» sulle vittime e «a quanti sono a conoscenza di tali crimini».

Tra le varie raccomandazioni espresse dall’organismo delle Nazioni Unite, c’è l’apertura degli archivi vaticani per garantire alla giustizia quanti si sono macchiati di abusi sessuali contro i minori e hanno nascosto i loro reati. E per rincarare la dose, l’organismo delle Nazioni Unite allarga le sue critiche al Vaticano per sfondare sul fronte delle posizioni su omosessualità, contraccezione e aborto.

Non sono una novità le critiche al magistero della Chiesa da parte di singoli organismi del Palazzo di Vetro. È accaduto spesso in passato. Ma questa volta traspare un vero pregiudizio ideologico che non tiene conto del nuovo corso della Chiesa nella lotta al drammatico fenomeno degli abusi sui minori.

La replica è arrivata a stretto giro attraverso un comunicato della sala stampa vaticana: la Santa Sede prende atto delle osservazioni del comitato sui propri rapporti, che saranno sottoposte a «minuziosi studi ed esami nel pieno rispetto della Convenzione», ma non può tacere il suo rincrescimento nel vedere in alcuni punti di queste osservazioni «un tentativo di interferire nell’insegnamento della Chiesa cattolica sulla dignità della persona umana e nell’esercizio della libertà religiosa».

E una risposta è giunta anche da monsignor Tomasi che solo venti giorni fa a Ginevra aveva informato con dovizia di dettagli l’organismo guidato da Kirsten Sandberg. Intervistato dalla Radio Vaticana ha espresso «sorpresa» per le affermazioni del comitato, alcune delle quali «molto scorrette». Sembra quasi, ha osservato, che il testo fosse già stato scritto prima dell’incontro del comitato con la delegazione della Santa Sede, e comunque non è «aggiornato» con le misure prese in questi ultimi anni dal Vaticano e dalle singole conferenze episcopali.

I rilievi dell’organismo dell’Onu sconfinano in altri campi. Probabilmente, conclude l’osservatore della Santa Sede, «delle organizzazioni non governative, che hanno interessi sull’omosessualità, sul matrimonio gay e su altre questioni hanno certamente avuto le loro osservazioni da presentare e in qualche modo hanno rafforzato una linea ideologica».

@galluzzo_m

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  • Kimor Rossi

    adesso l’onu è pieno di gay contro il vaticano….. ma va la….. tanto la colpa della caduta dell’impero romano è colpa dei gay…. o no?