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Checco Zalone batte Jep Gambardella e sale in cattedra

Lo script di Sole a catinelle è stato venduto ai francesi, e tutto è pronto per un remake
Checco Zalone batte Jep Gambardella e sale in cattedra

Ecco la verità: Checco Zalone batte Jep Gambardella. Lo sguardo naïf sulle cose funziona di più dello sguardo cinico, il semplice batte il dandy. In Sole a Catinelle Checco se la prende tanto con l’arte contemporanea quanto con i radical chic. Sono alcuni dei temi portati avanti da La Grande Bellezza, solo che Checco è più deciso, cioè la sua presa di posizione è chiara e limpida, non ambigua come quella di Sorrentino (che non prende mai le distanze dal suo personaggio, come invece fa un maestro quale Scorsese in The Wolf of Wall Street).

Se Jep fa una sfuriata accusatoria alla radical chic salottiera ma poi alla fine i due si rincontrano e pare che nulla sia accaduto, Checco sbertuccia quel mondo nel profondo, utilizzando il suo linguaggio da venditore di battitappeti a uno dei loro incontri di beneficenza. Non è forse così, in quelle occasioni non si vende la propria superiorità sui “poveri cristi” lavandosi la coscienza e facendosi belli? Per questo è cosa buona e giusta che Checco Zalone salga in cattedra e faccia lezione di comicità agli studenti.

È successo all’Università Cattolica di Milano, presenti il suo produttore Pietro Valsecchi e il professor Aldo Grasso. Zalone racconta il suo primo incontro con Valsecchi, che tra un un tartufo d’Alba e un barolo si offre di produrgli il suo primo film, Cado dalle nubi. Il produttore dà carta bianca, così nasce il primo successo del comico. E pensare che ai tempi gli era stata offerta solo una semplice comparsata nell’ultimo film di Pieraccioni. Ecco l’intuizione del produttore Valsecchi, che in fondo dice che l’Oscar Checco l’ha già vinto, perché i guadagni del suo film hanno potuto ridar fiato all’industria cinematografica italiana.

Checco si nasconde dietro al suo personaggio naïf, ignorante, del sud, cui si perdona tutto. Proprio per questo può infrangere più di un tabù, scordandosi il politicamente corretto. Così Zalone può scandagliare meglio il reale, attraverso un personaggio che distrugge pose, mosse, abitudini di altre categorie sociali, che di solito si credono superiori. Ha toccato molti temi coi sui film, eppure Checco pare sempre restio a prendersi gli elogi, mentre non disdegna gli applausi degli studenti alle sue battute. E se Checco si dice ormai più portato per il cinema che per la tv, perché questa gli mette ansia, è anche sottile nell’esaminare le differenze tra i due mezzi. Alla tv però deve tanto, dice, perché è la tv del sud, Telenorba, che vedeva da ragazzo, e da lì arriva anche il suo coautore e regista Gennaro Nunziante. Ora però è il cinema il suo orizzonte. Intanto lo script di Sole a catinelle è stato venduto ai francesi, e tutto è pronto per un remake. Questa sì che è una grande bellezza per il nostro cinema.

@StefaniaCarini

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