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Il racconto dell’assemblea del Pd. Renzi: «Nessun senatore ci ricatti sulle riforme»

Il segretario vuole capitalizzare il risultato delle Europee e punta su educazione, infrastrutture, Europa e lotta alla disoccupazione. Applausi forti e prolungati sottolineano il passaggio contro i senatori dissidenti. Sulla corruzione: «Chi di noi sa qualcosa, lo dica ai giudici». Matteo Orfini eletto presidente
Il racconto dell'assemblea del Pd. Renzi: «Nessun senatore ci ricatti sulle riforme»

15.40 Finisce qui l’assemblea nazionale del Partito democratico.

15.35 Ancora un altro odg, stavolta sugli esodati

15.30 Monica Gregori illustra il secondo odg a favore dei tirocinanti dei tribunali

15.29 Orfini spiega che già è al vaglio il nuovo regolamento dell’assemblea e assume la parte dell’odg che ne determina novembre come termine ultimo

15.28 Si entra nella fase finale dell’assemblea, dopo il lungo dibattito. Fabio Maggioni illustra il primo ordine del giorno su cui si voterà, che chiede entro novembre regole più definite per l’assemblea per dare spazio ai delegati che arrivano dal territorio

14.38 Molto duro il capogruppo al senato Luigi Zanda con i 14 dissidenti: “Sulla riforma del senato, abbiamo già fatto 16 assemblee di gruppo e per martedì è prevista la 17esima. Mineo ha avuto tutto lo spazio possibile per esprimere le sue idee. Dobbiamo capire che qui non è in gioco la libertà di coscienza, ma l’uso che se ne fa. Ho già visto tutto questo nel 2006-2007, quando pochi senatori decisero di far cadere il governo di Romano Prodi. Mi sembra che qualcuno voglia riprendere la vecchia scuola di Ghino di Tacco, che ha avuto molto successo nella politica italiana, dove diversi schieramenti hanno usato la loro marginalità per garantire una rendita a se stessi e alle proprie idee. Accetto tutto, ma dire che il dibattito sarebbe dovuto essere più approfondito è falso”

14.12 Applausi per Tocci al termine del suo intervento, a differenza di quanto avvenuto con Fassina, per il quale i battimani erano stati molto più tiepidi

14.11 Tocci invita Renzi a occuparsi della riforma della Costituzione come segretario del Pd e non come premier, perché il governo resti fuori da quella che è una competenza parlamentare

14.08 Tocci: “Mettiamo da parte le parole grosse. A dare l’esempio di saggezza è sempre il leader: invita Chiti e Mineo a prendere un caffè, troverai le parole per farli sentire a casa loro e saranno più leali di alcuni che ti acclamano solo per convenienza”

14.06 Tocci: “Si tolga il veto sull’elezione del senato da parte dei cittadini e a fine giugno la riforma si approva. Matteo, hai dato una sberla alle mosche: qua dentro nessuno vuole conservare il bicameralismo”

14.05 Walter Tocci, uno dei 14 senatori che si sono autosospesi dal gruppo del Pd: “Attorno alla proposta Chiti ampio consenso dentro la maggioranza, Sel, M5S”

14.03 Fassina: “Mettiamo insieme discussione sul senato e sulla legge elettorale, così ritroveremo una larghissima unità”

14.02 Fassina: “Nessuno vuole il bicameralismo perfetto. Qual è la maggioranza che sostiene le riforme? Vale ancora il patto del Nazareno? Alcuni di FI sostengono il testo Chiti, non quello del governo”

14.01 Fassina: “No a divisioni vecchio-nuovo su ballottaggi persi e scandali giudiziari”

13.58 Stefano Fassina: “Dobbiamo imparare a far condividere il diritto della maggioranza con la rappresentanza del pluralismo interno. Noi non possiamo portare a sintesi la pluralità delle idee se ci rappresentiamo con caricature. Tutti noi vogliamo le riforme e siamo convinti che il cambiamento sia necessario. Ma in politica la linea non è tra cambiamento e conservazione, ma tra cambiamento progressivo e regressivo. Per questo la discussione ci fa bene, perché il cambiamento non sia ritorno indietro”

13.55 Tra i tanti auguri che stanno arrivando a Matteo Orfini per il nuovo incarico, ci sono anche quelli di chi sembra avergli conteso fino all’ultimo quella poltrona

 

13.45 Dopo che il premier lo ha richiamato dal palco per le sue parole (l’accusa di autismo che gli aveva rivolto), Corradino Mineo si scusa: “Chiedo scusa a Renzi e al ministro Boschi, dei quali ho stima, e alle famiglie che hanno un problema con i loro bambini”

13.41 Luigi Berlinguer dal palco ricorda che il principio democratico comporta la necessità che la maggioranza sia in grado di portare avanti le proprie decisioni e che la minoranza si adegui ad esse

13.39 Intanto Pippo Civati fa sapere che non interverrà in assemblea. “C’è un clima da torcida brasiliana in platea che non permette una discussione. Ma i problemi dei rapporti interni al partito e delle riforme restano. Ci sarebbe un dibattito da fare, ma non vedo il clima giusto”

