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Renzi-Camusso, il grande attrito

Toni sempre più accesi tra il premier e parti sociali. Il presidente del consiglio: «Se i sindacati non sono d'accordo ce ne faremo una ragione». Bonanni: «Abbassi i toni, ai tagli lo abbiamo costretto noi»
Renzi-Camusso, il grande attrito
Non è ancora scontro ma tra sindacati e governo i toni sono sempre più alti. Ad accendere le polemiche l’intervento del premier alla trasmissione di Fabio Fazio, Che tempo che fa: nel corso del programma Renzi ha assicurato per mercoledì l’abbassamento delle tasse, ribadendo di voler prendere le distanze con le pratiche del passato. Un’operazione, ha detto il presidente del consiglio, che sarà fatta pensando più alle famiglie che al parere di Confindustria e dei sindacati: «Ascoltiamo tutti ma sappiamo cosa fare. E se i sindacati non sono d’accordo ce ne faremo una ragione».

Parole che sono sembrate una risposta indiretta all’avvertimento lanciato poche ore prima dalla leader della Cgil, Susanna Camusso, all’esecutivo: «Nel caso in cui le richieste avanzate dal sindacato non saranno accolte e si andrà in direzione contraria, siamo pronti alla mobilitazione».

E adesso Camusso rincara la dose. Parlando a Bari, la numero uno della Cgil ha detto: «Renzi mi è parso disattento al fatto che c’è una parte del paese che ha pagato un prezzo altissimo durante questa crisi, che ha più volte cercato di invertire le politiche economiche proprio perché la crisi non continuasse a precipitare».

La Cgil aspetta delle risposte su i temi del lavoro, del fisco e della riforma degli ammortizzatori sociali. Fra le misure che la Camusso ha proposto c’è quella di destinare tutte le risorse previste per il taglio del cuneo fiscale al lavoro e non alle imprese, non limitandosi a intervenire sull’Irpef ma aumentando anche le detrazioni.

Le parole di Renzi hanno anche suscitato la reazione del segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, che invita il premier a «non stare sopra le righe» e assicura che «il sindacato non servirà a fare da scendiletto a nessuno: sia chiaro che sarà vigile lo stesso su ogni questione». Inoltre, ha ricordato Bonanni, sulle tasse il premier è stato costretto a fare quello che chiedeva il sindacato. «Il presidente del consiglio ha bisogno di tanta collaborazione. A me non piace questa ruggine oramai chiara che c’è tra lui e la Cgil perché non porterà a nulla di buono, né per il governo, né per il sindacato, né per il paese».

Sul taglio delle tasse per 10 miliardi di euro annunciato ieri da Renzi, Bonanni ha sottolineato che «è ciò che abbiamo chiesto insistentemente e credo che Renzi l’abbia fatto perché non poteva fare diversamente. Non tener conto delle famiglie, dei lavoratori e dei pensionati, sarebbe stato per lui una prima sconfitta nella decisione sapendo che ha la campagna elettorale. Forse ecco perché ricerca un po’ di attrito col sindacato. È stato costretto a fare ciò che ha detto il sindacato e quindi ora deve mettersi contro il sindacato per rabbonire alcuni ambienti che gli chiedono invece differenti posizioni e differenti decisioni».

 

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  • FrancoCosmi

    Un presidente del consiglio, un segretario di partito, IL segretario del Partito Democratico che si esprime come ha fatto Renzi dimostra di essere molto meno intelligente di quanto si crede e fa credere. Temo che ce lo dimostrerà presto.
    Ho la coscienza a posto: non l’ho votato.
    Renzi dimentica che i cittadini che vanno a votare sono i stessi lavoratori che si scelgono il sindacato che li rappresenta in quanto lavoratori. E sono i lavoratori che poi tornano a votare. Stesse attento. A meno che non abbia alle spalle “forze a noi oscure”.
    Per quanto possa valere, non ha la mia stima.
    .

    • thomas more

      Per quanto possa valere Renzi ha tutta la mia stima in quanto ha capito una regola fondamentale in democrazia: il partito è una cosa, il sindacato è un’altra cosa e il Presidente del consiglio ancora un’altra cosa. Appiattirsi sul sindacato, che può dire qualsiasi cavolata!. come vari esponenti della sinsitara hanno fatto in varie occasioni denota una pochezza sempre castigata dagli elettori. Perché dovrebbe essere ormai chiaro a tutti che il sindacato può dire, come spesso ha detto castronerie per “interesse” particolare di particolari isaritti!!! o non si sapeva? Di che stiamo allora parlando ancora!!

