Teledipendente STAMPA

Mondiali, cosa resta per la tv?

Il calcio si conferma un contenuto prezioso. Peccato che la Rai abbia abdicato favorendo Sky e Mediaset. Eppure, non di solo calcio vive il maschio televisivo: ieri alle 14.30 il Gran Premio di MotoGp della Germania ha ottenuto il 9,31% di share con 2 milioni e 33 mila telespettatori medi
Mondiali, cosa resta per la tv?

Finalissima dei mondiali, e la Germania si porta a casa il titolo. Piovono bla bla bla, sui social network e sui giornali, per la vecchia cara storia che lo sport si fa metafora di un paese. Vero certo, ma poniamoci dei limiti. Perché di troppe metafore si muore.

Ed ecco che la vittoria della Germania diventa catastrofe politica, economica, umana per il resto del mondo. Restiamo coi piedi per terra: cosa resterà a livello televisivo di questi Mondiali 2014? Al solito c’è stato lo scontro Rai-Sky. La prima si mostrava in formato ridotto, con poche partire, studi tristi, commentatori sottotono.

Vero bisogna risparmiare, ma possibile non riuscire a inventarsi nulla là in Brasile? Ci vogliono idee nuove, non Mazzocchi che chiede al suo collega di toccare il culo di Bonolis per portare fortuna all’Italia. Se poi se inviato sul posto, e quello che dici e quello che fa lo potresti dire e fare anche dagli studi a Roma, che senso ha marciare verso il Brasile? Punto più basso di casa Rai il commento “alternativo” affidato a Max Giusti su RaiSport. Ha senso un canale in più se viene riempito in questo modo?

Sky è stata roboante, forse pure smargiassa, avendo puntato molto su questi mondiali, con tutte le partite e tutti gli approfondimenti. Certo, non sono mancati gli eccessi controproducenti, come lo SkyStadium, campo di calcio virtuale nel quale Vialli entrava per spiegare le azioni: surreale, e fastidioso. Eppure non è andata nemmeno troppo bene alla coppia Caressa- Bergomi, che forse ormai è routine. Troppa enfasi senza sostanza, e tutto si è visto ancor di più durante la partita del l’7 a 1 Germania-Brasile. Viste le critiche, ieri sera Caressa ha provato a ridimensionarsi, ma nel finale, dopo il gol della Germania, non si teneva più.

Molto buoni gli ascolti delle partite, al solito, salvo che con l’eliminazione dell’Italia qualcosa si è ridimensionato. Il calcio si conferma contenuto prezioso. Peccato che la Rai abbia abdicato (i soldi! ma riuscire a tagliare sugli sprechi più che sui contenuti?), favorendo Sky e Mediaset (che punta tutto sulla Champions per la prossima stagione). Eppure, non di solo calcio vive il maschio televisivo: ieri alle 14.30 il Gran Premio di MotoGp della Germania, trasmesso in diretta e in esclusiva free, ha ottenuto il 9,31% di share con 2 milioni e 33 mila telespettatori medi, facendo di Cielo il terzo canale più visto in assoluto in Italia.

Lo spettatore insegue l’evento, insomma, paga per averlo oppure fa zapping fino a canali poco conosciuti. Così lo sport è veicolo per piccoli grandi cambiamenti nel nostro panorama televisivo.

@StefaniaCarini

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