13.30 Pittella: “Se c’è stato un voto della speranza, noi possiamo aspirare a prendere più del 50%, perché tanti sono gli italiani che vogliono avere speranza”

13.23 Fassino: “Bisogna mettere una carica innovativa non solo nel governo, ma anche nel partito”

13.21 Fassino puntualizza la necessità di costruire una connessione tra il riformismo del governo e il paese.

13.12 Richetti ironizza: “Complimenti a Orfini, ma devo prendere atto che i posti per i Matteo sono finiti, devo cercare altre occupazioni”. Il suo nome è in lizza per avere un incarico nel gruppo parlamentare, come vicecapogruppo o – secondo qualcuno – perfino come sostituto di Roberto Speranza

13.05 Madia: “La nostra logica non è punitiva. Abbiamo riformato con i dipendenti pubblici e non contro di loro”

13.00 Madia: “Ora abbiamo una pubblica amministrazione più semplice. Fallito il riformismo che si identifica con il numero di leggi”

12.57 Sono 45 gli iscritti a parlare, per 5 minuti a testa. Si prevede una durata di quasi quattro ore ancora

12.54 Gualtieri illustra il documento che gli europarlamentari dem hanno preparato per contribuire alla discussione nel gruppo dei Socialisti e democratici e in tutto il parlamento di Strasburgo. Nel primo punto: possibili deviazioni temporanee dai vincoli sul bilancio per investimenti anti-crisi

12.50 Gualtieri: “Tutte le forze si battano perché sia il parlamento europeo a eleggere il presidente della commissione”

12.47 Sul palco l’europarlamentare Roberto Gualtieri, poi il ministro Marianna Madia

12.46 Bonaccini: “Dobbiamo pretendere che quest’anno si voti in Calabria. Nel 2015, comunque, si vota in altre otto regioni. Non facciamo errori di presunzione e potremo avere un altro grande risultato”

12.45 Bonaccini: “Andiamo verso nuove elezioni amministrative, senza il traino delle Europee. Non sottovalutiamo la forza della destra e del M5S”

12.44 Bonaccini: “Bisogna evitare letture emotive e richieste di rese dei conti dove si è perduto: si vince e si perde tutti insieme. Ma non giriamo la testa dall’altra parte, analizziamo punto per punto cosa è successo dove si è perso e si immaginava di non poter perdere”

12.40 Bonaccini ringrazia “tutti quelli che hanno lavorato nei territori, a partire da Piemonte e Abruzzo con le vittorie di Chiamparino e D’Alfonso. Insieme alla Sardegna, abbiamo strappato al centrodestra tre regioni molto diverse tra loro”

12.39 Orfini conclude il suo intervento e incrocia al tavolo della presidenza Renzi, che gli dà il 5. Parla Stefano Bonaccini, sul risultato delle amministrative

12.38 Orfini: “Al di là delle modalità, sulla Rai Renzi ha ragione. Ci siamo occupati troppo dei grandi conduttori e poco dei precari che mandavano avanti le trasmissioni. Giusto tagliare, ma anche capire come ricostruire un grande polo televisivo”

12.37 Orfini: “Per consolidare il 40,8% dobbiamo metterci a disposizione del paese”

12.35 Nell’intervento di Orfini, passaggi sull’attenzione da rivolgere al sud e alle giovani generazioni: “Il Pd deve diventare lo strumento attraverso cui il loro protagonismo si può affermare. Per il momento non mi pare che sia così”

12.31 Orfini: “Dobbiamo metterci a lavorare sul partito, dobbiamo riconoscerne i limiti. Dobbiamo provare a essere estroversi per 365 giorni l’anno, non solo per le primarie”

12.30 Orfini: “Sono l’unico proporzionalista rimasto nel partito. Ho fatto le mie battaglie su questa e altre cose (come l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti) e poi in aula mi sono comportato secondo la scelta di maggioranza. L’ho fatto non perché la disciplina di partito sia insuperabile, ma perché dobbiamo recuperare il senso di comunità che ci tiene insieme. Incontrerò i senatori che si sono autosospesi”

12.23 L’assemblea elegge a larghissima maggioranza Matteo Orfini presidente e ratifica la nomina di Lorenzo Guerini e Debora Serracchiani a vicesegretari. Interviene Orfini

12.20 Finisce la relazione di Matteo Renzi. Si procede con il voto per Matteo Orfini presidente dell’assemblea

12.19 “Abbiamo bisogno di mettere insieme e ripartire, non più permettendoci due giornali diversi. E dobbiamo tutelare un brand, tornando a chiamare le nostre feste Feste dell’Unità”. Ma dobbiamo colorare questa storia di futuro

12.17 “Non accetto che si dica che io sono autistico, come ha fatto qualcuno ieri (Corradino Mineo, ndr). Toccate me, ma non chi soffre”

