Cultura STAMPA

L’Oscar si avvicina, chi vince e chi perde

Chi sbancherà l'Academy: "12 anni schiavo" o "Il lupo di Wall Street"? Le previsioni a poche ore dalla notte di Hollywood
L'Oscar si avvicina, chi vince e chi perde

Ci risiamo: è di nuovo tempo di pronostici per la consegna degli Oscar, che avverrà domenica 2 marzo, ahimé nel cuore della notte italiana. E come ogni anno ci lanciamo nelle previsioni, segnalando, categoria per categoria, chi secondo noi vincerà, chi dovrebbe vincere (non sempre coincidono) e chi certamente resterà a bocca asciutta.

MIGLIOR FILM: Qui la lotta è durissima, anche se si restringe in partenza ai cinque titoli che sono anche candidati per la Migliore regia. Dunque non c’è speranza per Captain Phillips, Dallas Buyers Club, Her o Philomena.

Vincerà: 12 anni schiavo, perché oltre ad essere un ottimo film pulisce simbolicamente la coscienza dell’America bianca nei confronti di quella nera e (sempre per restare nell’ottica cinica dei bookmaker) “libera” la categoria del miglior attore dall’obbligo di premiare lo straordinario protagonista, l’impronunciabile Chiwetel Ejiofor, che è pure inglese.

02 12-anni-schiavo-1

Dovrebbe vincere: The Wolf of Wall Street, perché Martin Scorsese ha dimostrato, passati i settanta, che se si è giovani dentro e si sa fare il proprio mestiere, si può reinventare tutto, compresa un’iconoclastia irriverente che mette Marty a metà fra John Landis e John Waters, e fa di The Wolf of Wall Street una sorta di Una notte da leoni per cinéphile.

Non vincerà di sicuro: Nebraska di Alexander Payne, inserito nella cinquina per strizzare l’occhio al cinema (falsamente) indie, snobbando titoli molto più riusciti (nel genere) come Her di Spike Jonze e A proposito di Davis dei fratelli Coen (escluso dalla rosa dei candidati: un’eresia).

MIGLIOR REGIA: Un quintetto di outsider, compreso il veterano Scorsese, che stanno contribuendo a ricreare l’immagine degli Stati Uniti con un occhio ferocemente critico verso il colonialismo, il mito del denaro facile, l’illusione dell’onnipotenza.

Vincerà: Martin Scorsese, perché il suo film, diciamolo, è una gran figata, e lui è un mago con la cinepresa, punto.

the-wolf-of-wall-street-leonardo-di-caprio-recensione-anteprima

Dovrebbe vincere: Alfonso Cuaron per Gravity, perché si è inventato un universo e ha usato il 3D come nessuno prima, mettendo la tecnologia più avanzata al servizio di una storia primordiale che ci riguarda tutti. Il modo di togliergli il premio alla regia è premiare Gravity in tutte le categorie “tecniche”, dalla fotografia agli effetti speciali: e significa non aver capito niente.

Non vincerà di sicuro: David O. Russell, un po’ perché ha già vinto l’anno scorso, un po’ perché American Hustle è un The Wolf of WallStreet meno estremo e meno coraggioso.

MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA: Qui la lotta è essenzialmente fra due star, Matthew McConaughey per Dallas Buyers Club e Leonardo DiCaprio per The Wolf of Wall Street. Li tallona il Christian Bale di American Hustle, film molto amato dalla giuria e che rischia di andare a casa a bocca asciutta nelle categorie principali.

Vincerà: Matthew McConaughey, perché si propone in doppietta: come protagonista di Dallas Buyers Club, escluso dalla cinquina per il miglior film e che ha richiesto a McConaughey un dimagrimento impressionante (si sa quanto a Hollywood amino l’effetto fisarmonica, per cui lo insidia anche Bale), e come cameo in The Wolf of Wall Street: l’incontro al ristorante in cui Matthew improvvisa una canzone tribale ritmata sul petto ha messo Leo nell’angolo, e incarna quel confronto diretto che farà dire ai membri dell’Academy: «Ecco la differenza fra un grande attore e una star».

04 rmcconaughey

Dovrebbe vincere: Matthew McConaughey, perché è antipatico come la cacca nei sandali, ma è bravo, bravo, bravo. E forse a Leo non basterà la celebrità, la ola dei fan che twittano la sua vittoria in tutto il mondo, le ragazzine orfane di Titanic, o il fatto che l’attore si sia messo in gioco a 360°, rendendosi anche parecchio ridicolo.

