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Merkel spinge Renzi: colpita dalle tue riforme

Il premier italiano incassa nel bilaterale a Berlino il via libera della cancelliera tedesca: «Pensiamo alla crescita ma rispetteremo il 3 per cento»
Merkel spinge Renzi: colpita dalle tue riforme

Con Angela (con la “g” dura tedesca) – alla quale Matteo Renzi si rivolge confidenzialmente all’inizio della conferenza stampa congiunta per ringraziarla – è andata bene.

Lo dicono le foto che rimandano immagini di cordialità reciproca, compresa quella con bottone sbagliato del cappotto del premier, lo dicono, soprattutto, le parole pronunciate alla fine dell’incontro bilaterale e della plenaria con i sei ministri che hanno accompagnato Renzi (Pier Carlo Padoan, Federica Guidi, Maurizio Lupi, Giuliano Poletti, Roberta Pinotti) e i colleghi tedeschi.

Merkel si dice «colpita» dal piano «molto ambizioso» di riforme di Renzi al quale augura «tutto il successo». «Stiamo vedendo un cambiamento strutturale», aggiunge. Non dice, né potrebbe, che l’Italia potrà interpretare in modo più flessibile il patto di stabilità; è sicura, anzi, che il nostro governo «ha bene in vista» questo patto, aggiunge che «c’è bisogno di crescita e di occupazione» e che la Germania, «contenta di questo slancio e di questo ottimismo», vuole «sostenere» il nostro paese nelle riforme.

Ma è nel secondo round della conferenza stampa, quello dedicato alle domande dei giornalisti, che Merkel fa un passo in più nell’apertura di credito al premier italiano. È quando spiega che «i mercati per un 50 per cento sono fatti di psicologia» e in economia bisogna dire che «il bicchiere è mezzo pieno» che si ha il segno preciso dell’esistenza di un atteggiamento positivo di fondo nei confronti della delegazione ospite e del premier che la guida. «Il governo italiano sta lavorando per riempire questo bicchiere» è la conclusione di Merkel.

Renzi ringrazia, ribadisce che l’Italia non ha intenzione di sforare nessuno dei limiti che l’Europa si è data («le regole ce le siamo date noi, a partire da Maastricht»), ma «puntiamo in alto e vogliamo realizzare riforme strutturali perché abbiamo grandi obiettivi». Primi fra tutti, la crescita e l’occupazione giovanile. Parla dei decreti che semplificano l’apprendistato e i contratti a termine, spiega che «la pretesa di creare posti di lavoro attraverso una legislazione molto restrittiva è fallita» e che quindi bisogna «cambiare le regole del gioco».

Anche sui tempi per la visibilità delle riforme messe in atto a Renzi arriva l’assist prudente della Merkel: i risultati, dice la cancelliera, vanno valutati «nel medio e nel lungo termine, in un arco di due-tre anni». Le riforme, spiega, «possono portare ottimismo, ma anche malumore», nella loro fase iniziale «il percorso è difficile», ma il programma del governo va «nella giusta direzione».

A cena il premier italiano ribadisce il suo ottimismo: «Stiamo provando a fare una rivoluzione pacifica – dice alzando il bicchiere per il brindisi – Nei prossimi mesi la politica italiana cambierà volto» Cita il Michelangelo del David per dire che bisogna togliere ciò che è in eccesso, e infine ha parole di elogio anche per gli imprenditori italiani, che spesso «hanno dovuto lavorare senza che dalla politica arrivasse alcun aiuto».

@mcolimberti

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