12.15 “Nessuno espelle nessuno in questo partito. Ma se si va in commissione con un solo voto di scarto, è legittimo che un singolo senatore esprima il proprio dissenso in aula, ma non mandi sotto la maggioranza in commissione. Questo è un partito non un movimento anarchico. Non possiamo permettere a nessuno di ricattare la posizione del Pd e il 40,8%”. Applauso forte e lungo dalla sala

12.14 “Sentirsi dire che abbiamo deciso di superare il bicameralismo perfetto per un patto segreto è inaccettabile”

12.12 “Le riforme costituzionali non sono un capriccio di Boschi, Zanda, Speranza o Finocchiaro. Qualcuno ci sta facendo lezioni di diritto costituzionale dimenticando la storia del bicameralismo perfetto: in assemblea costituente il Pci proponeva il senato delle autonomie e la Dc quello delle professioni, ma nessuno dei due voleva il bicameralismo perfetto, che è nato da un compromesso per non litigare”

12.11 “Il Pd tiene fuori gli interessi del singolo partito e porta dentro gli interessi della Politica con la P maiuscola dentro la Rai”

12.10 “Non si può ancora dire che siamo fermi al duopolio. O noi prendiamo in mano la questione Rai, convinti che sia uno straordinario vettore educativo, che debba avere un’informazione libera, o teniamo insieme scuola, cultura, tv, Rete, oppure è chiaro che finiamo in pasto al sindacato di turno, che vive in una dimensione parallela dentro la Rai”

12.08 “Il governo ha proposto anche alla Rai di dare un aiuto al paese, vendendo una parte (RaiWay) seguendo un percorso che era già alla fine ed era stato bloccato da Gasparri. Così è emersa la polemica secondo cui il governo voleva smantellare la Rai. E questo perché – come qualcuno vuole sentirsi dire almeno una volta a settimana – Renzi avrebbe fatto un patto con Berlusconi”

12.06 “Aprire sul serio la discussione sulla Rai. I partiti in questi anni hanno ceduto all’atteggiamento di pensare di poter giocare un piccolo potere”

12.04 “Ripartire da un nuovo patto educativo. Ma l’investimento culturale lo vedi nel giro di anni”

12.03 “Si è rotto il patto tra insegnanti e famiglie. Abbiamo costruito un sistema scolastico in cui chi entra nel circuito dell’insegnamento lo fa stremato da un percorso lungo anni”

12.01 “Non si esce dalla crisi solo con norme diverse sul lavoro, anche se va fatto, come dimostra il decreto Poletti che ha risolto la questione Electrolux. Dalla crisi esci se prendi il 40,8% e hai il coraggio di fare una rivoluzione educativa”

12.00 “Sbloccando le opere pubbliche, non solo mettiamo un po’ di quattrini in circolo, ma ridiamo l’idea che non è che ciò che è privato va bene e ciò che è pubblico no. Anche perché non è vero”

11.58 “Entro luglio un piano sulle infrastrutture in Italia”

11.57 “Nelle prossime settimane mi piacerebbe che la segreteria sia aperta a tutti quelli che vogliono starci, non sia fossilizzata sugli schieramenti congressuali”

11.55 “Se dobbiamo dividerci, dividiamoci sulle idee non sui cognomi. Ed è per questo che oggi propongo di votare due vicesegretari, Lorenzo Guerini e Debora Serracchiani. E, nel ringraziare in modo non formale Gianni Cuperlo per la sua presenza nel partito, credo sia giusto proporre che alla guida del partito ci sia una persona che non sia espressione della maggioranza che ha vinto le primarie. La mia proposta è che sia Matteo Orfini a svolgere il ruolo di presidente del partito”

11.54 “Alcune discussioni interne sono legate più a pregiudizi che alla responsabilità comune di essere chiamati a un risultato”

11.52 “Abbiamo riempito di sussidi chi investiva sulle rinnovabili, ma il costo in bolletta lo hanno pagato gli italiani. Siamo arrivati al paradosso che una misura che avrebbe dovuto favorire la sostenibilità ambientale abbia provocato una difficoltà in più”

11.51 Renzi preannuncia che il primo viaggio da presidente di turno dell’Ue sarà in Africa

11.50 “Immigrazione, chiediamo che l’operazione Mare Nostrum sia gestita dall’Europa. Chiediamo che ci sia una corresponsabilità non economica, ma politica. Dire che i bambini caricati su una barca non è un problema che ci riguarda non è umano”

11.48 “Nel 2015 quoziente familiare, dopo la legge elettorale la civil partnership che avevamo promesso in campagna congressuale”

11.47 “Non sono in contrapposizione l’idea di realizzare il quoziente familiare con quella di realizzare la civil partnership”

11.45 Il passaggio di Renzi sulla giustizia è molto chiaro anche nei confronti dei magistrati, affermando che non si può considerare un attacco alla magistratura la volontà di imporre un tetto agli stipendi o la richiesta di prudenza negli arresti preventivi

11.44 “Dal Pd arriva un messaggio molto forte: se c’è qualcuno che sbaglia paghi, ma non accettiamo che sul tema della giustizia si giochi il derby ideologico che va avanti da 20 anni. Noi vogliamo una giustizia che funzioni”

