Interni STAMPA

Candidature Pd, finora molte riconferme. A Renzi l’ultima parola, mercoledì

Spetterà al segretario decidere sulla composizione finale delle liste che sono state approvate dalle direzioni regionali, su chi le guiderà e sulle deroghe per i plurimandati
Candidature Pd, finora molte riconferme. A Renzi l’ultima parola, mercoledì

Sarà Matteo Renzi in persona a comporre il puzzle delle candidature alle europee, che dovranno essere presentate ufficialmente entro il 16 aprile. Lo farà mercoledì prossimo nella direzione nazionale appositamente convocata. Le segreterie regionali hanno ormai svolto il loro lavoro e i nomi dei candidati sono nero su bianco. Al momento, il tasso di rinnovamento appare inferiore a quello auspicato a parole da Renzi, ma le cose potrebbero cambiare: l’ultima parola, infatti, spetta alla direzione nazionale su proposta del segretario, che ha discrezionalità sul capolista, oltre che sulle deroghe.

Per quanto riguarda queste ultime, due sono i nomi eccellenti, Patrizia Toja (circoscrizione nord-ovest, che però in Europa ha svolto, e bene, solo due mandati) e Gianni Pittella (sud, dove capolista sarà Michele Emiliano), attuale vicepresidente del parlamento europeo accreditato candidato a guidare il parlamento di Strasburgo. Se prevalesse il criterio di conteggiare pure i mandati al parlamento italiano potrebbe rischiare anche Silvia Costa (centro), che a Strasburgo ha trascorso solo cinque anni.

Le direzioni regionali hanno riconfermato un alto tasso di parlamentari uscenti, anche sulla scia di sondaggi generalmente favorevoli: ad esempio, 2 seggi in più scatterebbero nel nord-ovest e 1 o 2 nel centro, dove la rosa delle candidature comprende gli uscenti David Sassoli (capolista?), Costa, Gualtieri, De Angelis, Milana, forse Domenici, più Goffredo Bettini e i renziani Valentina Mantua e Nicola Danti (consigliere regionale toscano), mentre sembra superato il caso Gasbarra, che nei giorni scorsi si è chiamato fuori.

Tra i renziani doc ancora senza incarico ci sono Matteo Richetti e Simona Bonafé: al primo sarebbe stata offerta una candidatura nel nord-est, ma avrebbe rifiutato preferendo puntare alla presidenza della regione Emilia-Romagna; per la seconda è girata l’ipotesi di farla capolista nel nord-ovest, ma il rischio che possa essere considerata una catapultata è alto: Bonafè, infatti, è nata a Varese e ha studiato a Milano, ma la sua attività politica si è svolta tutta in Toscana.

Dalla direzione regionale lombarda sono uscite le riconferme di Toja e Antonio Panzeri e la new entry della lettiana Alessia Mosca, giovane esperta di politiche europee. In Piemonte si candiderà Mercedes Bresso (il suo nome è stato fatto anche come possibile capolista) ed è stato confermato Sergio Cofferati. Tra i nomi girati come capolista nella circoscrizione nord-ovest c’è anche quello di Stefano Boeri, non presente nella lista della direzione regionale.

Tra gli esclusi eccellenti figura Giuseppe Lumìa (Sicilia), mentre la Sardegna sta combattendo una battaglia per avere il capolista della circoscrizione sud: il nome più accreditato è quello di Renato Soru.

Questa mattina al Nazareno verrà presentata la campagna di comunicazione per le europee: nel simbolo, sotto al Pd ci sarà l’indicazione del Pse. I manifesti gireranno intorno al refrain “te lo chiede”: nomi e volti di persone comuni con l’indicazione di un’aspettativa. Una campagna che ricorda molto da vicino quella per il tesseramento del 2012 della segreteria Bersani. In quel caso il refrain era “Ti presento i miei” e a “metterci la faccia” erano i militanti.

@mcolimberti

TAG: