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Sel, il divorzio si allontana. Ma la minoranza si conterà?

Oggi in assemblea Vendola cerca la sintesi. Verrà letto il messaggio di Tsipras. Presente Moni Ovadia
Sel, il divorzio si allontana. Ma la minoranza si conterà?

Solo oggi, durante l’assemblea nazionale di Sel, si capirà se il drappello di Sinistra e libertà che fa riferimento al capogruppo alla camera Gennaro Migliore andrà alla conta, presentando un proprio documento e così formalizzando il dissenso interno. Migliore ha fatto sapere che scioglierà la riserva direttamente nella sede deputata al confronto, e cioé proprio all’assemblea che si tiene oggi al centro congressi Frentani. Ieri sera ha riunito i suoi per valutare le opzioni in campo.

Con i chiari di luna che attraversano un Pd al 40 per cento (oggi pure in assemblea all’Hotel Ergife) nei rapporti con la sua sinistra interna (il caso Mineo, i 14 autosospesi) e con gli smottamenti in zona Grillo (il gruppo dei senatori dissidenti), per l’area di Sel che spinge per un contenitore unico del centrosinistra col Partito democratico questo non pare esattamente il momento più adatto per salutare Vendola.

Se infatti da un lato il rischio è perdere di rilevanza nella confluenza con i dem, dall’altro invece i movimenti dei senatori pentastellati aprono spiragli in direzione di una eventuale casa comune a palazzo Madama fra (ex) grillini, democratici in uscita e, appunto, Sel. Una cosa che certo non dispiacerebbe a Sinistra e libertà, anche se in questa fase nella galassia del senato (lato sinistro) la situazione è ben più che fluida: tutto è in movimento.

Rimane però da valutare se e come dare un segnale che marchi il dissenso annusando anche gli umori dell’assemblea, nella quale sulla carta, i numeri non sono a favore all’area Migliore. Anche se la vicenda Spinelli ha lasciato qualcosa di più che malumori, sicché la discussione si annuncia piuttosto animata.

Ma Nichi Vendola, il leader di Sinistra e libertà, tesse la tela della mediazione (come già è avvenuto in Direzione) e oggi aprirà i lavori ai Frentani con un documento che punta a tenere insieme tutti. Intanto, affermando l’autonomia di Sel nell’iniziativa politica che nel contesto delle larghe intese si colloca all’opposizione, ma non si mette pregiudizialmente di traverso. Il partito non finisce dentro il Pd ma non abdica a una delle sue ragioni fondative, essere cioé una sinistra di governo. Come a Milano, come a Cagliari. Come in Puglia.

E per quanto riguarda la lista Tispras (che in assemblea sarà rappresentato da alcuni candidati, fra cui Moni Ovadia e dal messaggio che il leader di Siryza vuole portare a Sel), il punto è guardare all’area allargata che è riuscita ad aggregare rilanciando un’idea di sinistra che però non si traduce in un nuovo partito, pur se in forma federata. Sinistra e libertà, dunque, non finisce nel Pd, né ad alimentare forme di radicalismo ideologico o populista. Punta piuttosto a ricostruire la sinistra a partire da una sua proposta e da un suo ruolo forte.

Sul documento Vendola dovrebbero confluire anche coloro che hanno sostenuto una terza via fra “i duellanti” in campo. Migliore si vedrà.

@gozzip011

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  • campanellina88@hotmail.it

    pensate al pd che non è più democratico il 40 per cento farà presto a svanire se guardate solo a destra.

    • thomas more

      SEL non ha il problema del 40% da far svanire….

  • Felice Sarzano

    Non vorrei sembrare offensivo, ma mi viene in mente “Quattro amici al bar” di Gino Paoli.