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Piero Pelù, il ribelle conformista

Di ribelli, oggi, ci sarebbe un gran bisogno. Ma di ribelli aggiornati: lui invece è rimasto al bianco e nero

Mantenersi ribelli a 50 anni è complicato. Lo è ancora di più quando il modo in cui si esprime questa ribellione è il look. Capelli lunghi, tatuaggi, catene, orecchini, piercing, jeans aderenti, stivale assassino, irsutismo virile fanno conformista il ragazzino, rendono patetico l’agée. I tatuaggi si fanno ormai nei centri estetici borghesi. Sulle spiagge italiane è raro trovare un corpo nudo non tatuato. Il ribelle è quel corpo nudo non tatuato.

La musica rock non ha età. La ribellione non ha età. Con l’età tuttavia cambia il modo di manifestarla. Non si ha più bisogno di mascherarsi da ribelli; da adulti la sfida si fa più intima: è il voto, la partecipazione civile, l’esercizio professionale, la guida che si dà ai figli, la capacità di corrispondere alla promessa “per sempre” fatta al compagno – che è la cosa più da ribelli che ci sia.

Il ribelle ripudia il conformismo, ripudia il conformismo del ribellismo, ripudia il conformismo inconsapevole del sé meno maturo. Ripudia l’ibernazione della propria ribellione ad un look, evidentemente adeguato alla beltà giovanile. Ripudia l’idea che ribellione sia reiterare lo stesso immaginario adolescenziale, la stessa visione schematica del mondo, la stessa retorica rivoluzionaria dei concerti liceali nei centri sociali, lo stesso bisogno di trasgredire divieti genitoriali ad un’età in cui si è però già genitori. Il ribelle si ribella alle scorciatoie, non ci si ficca dentro. Il difficile è fare il ribelle con i capelli corti.

Qualunque cosa volesse dirci Piero Pelù nel suo messaggio ubi et orbi, e qualunque cosa volessero intendere coloro che al caso si sono così appassionati da farne addirittura dibattito socialcoso, resta lo sconforto per l’appiattimento di una questione come il lavoro ad una lotta contro il potere in un mondo in cui non è affatto chiaro chi il potere lo abbia davvero. Al concerto di San Giovanni il mondo è ancora quello del posto alla Fiat di qua o del pubblico di là, degli operai e dei colletti bianchi, del papà che faceva l’operaio e il figlio l’impiegato e andava bene così.

C’è bisogno eccome di ribelli. C’è bisogno di ribelli aggiornati alle sfide che si pongono oggi nel mondo. Licio Gelli, per dire, non corrisponde esattamente all’idea di minaccia che si avverte incombente nel sistema, se non appunto per Piero Pelù che evidentemente il mondo lo vede invece ancora come un blob in bianco e nero con pezzi di P2, di Andreotti, di Berlinguer. Lo stesso blob che vede Berlusconi, il quale tuttavia ha almeno già dimestichezza con il colore.

@kuliscioff

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  • Vittorio1900

    Il termine ribelli è stato utilizzato a sproposito esibendo revisioni storiche discutibili. Pelù ha espresso una critica su dati oggettivi: con 80 euro non si aiuta lo sviluppo, la lotta alla Mafia ed alla corruzione non sono tra i piani di RENZI. Se poi il PD usa frasi come:”Tireremo diritti, accelerare il passo di questa marcia, la Perfida Albione (Germania)”, c’è da riflettere.

    “Tireremo
    diritti, Giovinezza, Perfida Albione (la Germania), Accelerare il passo
    di questa marcia…”, sono quelle di Mussolini. Siamo in era fascista.

  • http://batman-news.com Marcello Capocchione

    Tutta l’armata brancaleone dei giornalai PD fa scudo al capo.

    • ELETTRA

      Esatto!

  • Giovanni Ciccarese

    Piero Pelù dove è stato sino a mo? Sotto i governi Berlusconi era meglio? Renzi va abbattuto perchè è questo il virus del centrosinistra vero? Cannibalizzare ciò che ha di buono. Ma basta per favore e stiamo ai fatti una volta tanto. E’ stata invertita una tendenza malefica durata 20 anni durante i quali gli Italiani hanno solo dato. Autiamo Renzi a non sprofondare nelle varie trappole tese fuori e dentro casa.

    • ELETTRA

      tu dove sei stato??? Di Berlusconi ha sempre detto ben peggio! MOLTO PEGGIO!

  • Antones Favantes

    Ricordo che il 25 aprile è stato il presidente Renzi a dichiarasi un “ribelle”….
    Chi la spara grossa trova sempre un altro che la spara ancora più grossa.
    L’altro ieri Renzi, Ieri Pelù ed oggi Berlusconi, che dice di togliere le tasse all’imprenditore che assuma giovani….