Big Data STAMPA

Come Google cambierà, di nuovo, le nostre vite

Perché il colosso di Mountain View ha acquisito Nest Lab e Dropcam
Come Google cambierà, di nuovo, le nostre vite

Ci sono aziende poco conosciute nel nostro paese che potrebbero rivoluzionare la nostra quotidianità nei prossimi anni. Sono quelle che lavorano per donare una qualche forma d’intelligenza agli oggetti inanimati che ci circondano.

Una di queste si chiama Nest Lab, fondata nel 2010 da Tony Fadell e Matt Rogers, già parte del team che inventò iPhone e iPod. Come intuibile dal nome che significa “nido” l’azienda si occupa di domotica. In particolare produce termostati di nuova generazione. Il “learning thermostat” di Nest, oltre a essere un bell’oggetto di design, una volta istallato, inizia ad apprendere le abitudini degli utilizzatori e si auto-regola in modo da permettere anche un risparmio energetico. Inoltre, attraverso un collegamento in rete, può essere programmato e controllato a distanza da uno smartphone. L’app consente anche di tener traccia di tutti i consumi per capire come modificare al meglio le proprie abitudini.

Le potenzialità di Nest Lab sono tanto promettenti che, lo scorso gennaio, Google ha deciso di comprarla per ben 3,2 miliardi di dollari. È di questi giorni, invece, la notizia che l’azienda di Fadell e soci ha acquisito una startup innovativa per 555 milioni di dollari. Si tratta di Dropcam che, fondata nel 2009 da Aamir Virani e Greg Duffy, prova a semplificare l’istallazione e la gestione dei sistemi di video sorveglianza. Per poco più di cento dollari le sue webcam di alta qualità comunicano con l’impianto wifi e possono essere controllate a distanza. Se percepiscono un movimento, anche al buio, mandano un messaggio al cellulare del proprietario, che può immediatamente vedere cosa sta accadendo in casa. Inoltre, pagando un abbonamento annuale di 99 dollari è possibile evitare apparati di registrazione casalinga e sfruttare i server della società. L’ultimo prodotto messo in commercio da Dropcam è Tabs, un piccolo sensore da incollare su porte, finestre o oggetti che non si vogliono smarrire, per monitorarne i movimenti.

Anche se Nest e Dropcam continueranno a operare indipendentemente, sarebbe ingenuo non considerare queste acquisizioni come parte di un disegno più ampio di Google. Il gigante di Mountain View ha compreso da tempo che internet è sempre meno una rete di pagine web e sempre più una ragnatela di oggetti intelligenti. È quella che viene definita Internet of Things e che già conta, secondo Cisco, oltre 12 miliardi di device connessi. Smartphone, apparati per la gestione di flotte aziendali, sensori per monitorare la salute personale, per controllare le emissioni nocive, il traffico e così via. Un’opportunità commerciale che nei prossimi anni varrà qualcosa come 19 trilioni di dollari e che Brin e Page non vogliono lasciarsi scappare.

Le associazioni a difesa della privacy già hanno sollevato sospetti legati a una possibile concentrazione di “big data” nelle mani di una sola azienda, ma i responsabili di Nest e Dropcam hanno dichiarato che non trasmetteranno i dati dei propri clienti a Google, senza un loro consenso.

Come sempre la velocità dei cambiamenti che la tecnologia impone richiede un surplus di informazione e vigilanza da parte degli utenti, affinché i benefici di una “casa intelligente” non si trasformino in limitazioni dei diritti personali.

@vincos

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