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Renzi, sì alla fiducia con 169 voti

Il liveblogging della giornata politica a palazzo Madama. A braccio il discorso del premier incaricato, poi gli interventi dell'aula, la replica di Renzi e le dichiarazioni di voto. Infine il voto di fiducia
Renzi, sì alla fiducia con 169 voti

00.45 Conclusa la votazione: sì alla fiducia con 169 voti, i no sono 139. Hanno votato in 308 senatori su 320

23.55 Ora via alla prima chiama. Estratto il nome di Zanettin

23.45 Il capogruppo del Pd Luigi Zanda

23.45 Ora il capogruppo di Forza Italia Paolo Romani: annuncia il no

23.25 Scontato il no di Maurizio Santangelo a nome del M5S: «Lei Renzi è un grandissimo bugiardo»

23.15 Ora Maurizio Sacconi (Nuovo centro destra) conferma «con convinzione» il sì alla fiducia

23.10 Bitonci attacca la Kyenge: perché non è stata confermata?

23.00 Il prossimo a intervenire sarà Massimo Bitonci (Lega): con Letta ci astenemmo, un errore che non ripeteremo

22.55 Ora Loredana De Petris (Sel): noi Renzi la sfidiamo apertamente sul lavoro, guardi cosa ha fatto Obama

22.40 Ora la dichiarazione di voto di Karl Zeller (Gruppo per le aurtonomie): attese in lei molto alte, siamo fiduciosi, votiamo la fiducia

22.40 Patto per l’Italia, invece, conferma la fiducia al governo (e cita Giorgio La Pira)

22.35 Renzi fotografato mentre “consulta” Twitter in aula

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22.25 Ora la dichiarazione di voto di Mario Ferrara (Gruppo autonomia e libertà) che cita Hans Kelsen e nega la fiducia al governo Renzi

22.25 Il portavoce di Renzi twitta

22.25 Delrio: «Renzi non si aspettava questo gelo dall’aula»

22.25 Il commento di Riotta su Twitter

 

22.20 Ora le dichiarazioni di voto sulla mozione di fiducia. Inizia Gianluca Susta (Scelta civica)

22.15 Renzi cita Sandro Pertini: «I giovani hanno bisogno di esempi. Fuori di qui non c’è bisogno di grandi discorsi ma di passare dalle parole ai fatti». E conclude il suo intervento

22.15 Renzi: la prossima settimana legge elettorale in discussione alla camera

22.10 Renzi: la prossima volta scriviamo il discorso

22.10 Renzi cita le riforme promesse quando è stato chiesto a Napolitano il sacrificio del secondo mandato ma che non sono mai state fatte. «Mi sono vergognato»

22.05 Questa volta Renzi cita Expo2015

22.05 Renzi cita la madre-coraggio di Portici

22.05 Renzi: «Il Sud deve uscire dalla cultura della lamentazione»

22.00 Renzi, non ho parlato del Sud? forse volevate che utilizzassi le solite frasi fatte sul Sud? Io preferisco impostare diversamente i fondi Ue

22.00 Renzi: questo governo non avrà mai il doppio registro, parlerà qui come parlerà fuori di qui

22.00 Ora di fianco a Renzi le ministre Giannini e Mogherini

22.00 Renzi attacca i senatori di Gal

21.55 Renzi elogia a sorpresa Romani, senatore fiorentino del M5S, per il tono delle critiche

21.55 Chiusa la discussione. Ora la replica di Renzi

21.45 Scalfari a Ballarò: Delrio sui Bot ha detto una cretinata, Letta è stato mandato via in un modo vergognoso, forse perché il paese aveva imboccato una strada virtuosa

21.15  Angelino Alfano ospite di Ballarò dice: «Speriamo che questo governo riesca ad abbassare le tasse».

20.33 Al Tg5 arriva il commento di Giovanni Toti, consigliere politico di Forza Italia: «Poche soluzioni e pasticciate,  speriamo che andando avanti migliori».

19.58 Parla Stefàno, senatore di Sel: «Avremmo voluto che lei fosse anche il nostro presidente del consiglio, ma non abbiamo visto nel suo governo quel cambio di passo che invece ci aspettavamo».

