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Pubblica amministrazione, dirigenza unica, silenzio-assenso e nuovi prefetti. Ecco il piano antiburocrazia

Tra le novità del disegno di legge delega: scatti di stipendio per dirigenti legati al merito, certificati online, uffici territoriali. Il governo potrà sostituire le ammnistrazioni in caso di controversie o inefficienze. Madia: «Vogliamo ribaltare il rapporto tra cittadino e Pa»
Pubblica amministrazione, dirigenza unica, silenzio-assenso e nuovi prefetti. Ecco il piano antiburocrazia

Ruolo unico per la dirigenza della pubblica amministrazione e silenzio assenso tra amministrazioni per evitare di bloccare servizi utili per i cittadini. Ma non solo, il governo potrebbe sostituirsi alle amministrazioni in caso di controversie o inefficienze. Dopo la mobilità per i dipendenti e la staffetta generazionale, la rivoluzione nella pubblica amministrazione arriva anche per i dirigenti.

A spiegarlo ieri il ministro Madia dopo il varo del consiglio dei ministri che giovedì ha dato il via libera al disegno di legge delega sul pubblico impiego. Norme che modificheranno completamente la macchina dello stato, a partire dal ruolo dei dirigenti pubblici. Con un obiettivo: semplificare la vita degli italiani che troppo spesso si sono trovati imbrigliati nelle pieghe della burocrazia o in fila (a volte interminabile) per documenti o certificati.

«Vogliamo ribaltare – ha spiegato il ministro – il rapporto tra cittadino e Pa: non deve essere il cittadino che piega la sua vita ai tempi e ai luoghi della Pa, ma questa deve andare incontro al cittadino». In un prossimo futuro, quindi, potremmo richiedere i certificati online, con la possibilità di stamparli, o di riceverli direttamente a casa entro 48 ore. E per accedere ai servizi digitali, nel 2015, sarà attivato un Pin unico per tutte le amministrazioni pubbliche.

Ma la vera rivoluzione («copernicana» la definisce Renzi) riguarda tutti i dirigenti pubblici, i cui stipendi saranno legati al merito e agli obiettivi raggiunti e che periodicamente sarà sottoposto a delle valutazioni. Il ddl prevede l’abolizione delle due fasce e l’introduzione di un ruolo unico, così da permettere gli scambi tra un’amministrazione e l’altra: «È importante ci sia un unico luogo sul territorio – ha spiegato Marianna Madia – un ufficio che racchiuda tutta la periferia dello stato, dove c’è un dirigente, il prefetto, che è responsabile di come l’azione del governo arriva al cittadini». Anche per i prefetti, infatti, cambiano le cose (attualmente rispondono al ministero degli interni) che andranno a capo uffici territoriali del governo, un vero proprio raccordo tra esecutivo e cittadino.

E per il rinnovo del contratto economico degli statali bloccato dal 2008? «È un’ingiustizia – sottolinea il ministro – ma purtroppo in questa crisi ne stiamo vedendo tante di ingiustizie: come gli esodati e precari. L’impegno deve essere uno sforzo comune, perché solo uscendo dalla crisi possiamo far ripartire la contrattazione economica».

@PaolaFabi65

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