11.43 “Chi tra di noi avesse notizie di reato, salga i gradini di un palazzo di giustizia e vada a dirlo ai magistrati. Lo faccia per i nostri volontari”

11.42 “Noi siamo quelli che facciamo le norme anticorruzione, che dicono (con il decreto legge approvato ieri) che quando c’è da organizzare un grande evento i lavori vanno avanti”

11.40 “Se tra di noi c’è qualcuno che sbaglia, se c’è una richiesta di arresto per un parlamentare e non c’è fumus persecutionis, noi anche in campagna elettorale votiamo per l’arresto di uno di noi”. Stavolte ci si riferisce a Francantonio Genovese

11.37 “Sulla riforma della giustizia non facciamoci trascinare da polemiche sterili. Noi siamo garantisti veri. Un avviso di garanzia non può essere una condanna, l’abbiamo detto chiaramente e rischiando. Ma quando uno di noi, che sia iscritto o meno, patteggia per finanziamento illecito gli chiediamo di fare un passo indietro”. Il riferimento è alle dimissioni del sindaco di Venezia Orsoni

11.33 “Io che ora che ho un ruolo di responsabilità e tutta la nuova generazione dobbiamo assumerci la responsabilità di dire che la politica non si può fare per tutta la vita. Si mantiene l’impegno civico. Ciascuno di noi deve avere la consapevolezza di dire che la politica non è per sempre”

11.30 “Trionfante la marcia del M5S: in tre anni hanno preso tre capoluoghi di provincia. Mancano 105 anni e avranno in mano l’Italia”

11.29 “Il Pd va in Europa non per farsi spiegare cosa fare, ma per proporre soluzioni che pensino di più alle famiglie e meno a chi in questi anni ha vissuto di rendita”

11.28 “Noi vogliamo mandare a casa l’Inghilterra ai mondiali, non buttarla fuori dall’Europa. Ma chi si candida prima alla presidenza della commissione europea ci chiarisca prima cosa vuole fare”

11.24 “Tre temi su cui giocare la nostra partita nei prossimi giorni: come investiamo il 40,8% in Europa, come lo utilizziamo per combattere la disoccupazione giovanile sconvolgente e per far tornare gli investimenti, ma la vera sfida è nel medio periodo, cioè una gigantesca sfida educativa e culturale, che parta da scuola, Rai, università e ricerca”

11.23 “Felici soprattutto di aver vinto a Casal di Principe, nel comune di don Diana”

11.23 “Auguri a tutti i sindaci, anche a quelli di centrodestra e M5S”

11.22 “Le poche sconfitte non possono nascondere che in alcune sfide che consideravamo simboliche, come Sassuolo e Prato, non solo si è vinto ma si è dato un messaggio di cambiamento profondo”

11.21 Seconda critica: così sottovalutiamo il risultato delle amministrative. “Alcuni commentatori hanno detto che nei comuni si è concluso con un pareggio. Poi i giornali perdono copie e noi guadagniamo voti”. Renzi preannuncia che Bonaccini elencherà tutti i comuni in cui il Pd ha vinto

11.20 “C’è una responsabilità vertiginosa in questo risultato”

11.18 “Il 40,8% non è un risultato del segretario e nemmeno di noi soltanto. Questo risultato è un’attestazione di speranza, un dato sconvolgente: era dal 1958 che nessun partito arrivava a questo dato. Se lo consideriamo come un investimento per cambiare l’Italia, diventa il modo per ripartire. Gli italiani ci hanno detto che se falliamo non ce n’è più per nessuno”

11.17 “Molto bello rivedersi dopo una vittoria elettorale. Ma si parte dalle lettere critiche che ho ricevuto”. La prima è sulla presenza del 40,8% sul palco, “come se lo celebrassimo come un punto di arrivo”. Ma Renzi usa la parola “responsabilità”, anziché “entusiasmo”, “tanto che non abbiamo festeggiato”

11.15 Il saluto di Sandra Zampa, che dà la parola a Matteo Renzi

11.13 Un applauso accoglie l’ingresso sul palco di Matteo Renzi e della presidenza dell’assemblea. Quindi l’Inno d’Italia

11.10 L’assemblea inizia con un video che ricorda la campagna elettorale e celebra la vittoria alle elezioni europee e amministrative

11.08 I delegati sono invitati a sedersi. L’assemblea sta per iniziare. Mentre dietro le quinte si cerca ancora di attenuare gli ultimi malumori sulla scelta di Orfini come presidente da eleggere oggi

10.40 La scelta di indicare Orfini come presidente mette chiarezza nella mappa interna del Pd, con Renzi che privilegia il dialogo con i Giovani turchi. Anche se la nomina della nuova segreteria, prevista per la prossima settimana, potrebbe riequilibrare il peso delle diverse componenti.

