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Il senato di Renzi somiglia a quello dei “saggi” di Napolitano

L'ipotesi di mediazione sulla riforma del senato si potrebbe avvicinare alla proposta della commissione istituita dal Quirinale nel marzo 2013
Il senato di Renzi somiglia a quello dei “saggi” di Napolitano

Il governo è a caccia di una mediazione sulla riforma del senato ed ecco che rispunta la proposta della commissione di “saggi” istituita nel marzo del 2013 da Giorgio Napolitano. Non è la prima volta che le trattative si incentrano su quel testo: già all’inizio del marzo 2014 l’ipotesi era circolata nei Palazzi. Sarebbe una soluzione intermedia tra la prima proposta del governo Renzi – un senato composto da sindaci dei capoluoghi e presidenti di regione – e la richiesta, avanzata da più parti, di conservare l’elezione diretta dei senatori.

Il testo – redatto da Mario Mauro, Valerio Onida, Gaetano Quagliariello e Luciano Violante – ipotizzava infatti un’elezione “di secondo livello”: «Il senato delle regioni – si leggeva nella proposta – è costituito da tutti i presidenti di regione e da rappresentanti delle regioni, eletti da ciascun consiglio regionale in misura proporzionale al numero degli abitanti della regione. Si potrà prevedere che il consiglio regionale debba eleggere, nella propria quota, uno o più sindaci».

Qui il testo integrale del documento dei saggi. Quello sul senato è il paragrafo 16.

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