19.47 Flavio Briatore twitta entusiasta:

 

19.09 Emergono dettagli della conversazione tra Obama e Renzi. Una nota diffusa da Palazzo Chigi informa che «Renzi ha ricevuto oggi una calorosa telefonata di congratulazioni dal presidente degli Stati Uniti, il quale, nel riaffermare i profondi e duraturi legami che uniscono l’Italia e gli Stati Uniti, ha manifestato il proprio apprezzamento per l’agenda di riforme del presidente Renzi, sottolineando in particolare l’obiettivo comune di promuovere la crescita e la creazione di posti di lavoro».

18.50 Il presidente della camera Laura Boldrini twitta una foto con Matteo Renzi al momento della consegna delle dichiarazioni programmatiche.

 

18.43 Parla Manuela Repetti, Forza Italia, che augura a Renzi «sinceramente di farcela» a conclusione di un discorso non ostile al nuovo governo.

18.35 Parla Paola Taverna, del movimento 5 stelle, che accusa: «Non è cambiato niente». Dai banchi del Pd rumoreggiano. La senatrice risponde mimando con le mani il cancelletto di Twitter e scandendo: #statesereni.

17.40 Continuano i dubbi di Civati. Uscire dal Pd? «Me lo stanno chiedendo quasi tutti», confessa su Radio 24, «stiamo cercando di capire se è possibile rimanere nel Pd con una posizione diversa e con la possibilità di orientarlo in maniera diversa».

17.00 Matteo Renzi ha telefonato a Barack Obama. Lo fa sapere lo stesso presidente del consiglio.

16.30 Duro intervento di Miguel Gotor, senatore Pd, ex consigliere di Pier Luigi Bersani:  «L’intervento del presidente del consiglio sorprende per la scarsezza dei contenuti programmatici
e per avere assunto in alcuni passaggi i toni di un vero e proprio comizio di piazza».

15.20 Il discorso di Renzi è durato un’ora e un quarto, è stato in gran parte a braccio e con la mano in tasca. Pochi gli applausi, due-tre contestazioni dei Cinquestelle.

15.20 Seduta sospesa

15.15 «L’Italia delle possibilità, il tempo del coraggio». Fine del discorso. Applausi

15.15 «Se perderemo questa sfida la colpa sarà solo mia, basta con la politica che cerca sempre alibi»

15.10 Renzi rivela di aver chiamato al telefono Lucia, l’avvocato milanese sfregiata con l’acido dall’ex fidanzato

15.10 Applauso ai due marò italiani che Renzi ha chiamato al telefono a New Delhi

15.10 «L’Italia può unire i distretti tecnologici e il patrimonio culturale»

15.05 Renzi evoca il «punto di sintesi» sulla legge di cittadinanza e sui diritti civili. «Sui diritti si deve fare lo sforzo di trovare un compromesso»

15.05 «Identità è la base dell’integrazione, non il suo contrario, il contrario di integrazione è disintegrazione»

15.05 Renzi annuncia le conclusioni

15.05 Fino ad ora pochi applausi

15.00 «Chi si assume qui la responsabilità di far votare di nuovo per le Provincie il 25 maggio?»

15.00 «Italicum perché la politica non perda la faccia»

15.00 «A marzo riforma del senato parta dal senato, riforma del Titolo V dalla camera»

14.55 «E’ cambiato il clima attorno alle regioni in questi anni»

14.55 Claudio Velardi commenta su Twitter

 

14.50 «Sulla giustizia vent’anni di scontro ideologico, posizioni calcificate: a giugno presenteremo un pacchetto organico di revisione della giustizia che non lasci fuori niente»

14.50 «Dichiarazione dei redditi precompilata: perché no?»