      • FrancoCosmi

        A parte il fatto che Renzi da Fazio ha citato Confindustria e CGIL. E non “I sindacati”. Questo denota che tra i sindacati gli sta sul gozzo la CGIL. E non è la prima volta che nel parlare egli ci svela questo piccolo neo. Le sue origini Boyscouttisstiche e il suo “percorso” politico ne sono una mezza conferma.
        Detto questo, caro thomas, ti ricordo che i sindacati solo l’ “unione dei lavoratori” che si raccolgono nel sindacato per acquisire forza contrattuale che singolarmente non avrebbero. Scandalizzarsi che i lavoratori difendano i loro interessi è puerile. Altro aspetto della puerilità ce lo mostra l’atteggiamento degli “autonomi” di qualciasi tipologia contrattuale atipica i quali probabilmente, ripeto probabilmente, hanno creduto che fosse meglio non macchiarsi di “sindacatesimo” nell’andare a trattare il loro rapporto di lavoro. Tant’è che abbiamo tutti sotto gli occhi i risultati della loro “lungimiranza” nella scelta di stare fuori e fare da soli. I contratti atipici hanno inquinato il mercato del lavoro come ora lo vediamo con i nostri occhi.

        Ti vengo incontro nel confermare l’errore dei sindacati (tutti) per non aver trovato per tempo una strada per tutelare anche i nuovi schiavi. Ci sono arrivati tardi; quando il fenomeno ormai aveva fatto i danni pressochè irrecuperabili. Ci si sta provando adesso tentando dieliminare o ridurre i contratti “atipici”.
        E siccome mi voglio rovinare voglio farti felice e parlare di due grandi difetti del sindacalismo.
        1. Quando una scelta, si rivela, più che tutelatrice di diritti, una strada per abusi da parte del singolo lavoratore, il sindacato in quanto tale avrebbe dovuto intervenire con decisione e forza per modificare la norma e ricondurla alle finalità iniziale. Mi riferisco alla tutela della salute con il cambio della normativa circa la certificazione della malattia. La sintetizzo con questa espressione “Se mi fai incazzare mi metto sotto malattia”. E’ chiara l’immunità del meccanismo?

        2. La prostituzione dei singoli sindacalisti dentro le aziende che con i vantaggi personali, con le assunzioni “concordate” o con le promozioni “condivise” praticamente uccidono il sindacato sano. Ma qui la colpa ricade inequivocabilomente sui lavoratori delle aziende in cui si verifica il fenomeno, più che il sindacato in quanto struttura (ma forse non è che ne siano completamente all’oscuro).

        Questi sono due difetti rilevati da me.
        Ora, però, prova tu a descrivermi un futuro liberato dal “cancro” del sindacalismo. Prova, fammi una panoramica. Grazie.
        .

        • thomas more

          Un futuro liberato dal “sindacalismo” non dal sindacato è possibile ed anche lì si dovrebbero rottamare le vecchie cariatidi che rappresentano un mondo che non c’è più. Un sindacato che non calibri le proprie sparate solo se il presidente del consiglio è più o meno distante dalle posizioni retrodatate di rendita.

          Un sindacato che perda le numerose rendite di posizione e di topi nel formaggio che si tengono strette con i “pensionati” e gli “statali”, per esempio.

          Un sindacato trasparente, si come ha detto Renzi giustamente. continuerei ma è troppo lunga la storia. le battaglie perse e sorpassate da questo sindacato sono innumerevoli ma chi lo dice è di destra minimo. … mi fermo quì

          • FrancoCosmi

            Mi inchino di fronte a prposte per il nostro futuro.
            Però spiegami, come conti di liberare il futuro dal sindacalismo salvaguardando il sindacato?
            Spiegami, non capisco.

            Se i giovani hanno i valori così valorosi come dici tu, perchè non hanno la capacità di scalzare le vecchie cariatidi? Se non hanno questa capacità hanno quella per tenere testa alla controparte?
            Altro. Non ti viene il dubbio che i proiettili da usare contro il presidende del consiglio li scegli sulla base del grado di credibilità e di capacità colloquiale del PdC? Tu ti “mangi” il tuo interlocutore indipendentemente dalla sua voglia e capacità di dialogare con te?
            .

          • thomas more

            Sarebbe sufficiente che ti rileggesti il tuo primo intervento e troveresti le risposte su chi mangia chi e perché. E la tattica di chiedere sempre presunte risposte non avute dall’interlecutore rientra nelle categorie da rottamare, si sia giovani o no poco importa è la testa da rottamare prima di tutto quella della Camusso-fallimento e poi quella delle finte controparti come te. Un saluto.

          • FrancoCosmi

            Thomas,
            come dice Beppe…
            Vai…
            Alla fine vedremo chi saranno i rottamati.
            I giochi ancora sono in corso.

          • FrancoCosmi

            E qui non si tratta di una guerra generazionale
            E’ una guerra tra chi capisce e chi capiscia.

          • thomas more

            Sono d’accordo, tu appartieni senza alcun dubbio alla seconda categoria… capisci? Vai… anche tu e ci troverai pure Bersani l’”ignavio” convertito alle preferenze. La testa mai utilizzarla, vero?

  • thomas more

    Redazione dove sono finiti gli altri commenti?