La Chiesa di Francesco STAMPA

«Non mi piace la mitologia di papa Francesco». Parla Bergoglio

Cosa ha detto il pontefice nell'intervista al Corriere della Sera, rispondendo alle domande di Ferruccio de Bortoli
«Non mi piace la mitologia di papa Francesco». Parla Bergoglio

Quasi un anno di pontificato e papa Francesco concede ancora una lunga intervista, stavolta al direttore del Corriere della Sera Ferruccio de Bortoli. I titoli del quotidiano sono dedicati al passaggio sul rapporto col papa emerito e ai “temi etici”. C’è anche dell’altro.

Benedetto e la Chiesa

Quando, nelle scorse settimane, qualcuno ha provato a trasformare Joseph Ratzinger in una sorta di anti-papa, rivale di Francesco, il papa emerito ha scelto di lanciare un segnale esplicito. Invitato da papa Bergoglio a presenziare al concistoro, in San Pietro, Benedetto XVI ha salutato il suo successore togliendosi lo zuccotto bianco. Il papa regnante è uno solo, questo il senso inequivocabile del gesto.

Oggi, sul Corriere della Sera, la risposta di Francesco a de Bortoli affronta (indirettamente) un’altra obiezione: quella di chi non ha amato Ratzinger e ora vorrebbe che il papa emerito “sparisse” dalla vista – e dalla vita della Chiesa: «Qualcuno avrebbe voluto che si ritirasse in una abbazia benedettina», spiega papa Francesco. «Lui è discreto, umile, non vuole disturbare – risponde Bergoglio alla domanda sul suo rapporto col papa emerito. – Ne abbiamo parlato e abbiamo deciso che sarebbe stato meglio che vedesse gente, uscisse e partecipasse alla vita della Chiesa». Ne emerge l’immagine di un rapporto stretto e cordiale tra i due, la negazione di ogni dualismo tra papa e papa emerito.

Il papa non è superman

De Bortoli parla di «francescomania». Chiede al papa se non c’è il rischio che il suo messaggio non venga «compreso». Che, passata la “sbornia” di affetto per il nuovo pontefice, si assista a una sorta di restaurazione nella Chiesa. La domanda: «C’è qualcosa nella sua immagine pubblica che non le piace?».

papa«Non mi piacciono le interpretazioni ideologiche, una certa mitologia di papa Francesco». Un anno fa le dimissioni di Benedetto misero in evidenza un problema diffuso nella Chiesa di oggi: la “papolatria”, l’idea diffusa che la Chiesa coincida col papa. Le dimissioni di Benedetto contribuirono a fugare quell’idea. Ora Francesco affronta il rischio di una nuova “papolatria”, fondata sulla sua persona. Poche settimane fa comparve sui muri di Roma un murale col “papa superman”. E da oggi arriva in edicola “Il mio papa”, settimanale tutto dedicato a Bergoglio. Ma il diretto interessato spiega: «Dipingere il papa come una sorta di superman, una specie di star, mi pare offensivo. Il papa è un uomo che ride, piange, dorme tranquillo e ha amici come tutti. Una persona normale».

I valori, il peccato e la misericordia

Le domande di de Bortoli battono con insistenza sui cosiddetti “temi etici”. Li snocciola uno dopo l’altro, dall’aborto al divorzio, dalle unioni civili all’eutanasia. Cita la lettera-appello diffusa dal Foglio, per una Chiesa più schierata in una sorta di “scontro di civiltà” col mondo secolare. Bergoglio lascia scivolare via la provocazione “fogliante”, poi spiega: «Non ho mai compreso l’espressione valori non negoziabili – risponde il papa. – I valori sono valori e basta, non posso dire che tra le dita di una mano una sia meno utile di un’altra. Per cui non capisco in che senso vi possano esser valori negoziabili».

Qualche riga più in là, Francesco è ancora più chiaro. Ma è vero che la Chiesa sta ripensando il suo atteggiamento sui divorziati? E sul controllo della nascite – chiede ancora de Bortoli – non bisogna forse superare l’enciclica Humanae Vitae di Paolo VI? No, affatto. «La questione non è quella di cambiare la dottrina, ma di andare in profondità e far sì che la pastorale tenga conto delle situazioni e di ciò che per le persone è possibile fare». Un’indicazione anche sul compito del Sinodo sulla famiglia: i peccati rimangono peccati, non c’è Sinodo che possa stravolgere il senso dei comandamenti. «Ma lo stesso Paolo VI (si parla ancora dell’Humanae Vitae) alla fine raccomandava ai confessori molta misericordia, attenzione alle situazioni concrete».

Ortodossi e Cina

Due battute conclusive sui rapporti “internazionali” della Chiesa cattolica. Sugli ortodossi, prima, in vista della visita a Gerusalemme di papa Francesco: «Importante è che camminiamo insieme». Per gli accordi tra le due Chiese non c’è fretta.

E poi la Cina. Con Pechino, dice de Bortoli, «il Vaticano non ha rapporti». Papa Bergoglio smentisce il direttore: «Siamo vicini alla Cina. Io ho mandato una lettera al presidente Xi Jinping quando è stato eletto, tre giorni dopo di me. E lui mi ha risposto. Dei rapporti ci sono. È un popolo grande al quale voglio bene».

@lorbiondi

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  • Kimor Rossi

    Per fortuna non sono credente. Dall’articolo si evince che: i valori sono valori quindi rimangono non negoziabili la dottrina rimane dottrina quindi non si capisce perché bisogni mediare in confessionale sui peccati. Il messaggio che se ne ricava ad esempio per i gay e’ poveretti voi abbiamo compassione di voi ma vi mandiamo all inferno. Caro bergoglio all’inferno ci vada lei e la sua chiesa saluti da Garibaldi

  • antonio

    Che personaggi arroganti ci sono al mondo. Solo xche’ si occupano di media definiscono l’attuale papato francescomania. Come.mai non chiamano la politica che commentano quotid. Politicomania? Il papato e’ una realta’ che appartiene indistintamente a ciascun battezzato, e’ un valore escatologico, non puo’ semplic. essere ridotto a un fatto di cronaca.

  • FrancoCarpa

    Garibaldi, da un massone come Lei non mi sarei aspettato commento diverso.