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Cosa ha detto Renzi (in pillole)

Lotta alla burocrazia, taglio del cuneo fiscale, restituzione totale dei debiti della pubblica amministrazione, grande piano di edilizia scolastica, riforma della giustizia e dello stato. In un discorso di un'ora e un quarto il premier incaricato sfiora molti temi. Su diritti civili e legge di cittadinanza elogio del compromesso
Cosa ha detto Renzi (in pillole)

Un discorso di un’ora e un quarto, in gran parte a braccio, in qualche passaggio con la mano in tasca. Sarà ricordato probabilmente più per il come che per il cosa il primo intervento istituzionale del presidente del consiglio incaricato Matteo Renzi che pure ha detto anche cose rilevanti nel merito dell’agenda di governo.

Il premier incaricato ha sottolineato in premessa e in più passaggi successivi, anche in toni drammatici, la lontananza della politica dalla vita dei cittadini italiani in un discorso «che spero sia l’ultimo discorso di fiducia fatto a quest’aula», alludendo alla riforma del senato. Il clima anti-Casta, insomma, evocato spesso per spiegare l’urgenza delle riforme da fare. «La politica da Roma – lasciatevelo dire da un sindaco – sembra una politica nella quale la dilazione è costante; una politica nella quale si può anche rinviare al giorno dopo, si può allungare il tempo della decisione senza fine, si può rimandare l’urgenza dei provvedimenti; mentre fuori da qui questo sembra naturale, quando poi si va nella vita di tutti i giorni, quando si va a parlare con le persone che faticano anche semplicemente a conciliare i propri orari, anche semplicemente a conciliare la propria quotidianità di vita, il senso dell’urgenza, del tempo che non può passare invano, diventa un elemento centrale».

I passaggi “programmatici” più forti sono sembrati quelli relativi alla restituzione totale dei debiti della pubblica amministrazione (con la Cassa depositi e prestiti), al piano di interventi sull’edilizia scolastica (anche sforando il patto di stabilità), alla riduzione del cuneo fiscale a doppia cifra entro i primi sei mesi del 2014 (ma senza spiegare le coperture) e alla riforma complessiva della giustizia, non solo di quella amministrativa e civile.  

Molto soft il passaggio sull’Italicum, quasi non fosse una delle priorità di questo governo, mentre molto incisivo è sembrato l’attacco alla burocrazia e  ai dirigenti dello stato: «Chi governa deve poter cambiare anche i dirigenti della macchina pubblica. No ai dirigenti che fanno il bello e il cattivo tempo». Il fisco? «Perché non proviamo a pensare alla dichiarazione dei redditi precomipilata?».

Sulla riforma del senato e del titolo V Renzi ha annunciato che partiranno rispettivamente da palazzo Madama e da Montecitorio già in marzo, mentre su diritti civili e legge di cittadinanza il premier incaricato non ha parlato di riforme ma della necessità di trovare dei compromessi dopo «anni di scontro ideologici».

  • fuma’47

    bellissimo discorso!!! … ma un “discorso”, eheheheh: anche quelli di Berlusconi erano belli; vediamo quando il nuovo leader 2.0 dovrà passare dalle parole ai fatti … di “cosa” si deve fare ne abbiamo tutti le tasche piene, i tanti Maghi di Oz si impantanano poi quando passano al “come” fare, che è però il nocciolo del governare.