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È morto Tito Vilanova, ex allenatore del Barcellona

Aveva 45 anni, soffriva da due anni per un tumore
È morto Tito Vilanova, ex allenatore del Barcellona

Tito Vilanova, ex allenatore del Barcellona, è morto oggi all’età di 45 anni. Ieri era stato sottoposto a operazione chirurgica d’urgenza per le conseguenze della ricaduta di un tumore di cui soffriva da due anni.

«Dolore immenso. Possa riposare in pace», così lo saluta il club catalano sul proprio
profilo Twitter.

 

Vilanova era ricoverato dal 17 aprile scorso e ieri ha ricevuto la visita dei familiari e degli amici più stretti.

L’allenatore si era recato in clinica per esami di routine ma l’esito degli accertamenti ha convinto i medici a ricoverarlo e poi operarlo d’urgenza.

Cresciuto nella Masia blaugrana e dopo una carriera da centrocampista che negli anni Novanta lo ha portato a vestire le maglie di Celta Vigo, Maiorca, Lleida ed Elche, Vilanova era tornato al Barcellona nel 2007 per fare da vice all’amico Guardiola, prima nella formazione riserve e poi in prima squadra.

Fedele e prezioso collaboratore del tecnico di Santpedor e salito alla ribalta anche per la lite con Mourinho nella finale di ritorno della Supercoppa Spagnola, Vilanova si è visto diagnosticare la malattia il 21 novembre 2011 e il giorno dopo è stato operato mentre la squadra andava a Milano per affrontare i rossoneri in Champions.

A due settimane dall’intervento Vilanova era di nuovo al suo posto. Il peggio sembrava passato. Tanto che, nell’aprile 2012, il Barcellona decide di puntare su di lui per il dopo Guardiola. Nel dicembre dello stesso anno arriva la prima ricaduta: Vilanova viene operato di nuovo e vola a New York dove, per due mesi, si sottopone alle cure del caso. Torna per il finale di stagione, conquistando la Liga, ma il 19 luglio scorso è costretto a lasciare definitivamente la panchina blaugrana per l’aggravarsi delle sue condizioni, e il club ripiega su Gerardo Martino.

Dopo l’addio al Barcellona, Vilanova non si era fatto vedere spesso in pubblico. Uniche eccezioni l’andata al Camp Nou fra Barcellona e Real lo scorso ottobre e una visita al centro sportivo blaugrana per vedere il figlio Adrià giocare. Il tecnico ha sempre preferito mantenere grande riserbo sulle sue condizioni, si è recato anche a Parigi alla ricerca di nuove soluzioni ma senza successo.