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La figura secondo Matisse

Il Palazzo dei Diamanti di Ferrara dedica una grande rassegna a uno dei protagonisti dell'arte del Novecento
La figura secondo Matisse

Ad un protagonista indiscusso dell’arte del secolo scorso come Henri Matisse, le cui opere sono entrate a far parte dell’immaginario collettivo diventando familiari anche a chi non conosce il suo nome, il Palazzo dei Diamanti di Ferrara dedica una grande rassegna concentrandosi sul suo rapporto con la figura umana, soprattutto femminile, che lo ha affascinato nel corso dell’intera carriera.

«La figura – scriveva lui stesso all’inizio del Novecento – mi permette ben più degli altri temi di esprimere il sentimento, diciamo religioso, che ho della vita». Aspetto attorno al quale la curatrice Isabelle Monod-Fontaine ha costruito un ritratto completo del maestro francese, dando risalto tanto alle sue straordinarie doti di alchimista del colore, quanto al talento grafico e scultoreo per molti versi unico.

Con oltre cento dipinti, sculture e opere su carta, la mostra Matisse, la figura. La forza della linea, l’emozione del colore racconta l’avventura creativa di un artista che nel grande rispetto nutrito per la tradizione si è sempre battuto per un rinnovamento continuo in direzione della modernità, alla ricerca della massima espressività, della verità ultima della forma, come della massima sintesi. Nel rivoluzionare la rappresentazione della figura, Matisse ne ha esaltato l’intensità emotiva scoprendo le sue linee essenziali in una crescente semplificazione che sfiorerà l’astrazione, mentre il colore assume una funzione creativa posta al centro di una visione personalissima.

Apre il percorso espositivo un Autoritratto del 1900 assieme ad alcuni studi degli anni giovanili, ai quali seguono opere dai colori accesi, stesi in tonalità pure, tipiche del fauvismo, movimento dal quale prende forma un nuovo modo espressivo fondato sull’autonomia del quadro dalla realtà visibile.

Numerosi sono i capolavori dei decenni successivi che hanno reso celebre il maestro, sia per quanto riguarda la pittura, con tele quali Nudo con sciarpa biancaLa bagnanteNudo di spalle o Donna in poltrona, che la scultura, con i bronzi La serpentinaNudo disteso o Grande nudo seduto.

Quadri di grandi dimensioni della maturità, come Ninfa nella foresta, e suggestivi disegni, come i carboncini su carta degli anni trenta. Una sorprendente vitalità che continuerà ad alimentare l’immaginazione dell’artista ancora nel dopoguerra, quando vedono la luce gli innovativi lavori per il libro Jazz e, poco prima della sua scomparsa nel 1954, per la serie degli Acrobati, dove forza espressiva e perfetta armonia fioriscono sempre più magicamente dalla semplicità di pochi segni.

Fino al 15 giugno.

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