14.50 «Ogni centesimo speso dalla pubblica amministrazione dev’essere visibile e verificabile online»

14.45 Ora l’attacco ai dirigenti dello stato: «Chi governa deve poter cambiare anche i dirigenti della macchina pubblica. No ai dirigenti che fanno il bello e il cattivo tempo»

14.45 Fino ad ora in gran parte un discorso a braccio, speso con la mano in tasca

14.40 «A marzo inizio discussione su lavoro»

14.40 Primo impegno: sblocco totale dei debiti della pubblica amministrazione. Secondo impegno: sbloccare il credito per le pmi. Terzo impegno: riduzione a doppia cifra del cuneo fiscale con misure irreversibili.

14.40 Giuliano Ferrara su Twitter

14.38 «Dal 2008 al 2010 il Pil ha perso 9 punti»

14.37 Ringraziamento per Enrico Letta. Applausi

14.38 «Quattro riforme urgenti per i prossimi mesi»

14.35 «Di fronte alla crisi economica bisogna partire dalle scuole»

14.35 «Sull’edilizia scolastica bisogna sbloccare il patto di stabilità». Citazione per Renzo Piano: «rammendare le periferie»

14.35 «Mi recherò mercoledì prossimo in una scuola di Treviso, lo farò ogni settimana, non rimarrò sempre a Roma»

14.30 Renzi: «Ma ci avete mai parlato con gli insegnanti?». Seconda interruzione dei senatori M5S

14.30 «Centralità della scuola: restituire valore sociale agli insegnanti, e questo non ha bisogno di denaro»

14.30 «Avrei preferito un chiaro mandato elettorale ma questo è un governo politico»

14.25 «Subalternità culturale a Europa matrigna è solo colpa nostra»

14.20 «Nella tradizione europea c’è la certezza che l’Italia ha un futuro, non soltanto un passato» (riferimento ad Altiero Spinelli, non citato)

14.20 «Proviamo ad allungare il lavoro di questi anni: arriviamo al primo luglio con l’impostazione delle riforme»

14.20 «Scrivere le regole del gioco insieme è un valore costitutivo»

14.15 «Eravamo a un bivio: o si andava ad elezioni…». Contestazione dai banchi dei Cinquestelle. Replica di Renzi: «Noi non abbiamo paura di andare al voto: nelle ultime elezioni amministrative il Pd si è sempre presentato e ha sempre vinto»

14.15 «Se in questi anni avessimo prestato la stessa attenzione ai mercati rionali che abbiamo riservato ai mercati finanziari oggi avremmo capito cosa ci chiedono i cittadini fuori da questi palazzi: l’Italia è avanti a noi, per questo non ci segue»

14.10 «Userò il linguaggio della franchezza: vorrei essere l’ultimo presidente del senato a chiedere a quest’aula la fiducia»

14.10 «Io non ho l’età per sedere nel senato della repubblica»

14.10 Renzi in giacca e cravatta nera

14.08 Inizia Renzi

14.05 Breve colloquio tra Renzi e Monti

14.05 Grasso legge l’elenco dei ministri

14.05 Renzi è seduto tra il ministro Mogherini e Angelino Alfano

14.00 Tra poco prenderà la parola il presidente del senato Pietro Grasso

14.00 C’è anche la moglie di Renzi, Agnese Landini, nella tribuna del senato. Di fianco a lei Marco Carrai

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13.50 Renzi è già uscito da palazzo Chigi per recarsi al senato

13.45 Via al liveblogging della giornata politica al senato con il voto di fiducia al governo Renzi

  • Kimor Rossi

    accetterei renzi e il suo governo se rinunciasse al partito liquido, al progetto di un partito politico ( il PD ) come ad un veicolo da risveglaire solo prima della campagna elettorale e si spendesse per il partito politico tradizionale, invece parla come veltroni e obama vuole una democrazia più presidenziale e diretta senza corpi intermedi vuole la dittatura ……le riforme vanno bene anche costituzionali e elettorali ma non l’italicum e comunque con una legge in applicazione dell’art. 49 sul partito politico non sull’abolizione dei partiti e della democrazia e della partecipazione dei cittadini alla politica. NOI cittadini siamo i sovrani della nazione non una minoranza sbarazzina che comanda in economia e nel paese che nomina un ducetto chiaccherone a suo uso e consumo contro i più deboli