10.37 La notizia che ha accolto i delegati al loro arrivo all’Ergife Palace Hotel di Roma è quella che vede Matteo Orfini correre oggi come candidato unico alla presidenza dell’assemblea. L’accordo è stato raggiunto nella notte, dopo che Renzi ha respinto la proposta proveniente da Cuperlo di scegliere Nicola Zingaretti. Pippo Civati preannuncia la sua astensione. Tutti i dettagli nel nostro articolo

10.30 Sta per iniziare l’assemblea nazionale del Partito democratico. La prima dopo il sorprendente risultato delle elezioni europee. A ricordarlo, sarà lo sfondo scelto per la riunione di oggi, con un grande 40,8%. Sul nostro sito è possibile seguire anche la diretta streming

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  • Bacco51

    Chi spiega al sig. Renzi la Costituzione? Cercasi volontario, dotato di molta buona volontà e molta pazienza

    • thomas more

      Spiegala a Mineo considerato che di pazienza e volontà ce ne vuole molta di più. Ma forse sei la persona meno adatta ….Lui resta parlamentare e fa esattamente quello che vuole, se invece entra in una commissione del Partito esprime quello che dice il partito o da le dimissioni. Così funziona la democrazia seria, il resto sono il solio bla bla inconcludente della vecchia sinistra. Come vedi non è difficile capirlo, coraggio….

      • Bacco51

        Smettetela di ripetere a vanvera le veline renzotte

        il problema è, come dice Bersani, che il testo non c’è e che non è stato votato alcun testo nell’assemblea dei senatori del PD;

        Si votò nel gruppo “107 presenti, 11 contrari 4 astenuti”.
        Ma non si votò affatto sul pomo della discordia sui sindaci e presidenti di regione trasformati in senatori. Tocci interruppe più volte Zanda, obbligandolo a correggersi perché aveva balbettato qualcosa come “votiamo la fiducia al governo” e dovette correggersi e alla fine si votò solo una raccomandazione,“fare le riforme”, e Mucchetti si astenne perché contestava l’utilità di quel voto inutile.

        Studiate

        • thomas more

          Bacco, non svicolare cosa c’entra la Costituzione? Dovete pur trovare qualcosa che contrasti Renzi, questo è il fatto. Una volta le preferenze, l’altra la Costituzione. Con i Mineo e soci saremmo si al parlare a vanvera.
          Le veline leggile tu supponente.

          • Bacco51

            rimanere sul tema è difficile? Poi si offendono se dai loro dei renzotti

            Ti faccio un regalo
            Un articolo di Robecchi

            Buona serata

            Chissà cos’hanno pensato i dirigenti del più grande Partito Comunista del mondo quando hanno visto Matteo Renzi occuparsi di Corradino Mineo. Abituati a leader occidentali che vanno lì a parlare dei dissidenti loro, vederne uno che da Pechino si occupa dei dissidenti suoi li avrà divertiti un bel po’. Poi, appena tornato in patria, il premier ha fatto tutta la classifica delle sue proprietà. Mio il 41%, miei i voti delle europee, mio il partito, e mio anche il Paese, che “non si può lasciare in mano a Corradino Mineo” (che è un po’ come sparare alle zanzare con un lanciamissili, diciamo). Tipica sindrome del possesso: è tutto suo, ce ne sarebbe abbastanza per uno studio sul bullismo. Studio già fatto, peraltro, perché pare che il paese proceda di bulletto in bulletto.

            Prima quello là, il Bettino degli “intellettuali dei miei stivali”, che Renzi ha voluto rivisitare con i “professoroni”, con contorno di gufi e rosiconi (al cicca-cicca manca pochissimo, prepariamoci). Poi
            quell’altro, Silvio nostro, parlandone da vivo, che rombava smarmittato dicendo che “dieci milioni di voti” lo mettevano al riparo dalla giustizia. Non diversissimo dal nuovo venuto, secondo cui “dodici milioni di voti” (suoi, ça va sans dire) sono un’investitura per fare quello che vuole senza se e senza ma. Insomma, che le elezioni europee fossero un voto per la riforma del Senato era meglio dirlo prima, non dopo. Ora, si trema all’idea di cosa, ex-post, tutti quei voti possano giustificare, dallo scudetto alla Fiorentina alla riforma della giustizia, dalla rimozione dei senatori scomodi alla renzizzazione selvaggia del partito.

            Come sempre quando si va di fretta, non mancano i testacoda. Il “lo cambieremo al Senato” (il voto della Camera sulla responsabilità dei giudici), detto da uno che il Senato lo vuole abolire. Oppure il famoso lodo “Daspo e calci nel sedere” ai politici corrotti, che si è tramutato in silenzio di tomba quando il sindaco di Venezia è tornato, dopo un patteggiamento, al suo posto. Se n’è andato lui,
            Orsoni, e sbattendo la porta, senza nessun Daspo e nessun calcio nel sedere (pare che intenda tirarne lui qualcuno al Pd, piuttosto). Ora, forgiata una falange di fedelissimi (persino i giornali amici e compiacenti ormai li chiamano “i colonnelli”) è bene dire che nessuno si sente al sicuro. Ne
            sa qualcosa Luca Lotti che per zelo ebbe a dire che Orsoni non era del Pd: Renzi lo sbugiardò a stretto giro, come dire, va bene essere più realisti del re, ragazzi, ma ricordiamoci chi è il re. Tanto, che uno sia del Pd oppure no è irrilevante: quel che conta è se è di Renzi oppure no. Perché Giggi er bullo vince sempre. Se il Pd va bene è il suo Pd.
            Se va male è quello vecchio e mogio di Bersani.

            Un po’ come il Berlusconi padrone del Milan, che si intestava le vittorie e scaricava le sconfitte sugli allenatori. Lo stile è quello. L’avesse fatto Bersani, di levare da una commissione un senatore sgradito (magari renziano, toh) avremmo sentito gemiti e lezioncine di democrazia fino al cielo, perché anche nel “chiagni e fotti” le similitudini non mancano. E qui c’è un po’ di nemesi, a volerla dire tutta. Perché se fino a qualche tempo fa si poteva sghignazzare sulla gesta di Renzi, “Ah, l’avesse fatto Silvio”, ora siamo arrivati al punto di dire: “Ah, l’avesse fatto Pierluigi!”. Che è poi
            la storia di come procede a passi rapidi l’uomo solo al comando: si teorizzava qualche mese fa da parte renziana che come alleato Berlusconi fosse meglio di Grillo. Oggi si teorizza (anche coi fatti) che come socio per le riforme Berlusconi è meglio di alcuni senatori Pd, eletti per il Pd da elettori del Pd.

            Quanto ai soldatini, ai pasdaran e ai guardiani della rivoluzione renziana, che sgomitano per farsi notare dal capo, devono per ora limitarsi all’arte sublime del benaltrismo. Ad ogni nota stonata del loro conducator sono costretti ad argomentare: e allora Grillo? Come se davanti a una
            bronchite un medico intervenisse dicendo: e la polmonite, allora? Nel merito, niente. Poveretti, come s’offrono.

          • thomas more

            mamma mia….. quante ocaggini. bye bye

          • Bacco51

            Per i renzotti studiare e ragionare è quasi impossibile, ma un ultimo regalo mi piace farti

            17 aprile 2013 e seguente, Teatro Capranica di Roma, l’assemblea dei parlamentari e dei grandi elettori Pd decise a maggioranza schiacciante – 222 contro 90 – di sostenere la candidatura di Franco Marini alla presidenza della Repubblica.
            Il mattino dopo i renziani – orgogliosamente, limpidamente – decisero di non obbedire alla maggioranza: votando Sergio Chiamparino anziché Marini.
            È curioso che allora non valesse il principio “decide la maggioranza e gli altri si devono adeguare”.
            Com’è che adesso che il capo è Renzi invece vale?

          • Manfredi

            L’elezione del Presidente della Repubblica é cosa un pochino differente. Marini non lo poteva vedere nessuno nel PD e la sua selezione fu forzata da un Bersani già in trip post non-vittoria elettorale. Aggiungo che nessuno dice che Mineo non debba esprimere la propria posizione di dissenso (come fece Renzi con Marini) e neanche che Mineo non possa votare contro in Aula. Ma Mineo non può rappresentare il partito in Commissione.

          • Bacco51

            Facciamo i volpini? Su siate seri, non offendetevi, altrimenti, se vi si definisce renzotti, specchio dei grillini

          • Bacco51

            Scordavo, per la prassi democratica il PdR non entra MAI nel merito delle riforme Costituzionali, è compito dei parlamentari; se per un voto una legge passa o non passa si chiama democrazia.
            Torni preparato

          • Gusbrand

            Ma lei conosce la proposta Chiti? Questi sono argomenti, si informi.

          • Bacco51

            Io la conosco benissimo è pubblicata sul sito del Senato

      • Gusbrand

        La Costituzione, stabilisce l’indipendenza dei parlamentari, indipendentemente dal ruolo che rivestono. Quindi sia il Partito, se ha il coraggio, ad espellere Mineo.

        • Manfredi

          Non confondere l’indipendenza di mandato, costituzionalmente sancita, con la rappresentanza in commissione, che é del partito. Mineo non é in commissione come Deputato generico ma come rappresentante del proprio partito. Se per esempio domani Mineo uscisse del PD , rimarrebbe Parlamentare dato che é stato eletto, ma certo non rimarrebbe a rappresentare il PD in commissione o altre posizioni, mi sembra ovvio. Allo stesso modo, se non rappresenti la posizione del tuo partito in commissione non ci puoi stare. Il PD non espelle Mineo neanche se vota contro in Aula perché il dissenso é permesso, ma certo non si fa rappresentare da Mineo in Commissione.

          • Bacco51

            Qui si fa volentieri confusione, invece di leggere le veline renzine, sa citarmi la regola in base alla quale i parlamentari possono essere rimossi dalle commissioni?
            Sia il regolamento della Camera sia quello del
            Senato prevedono la sostituzione di un membro delle Commissioni facendo
            riferimento a singole sedute o a singoli disegni di legge. Ma la ratio
            di queste norme sono non è eliminare chi la pensa diversamente, bensì
            quello di aiutare il lavoro. Ossia di poter procedere in caso di assenza
            o in caso in cui ci siano competenze specifiche di un altro
            parlamentare.