Non vincerà di sicuro: Il 77enne Bruce Dern, protagonista di Nebraska, per gli stessi motivi che escludono il lavoro di Payne nella categoria Miglior film. Del resto si è già portato a casa la Palma a Cannes: può ritenersi soddisfatto.

MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA: Anche qui la lotta è dura, fra le sempreverdi Meryl Streep e Judi Denche le quarantenni d’assalto Cate Blanchett e Sandra Bullock.

Vincerà: Cate Blanchett, una testa sopra le altre per l’impressionante interpretazione della ricchissima decaduta in Blue Jasmine. Solo le recenti polemiche contro Woody Allen, accusato di incesto dalla figlia Dylan, potrebbero portarle via la statuetta.

05 cate blanchett blue-jasmine-foto-48-cate-blanchett

Dovrebbe vincere: Cate Blanchett, ma anche Sandra Bullock per la sua delicatissima interpretazione della donna che ha sacrificato la propria femminilità in Gravity – il personaggio più postmoderno del cinema americano contemporaneo – e Judi Dench, indimenticabile Philomena nel film di Stephen Frears.

Non vincerà di sicuro: Amy Adams, che pure dice la sua nei panni della truffatrice finto inglese di American Hustle. È la più giovane del gruppo, il suo ruolo fa parte di un cast corale, e in passato è stata candidata (senza vincere) per prove migliori. Ci saranno altre occasioni per lei, ne siamo certi.

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA: È la categoria più eterogenea, con star come Bradley Cooper e sconosciuti come Barkhad Abdi, il terrorista somalo di Capitan Phillips, un divo delle teenager come Jared Leto e un sex symbol come Michael Fassbender.

Vincerà: Jonah Hill, il ciccione di The Wolf of Wall Street, talmente incontenibile nella sua performance fuori di testa che Scorsese ha dovuto mollargli un ceffone sul set per intimargli di darsi una calmata. E anche in questo caso, il confronto con Leo è stato schiacciante… per Leo.

06 Joahn Hill

Dovrebbe vincere: Jonah Hill. Non c’è proprio gara.

Non vincerà di sicuro: Michael Fassbender, nonostante sia il beniamino del nuovo cinema anglosassone, perché il suo personaggio in 12 anni schiavo, dove è il proprietario della piantagione sadico e razzista, è troppo respingente.

MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA: Categoria fortissima, che spazia per età dalla 19enne Jennifer Lawrence di American Hustle alla 84enne June Squibb di Nebraska.

Vincerà: Lupita Nyong’o, la “preferita” di 12 anni schiavo: uno degli esordi più folgoranti della storia del cinema, un mix inedito di sensualità e poesia, forza muliebre e fragilità giovanile. E, cinicamente parlando, sarà il modo per l’Academy di riempire la “quota black”, in un anno in cui gli attori di colore si sono distinti in vari film, da The Butler al bellissimo (e ignorato dall’Academy) Fruitvale Station, senza adeguato riscontro in termini di nomination.

08lupita-nyongo-facts-including-boyfriend-rumors-oscar-buzz-and-new-movies-2014

Dovrebbe vincere: Sempre Lupita, anche se qui ci sarebbe più gara, soprattutto con Jennifer Lawrence, che centra il suo ruolo minore in American Hustle rendendolo indimenticabile.

Non vincerà di sicuro: Julia Roberts, candidata per I segreti di Osage County. Anche se finalmente non recita se stessa (o forse sì?) ma una quarantenne acida e presuntuosa, e se ha avuto il coraggio di mostrarsi con tutte le sue rughe.

MIGLIOR FILM STRANIERO: È la categoria più insolita, perché ha escluso in partenza due dei candidati più forti: La vita di Adèle di Abdel Kechiche, Palma d’oro a Cannes, e Il passato di Asghar Farhadi.

Vincerà: La grande bellezza di Paolo Sorrentino, perché, oltre ad essere un bel film, rappresenta l’Italia che gli americani si aspettano, e si propone come un sequel de La dolce vita, che gli americani hanno ancora nel cuore.

Dovrebbe vincere: La grande bellezza, perché nessuno degli altri concorrenti ha la grandeur di Sorrentino, sono tutti piccoli film indipendenti più adatti al cineforum che alla grande sala.

bellezzaNon vincerà di sicuro: Omar, il film del palestinese Hany Abu-Assad, già anni fa candidato per il bellissimo Paradise Now. Perché l’Academy non premierà mai un film filopalestinese. Punto.

@cinecasella

TAG: