La Chiesa di Francesco STAMPA

Onu, Vaticano e preti pedofili: una nuova Porta Pia?

Il rapporto della Commissione sui diritti dei bambini può spingere una parte della Chiesa cattolica a salire sulle barricate
Onu, Vaticano e preti pedofili: una nuova Porta Pia?

Il rapporto del Committee on the Rights of the Child delle Nazioni Unite riporta sul tavolo il dossier della pedofilia nella Chiesa cattolica, proprio a pochi giorni dall’anniversario dell’annuncio delle dimissioni di Benedetto XVI. Due settimane dopo l’audizione degli esperti vaticani in Svizzera, il rapporto annunciato da Ginevra il 5 febbraio sembra ripetere quanto già si sapeva sulle responsabilità di certe politiche di occultamento da parte dell’istituzione al fine di proteggere il clero dalle indagini della giustizia secolare, ma anche dalle proprie responsabilità morali nei confronti delle vittime.

Il documento aggiunge altri elementi di critica a corollario delle accuse per il comportamento dell’istituzione in occasione degli scandali. In particolare, critica l’insegnamento della Chiesa sulla sessualità in quanto fonte di sentimenti omofobi, l’insegnamento su aborto e contraccezione in quanto pericolosi per la salute delle donne, e la pratica (ormai meno frequente di una volta) di affidare a seminari religiosi ragazzi giovani, che così vengono separati dalle famiglie.

Il rapporto del comitato delle Nazioni Unite è allo stesso tempo innocuo e preoccupante per la Chiesa. È innocuo perché mostra di essere in ritardo rispetto allo stato delle conoscenze della Chiesa (e del mondo intero) sui fatti in questione. Il rapporto McAleese sulle “Magdalen Laundries” in Irlanda (non commissionato dalla Chiesa, ma dallo Stato) e quello del John Jay College su clero e pedofilia negli Stati Uniti (commissionato dalla Chiesa) sono esemplari di una istituzione che è stata costretta a fare i conti con la questione: è un fatto che la chiesa cattolica è la sola grande organizzazione internazionale che ha una politica in materia.

Altre organizzazioni (come i Boy Scouts of America, le scuole rabbiniche, il mondo dello sport scolastico e universitario) sono ancora “presunte innocenti” di fronte alla corte dell’opinione pubblica, anche se numerosi casi di abusi sessuali sono stati provati. La Chiesa cattolica è ancora sotto processo, ma ha iniziato un processo di riforma che richiede tempo ma che non ha lasciato la situazione invariata.

In questo senso, il rapporto è innocuo per i difensori dello status quo perché sposta il centro dell’attenzione dalla questione della protezione dei minori a questioni più ampie come la contraccezione e l’aborto, su cui la Chiesa ha buon gioco e buon diritto nel mostrarsi gelosa della sua autonomia. Ma il rapporto pubblicato il 5 febbraio è preoccupante perché mostra che, grazie al cavallo di Troia dello scandalo degli abusi sessuali, il livello dello scontro tra il cattolicesimo e il mondo secolare, specialmente attorno alle questioni del rapporto tra visione morale e visione medica della sessualità, si è alzato.

È una Chiesa sulla difensiva: in un certo senso, dal ground zero della diocesi di Boston nel 2002 è iniziato il secondo tempo, dal punto di vista culturale, della partita iniziata nel 1968 con l’enciclica di Paolo VI Humanae vitae che definiva l’immoralità della contraccezione.

Lo scandalo degli abusi sessuali commessi dal clero cattolico è una delle cifre, se non la cifra dell’immagine pubblica della Chiesa a inizio secolo XXI. Propagatosi nell’ultimo decennio in buona parte del mondo occidentale, con rivelazioni che parlano di una certa percentuale di preti colpevoli e di vescovi conniventi, lo scandalo ha fatto emergere l’esistenza di una subcultura cattolica peggiore delle ipocrisie piccoloborghesi cantate da Fabrizio de André: una subcultura fatta non solo di versioni ufficiali e verità note a molti e dette a mezza bocca, ma anche, in certi casi, di un vero e proprio sistema di occultamento delle responsabilità dei colpevoli di fronte alla giustizia, al resto della chiesa, e alle vittime.

Qualcuno in America ha parlato del sex abuse scandal come la seconda breccia di Porta Pia nella storia della Chiesa. Dall’altra parte della barricata, di fronte a questo rapporto delle Nazioni Unite alcuni nella Chiesa si sentiranno in diritto, come fece Pio IX nel 1870, di sentirsi sotto assedio e di dichiararsi prigionieri delle forze del secolarismo antireligioso.

@MassimoFaggioli

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  • Kimor Rossi

    beh però dal 1870 al 1929 ci sono state poche rotture di c….. e l’italia si è potuta strutturare come stato. Solo mussolini ha rimesso in gioco certe ingerenze. quindi una nuova porta pia non sarebbe male …. si richiudono in vaticano e non rompono gli zebedei a chi non ne vuole sapere della loro morale.

  • Luciano Ricci

    Paragonando la chiesa romana a una simbolica donna, la Sacra Bibbia dice di lei: “E sulla sua fronte era scritto un nome, un mistero: ‘Babilonia la Grande, la madre delle meretrici e delle cose disgustanti della terra … Le acque che hai visto, dove la meretrice siede, significano popoli e folle e nazioni e lingue. E le dieci corna che hai visto, e la bestia selvaggia [l'ONU] queste odieranno la meretrice e la renderanno devastata e nuda, e mangeranno le sue carni, e la bruceranno completamente col fuoco. POICHE’ DIO HA MESSO NEI LORO CUORI di eseguire il suo pensiero… finché le parole di Dio non siano compiute’ ” (Apocalisse 17:5,15-17) E ancora: “Babilonia la Grande… è divenuta LUOGO DI DIMORA DI DEMONI e luogo di rifugio di ogni esalazione impura e luogo di rifugio di ogni uccello impuro e odioso… Uscite da essa… se non volete partecipare con lei ai suoi peccati e se non volete ricevere parte delle sue piaghe. Poiché i suoi peccati SI SONO AMMASSATI FINO AL CIELO, e Dio si è rammentato dei suoi atti di ingiustizia… Perciò in un sol giorno [cioè rapidamente] verranno le sue piaghe: morte e lutto e carestia, e sarà completamente bruciata col fuoco, perché Dio, che l’ha giudicata, è forte”. (Apoc. 18:2,4,5,8) Il Giorno di Giudizio di Dio su Babilonia la Grande, ovvero la falsa religione, è appena cominciato, e si concluderà col suo totale annientamento.