          • thomas more

            Hai scoperto la frase best “le veline renziane” .. e renzioti. e pure te l’hanno spiegato mille volte ma di solito cimettete una trentina d’anni per capirla. Eternamente In Ritardo. . .

          • Bacco51

            Ho fato una domanda, la differenza è tra renziani, che cercherebbero la risposta e intavolerebbero una discussione costruttiva, e i renzotti, che pensano solo a inveire.
            lei dove si colloca?

          • Manfredi

            Mah, io penso che chi ricorre all’insulto, alla cantilena e ai nomignoli da asilo dimostri solo la pochezza dei proprio argomenti e la propria limitatezza intellettuale. Mi pare proprio questo il caso con Lei.

          • Bacco51

            vede, deve rivolgersi ai renzotti, che non usano argomenti fattuali

          • Manfredi

            Direi invece che di argomenti sollevati ce ne siamo tanti, e che le sue risposte siano chiacchere un po’ a vanvera, volte a sollevare il polverone. I fatti sono abbastanza chiari: 1) Renzi è il capo del PD a stragrande maggioranza e pure legittimato da un grande trionfo elettorale 2)il PD ha una posizione con una maggioranza schiacciante a favore di una riforma Costituzionale precisa 3) c’è una minoranza (molto piccola) che vuole opporsi senza averne i numeri e vuole usare sotterfugi anti-democratici per bloccare tutto, senza poi proporre alcuna reale alternativa praticabile (e dopo aver cincischiato per venti anni senza mai fare niente in materia di riforme).
            Il PD ha quindi tutto il diritto di cacciarli a calci dalle commissioni e di rottamarli quanto prima.
            Io con gente come Lei sono svariati anni che ci discuto, prima eravate i grandi sacerdoti dell’ortodossia di sinistra, i discepoli della paralisi politica e dell’indecisione esistenziale come valore assoluto.
            Ci avete assordato con le vostre dotte spiegazioni arzigogolate sul perchè tanto non si poteva poi fare niente (Cacciari è sempre stato il maestro assoluto in materia).
            Poi fortunatamente è arrivato Renzi e nonostante i trucchetti delle primarie che hanno visto Bersani vincere (e poi non-vincere le elezioni), siamo finalmente riusciti a sloggiarvi e a rottamarvi. E poi a dimostrare che se c’è la volontà di fare, le cose poi avvengono.
            Adesso abbiamo pure dimostrato che c’è veramente voglia di cambiamento in Italia, molta più di quanto non pensavate. E allora eccovi a fare come i giapponesi negli atolli del Pacifico, a combattere guerriglia di retroguardia volta solo a bloccare gli altri.
            Quindi lo posso proprio dire, mi piacciono un sacco queste discussioni dove vi arrampicate sugli specchi a difendere gente indifendibile come il pluri-raccomandato Mineo che per anni ha preso pacchi di soldi dei contribuenti in Rai, e non sarebbe mai stato eletto in Parlamento in mille anni se non fosse stato messo nel listone dal suo amico Bersani.

          • Bacco51

            Tu dici: “il PD ha una posizione con una maggioranza schiacciante a favore di una riforma Costituzionale precisa”?
            Quando il PD ne ha discusso, nelle sezioni, negli organismi provinciali e in quelli parlamentari?
            Nel gruppo del Senato si votò “107 presenti, 11 contrari 4 astenuti”.
            Ma non si votò affatto sul pomo della discordia sui sindaci e presidenti di regione trasformati in senatori. Tocci interruppe più volte Zanda, obbligandolo a correggersi perché aveva balbettato qualcosa come “votiamo la fiducia al governo” e dovette correggersi e alla fine si votò solo una
            raccomandazione,“fare le riforme”, e Mucchetti si astenne perché contestava l’utilità di quel voto inutile.

            Così Pierluigi Bersani, uno che alla ditta ha dedicato davvero la vita, osserva come sia “curioso che si chieda fedeltà su di un testo che non c’è”. Fedeli a cosa, ai sindaci senatori, ai consiglieri che eleggono i il senato, a cosa?

          • Bacco51

            “Il PD ha quindi tutto il diritto di cacciarli a calci dalle commissioni e di rottamarli quanto prima.”
            Analizza il tuo linguaggio, poi rileggi i post dei grillini, forse capirai perché renzotti è una constatazione

