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Cinque zoom sulla ventinovesima giornata di A

Una Juve piccola piccola, lo spettacolo on the road del Milan, Fiorentina senza cuore, l'Inter al palo, nazionale Immobile
Cinque zoom sulla ventinovesima giornata di A

Una Juve piccola piccola

Mi si è rimpicciolita la Juve. Certo, ieri era una giornata speciale. Facendo zapping tra i posticipi della serie A e il classico della Liga spagnola – Real Madrid Barcellona – la differenza balzava agli occhi luminosa: tanto il primo calcio è tattico, studiato, nervoso, quanto il secondo è veloce, potente, tecnico, arioso. Insomma: non c’è paragone. La nostra prima in classifica, benché strepitosa, è imparagonabile ai vertici del calcio spagnolo. Vince uno a zero, senza tante scintille. Invece a Madrid finisce 4 a 3 per il Barcellona, in una partita che quando termina imprechi contro il video,  urlando “perché, perché, perché così presto?”. Lo sapevamo già, ma vederlo fa impressione. In confronto è una Juve piccola piccola, da tiro a segno più che da football. Nelle ultime tre partite ha tirato in porta cinque volte, e tre di questi tiri sono stati gol partita. Tremenda.

Lo spettacolo on the road del Milan

Tutto da rifare. Per la testa di Clarence Seedorf – l’allenatore del Milan che ha rimpiazzato il capro espiatorio Allegri – bisognerà aspettare la prossima: Fiorentina-Milan. Questa con la Lazio, che doveva essere la partita decisiva – scrivevano i giornali – i rossoneri sono riusciti a sfangarla 1 a 1. In campo nessun fuoco d’artificio. Fuori tantissimi: Barbara Berlusconi contro Adriano Galliani, Galliani vs la Berlusconi, gli ex come Maldini contro tutti e tutto alle spalle del fu Cavaliere. Wow! Altra coca cola e pop corn per favore. Che bisogno c’è di giocare? Nessuno. Infatti contro la Lazio i rossoneri pareggiano 1 a 1 senza mai tirare in porta.


Fiorentina senza cuore

Se volete vedere il volto spietato e feroce del calcio date un’occhiata a Napoli Fiorentina: la squadra di Benitez gioca una partita superba, generosa, veloce, spettacolare, offensiva, bellissima. Rimane in dieci al trentesimo del primo tempo (espulso Ghoulam), ma continua per il resto della gara come se nulla fosse. Callejon gioca in tutti i ruoli: fascia, attaccante, perfino terzino. Va vicino al gol con un tiro da quaranta metri disegnato col compasso. E poi Higuain, Hamsik, Inler… in campo hanno una marcia in più, niente da fare. La  Fiorentina si vede solo sul finire del secondo tempo. Ed è la volta buona. Fredda, cinica, senza cuore. Ruba… pardon, conquista  tre punti.

L’Inter al palo

Nel calcio, il bel gioco è come la ragione dei fessi nella vita. Non basta. Non serve. Non consola. L’Inter ha fatto un’ottima partita contro l’Atalanta. Ha attaccato, prodotto gioco, concluso in porta. Ha dominato il secondo tempo, colpendo ben quattro pali. Per giunta veniva da una serie di tre partite senza subire gol. E l’entusiasmo è andato anche oltre il consentito, come dimostra questo titolo della Gazzetta dello SportMazzarinhoA farla tornare sulla terra ci ha pensato un calcio di punizione dalla fascia all’ultimo minuto, un marcatore che si è dimenticato di marcare e un portiere ignaro di dover chiudere le gambe. 2 a 1 per l’Atalanta e addio quarto posto.

Nazionale Immobile 
Ne vogliamo parlare? Con la tripletta realizzata contro il Livorno, Ciro Immobile è salito a quota 16 gol in campionato eguagliando addirittura sua maestà Carlitos Tevez al primo posto della classifica marcatori della Serie A. Venticinque anni, di Torre Annunziata, sta disputando una stagione divina con il Toro. Fece meglio solo nella stagione 2011/2012. Con il Pescara di Zeman segnò ventotto volte. Ma quella era la Serie B. Qui siamo in A. E se questo non è meritarsi la nazionale sul campo, be’, allora non sappiamo cosa sia l’ascensore calcistico.


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