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MoCCA Arts Festival, la carica dei fumetti indie a New York

Si apre domani, 5 aprile, l'annuale kermesse dedicata alla piccola editoria e al fumetto indipendente. Tra gli autori presenti Art Spiegelman, Drew Friedman e Alison Bechdel
MoCCA Arts Festival, la carica dei fumetti indie a New York

Con la primavera a New York torna a fiorire il MoCCA Arts Festival, l’attesa kermesse annuale dedicata alla piccola editoria e al fumetto indipendente in ogni sua declinazione immaginabile divenuta un appuntamento da non perdere della Grande Mela.

Charlie-Brown

Per l’intera giornata di domani e dopodomani (5-6 aprile), migliaia di visitatori saranno accolti da un pallone gonfiabile sospeso sopra le loro teste e alto circa venti metri dalle sembianze di Charlie Brown, oltre alla consueta miriade di autori ed editori calati dal resto degli Stati Uniti tra la 25° strada e la Lexington Avenue, nel grande edificio del 69° Regiment Armory. Lo stesso che un secolo fa fece scalpore con l’Armory Show, la mostra d’arte moderna del 1913 che ospitò per la prima volta in America i lavori di Picasso, Matisse, Duchamp e di molti altri artisti europei affiancati da numerosi colleghi d’oltreoceano destinati a minor fama.

Creato nel 2002 dal Museum of Comics and Cartoon Art, il MoCCA Festival ha fatto il suo esordio nelle sale di un altro storico edificio della città, il Puck Building su Lafayette street, che a fine Ottocento era la sede del principale settimanale satirico illustrato della cosiddetta Gilded Age.

Trasferitosi al 69° Regiment Armory nel 2009 e dallo scorso anno prodotto dalla Society of Illustrators, prestigiosa istituzione newyorchese storicamente devota all’illustrazione, il MoCCA ha continuato a tenere fede a quella che è sempre stata la sua missione: promuovere lo studio e l’apprezzamento del fumetto e del disegno satirico e umoristico, così come del loro impatto storico, artistico e culturale.

In un evidente crescendo, anche l’edizione di quest’anno vanta ospiti d’eccezione che presentano le loro ultime fatiche o animano approfondimenti e dibattiti sui temi più diversi del presente e del passato.

mocca-poster

Il programma prevede numerosi incontri con autori come Art Spiegelman, premio Pulitzer con Maus, che insieme all’olandese Joost Swarte, suo amico e collega di vecchia data, conversano sulle loro carriere, o con Robert Williams, che rievoca la sua singolare esperienza nel fumetto underground e nella pittura, fino allo straordinario talento di Drew Friedman, per capire come nascono le sue personali caricature, o di Alison Bechdel, l’acclamata autrice delle memorie a fumetti di Fun Home.

Tra i tanti appuntamenti tematici non mancano interessanti sessioni relative a “Fumetto e movimenti di protesta”, che si collega alla presentazione dell’antologia fresca di stampa della rivista World War 3 Illustrated, oppure a “Fumetto e design”, con due protagonisti di spicco dell’editoria come Françoise Mouly, art director del New Yorker, e Chip Kidd, uno tra i più brillanti graphic designer degli ultimi anni.

Di certo incuriosisce l’incontro con Tad Suiter della George Mason University, che esplora la partecipazione all’Armory Show del 1913 di quelli che erano nello stesso tempo nomi celebri del fumetto dei quotidiani più popolari, quali George B. Luks, uno dei disegnatori di Yellow Kid, e Rudolph Dirks, padre dei mitici Katzenjammer Kids, le piccole pesti poi arrivate in Italia come Bibì e Bibò.

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