          • Bacco51

            si rivolga a chi non argomenta in modo razionale ma fa solo atto di fede

          • Manfredi

            Nell’Art 72 della Costituzione si fa riferimento preciso che le rappresentanze in commissione sono date ai partiti (non ai singoli parlamentari) in proporzione ai seggi. Quindl la scelta di chi mettere in commissione spetta al partito e il Parlamentare in commissione rappresenta un partito, non se stesso. Le Commissioni sono infatti disegnate per essere dei mini-parlamenti dove specifici argomenti possono essere analizzati, prima di portarli in aula, CON LA STESSA PROPORZIONALITA’ CHE TROVI IN PARLAMENTO, questa cosa è cruciale, altrimenti non servirebbero a niente. Quindi il rappresentate del PD nella commissione è esattamente questo: un “rappresentante del PD”, non fa di testa sua ma fa quello che decide il partito. Tu non sei eletto in Commissione dagli elettori, ma dai Parlamentari del tuo partito. Se non capisci questa distinzione, è dura fare un ragionamento.
            Facciamo un esempio, diciamo che il PD mette tizio X nella Commissione che deve deliberare su un regolamento delle pratiche di interruzione di gravidanza e il tizio X ha improvvisamente una conversione ultra-religiosa e diventa un fanatico anti-abortista e blocca la legislazione in materia per sue convinzioni personali. Secondo te il PD ha il diritto/dovere di sostituirlo in quella commissione, dato che la sua posizione personale ormai non coincide per niente con quella del partito e dei suoi elettori…. oppure quello può stare lì per tutta la legislatura a bloccare una legge che tutto il partito vuole, e tutti gli elettori del partito hanno votato, sfruttando un incarico del partito stesso e tenendo in ostaggio milioni di donne?

          • Bacco51

            Strano perchè Zanda diceva, due anni fa, il contrario

            04 Luglio 2012 – 17:45
            ”Il Regolamento del Senato prevede la sostituzione di un commissario solo in caso di sue dimissioni, incarico di governo o di cessazione per mandato elettorale.
            Il senatore Amato non si e’ dimesso ed e’ quindi tuttora legittimo commissario della Vigilanza, cheche’ decida il Presidente Schifani”

          • Manfredi

            Scusa, ma stai parlando a Zanda qui? Io non sono Zanda quindi al limite prenditela con lui. Per ma la situazione è chiara ed è come l’ho descritta sopra.

          • Bacco51

            Vuoi dire che Zanda non capisce una fava? Dice una cosa e poi ne fa, dopo, un’altra?

  • mogol_gr

    Il figlio del nazareno e della grilla.

  • campanellina88@hotmail.it

    Si va verso una forma di governo autoritario, ciò che non è riuscito a B. sembra riuscire a Renzi,che lo fa in vece sua. Il maggioritario c’era nel fascismo chi vince prende tutto. La legge sul finanziamento privato dei partiti giustificherà ciò che capita oggi. La gente si è bevuta il cervello, è che non sa o non ricorda la storia. A furia di togliere possibilità elettive finiremo nella dittatura. Sarebbe bello sapere cosa si sono detti B. e Renzi quando è andato a casa sua. Ora ci manca il Presidente della Repubblica eletto direttamente, perché B spera ancora di diventare Presidente?.

  • campanellina88@hotmail.it

    La Costituzione è stata fatta da gente che la dittatura l’ha vissuta, quindi sapeva ciò che faceva, non diciamo che è roba antica che oggi il pericolo non lo corriamo.

  • Gusbrand

    “”"FATELO ANCHE VOI!

    Ho riascoltato più volte il video di Mineo, dove parla di bambini autistici, con tono amorevole ed il video di risposta di Renzi dove con tono aggressivo, questi cerca di attribuire alle parole di Mineo, significati che non hanno. Ho trovato vergognosa e meschina questa volontà d’attribuire intenzioni offensive alle parole di Mineo. E’ Renzi, in questo caso, che ha strumentalizzato la sofferenza, non Mineo

    • Manfredi

      Ma cosa dici? In quel video ha detto che un ministro del suo partito é una oca secchiona e presuntuosa, e che il presidente del consiglio é un bambino autistico, con Civati accanto che si faceva le risatine. Uno spettacolo penoso di cui Mineo, giustamente, si é poi scusato senza riserve. Solo un accecato pasdaran anti-Renzi come te poteva fare un commento del genere.

  • Gusbrand

    FATELO ANCHE VOI!

    Ho riascoltato più volte il video di Mineo, dove parla di bambini autistici, con tono amorevole ed il video di risposta di Renzi dove con tono aggressivo, questi cerca di attribuire alle parole di Mineo, significati che non hanno. Ho trovato vergognosa e meschina questa volontà d’attribuire intenzioni offensive alle parole di Mineo. E’ Renzi, in questo caso, che ha strumentalizzato la sofferenza, non Mineo

  • Gusbrand

    FATELO ANCHE VOI!

    Ho riascoltato più volte il video di Mineo, dove parla di bambini autistici, con tono amorevole ed il video di risposta di Renzi dove con tono aggressivo, questi cerca di attribuire alle parole di Mineo, significati che non hanno. Ho trovato vergognosa e meschina questa volontà d’attribuire intenzioni offensive alle parole di Mineo. E’ Renzi, in questo caso, che ha strumentalizzato la sofferenza, non Mineo

    • frido

      come fai ad affermare una cosa del genre? lo stesso Mineo ha chiesto scusa pubblicamente sia alle famiglie che a Renzi e la Boschi (per le altre frasi)…è brutto se si cerca di voler provare a autoconvincersi che quanto detto sia diverso da quanto è evidente a tutti…brtto anche perché è la dimostrazione che pur di dare addosso a Renzi non si accetta la realtà…