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#WeAreN, la campagna per i cristiani iracheni

"N" (ن in arabo) è la lettera con cui i miliziani dell'Isis segnano le case dei cristiani. Su Twitter una campagna di sensibilizzazione
#WeAreN, la campagna per i cristiani iracheni

A Mosul le case dei cristiani sono state segnate con la lettera araba ن, “n”. N come Nazareno. Sarebbero stati i miliziani dello Stato islamico dell’Iraq e del levante (Isis) a marcare così le abitazioni delle famiglie cristiane della città irachena (come segnalato già il 17 luglio da Avvenire, il quotidiano dei vescovi italiani). Un marchio e una minaccia: convertitevi, pagate la tassa per i non-musulmani oppure lasciate il paese.

Domenica papa Francesco, durante l’Angelus in piazza san Pietro, ha chiesto di pregare per i cristiani iracheni. Oggi l’account Twitter della Chiesa anglicana ha cambiato la sua immagine del profilo, sostituendola con la lettera ن e dando visibilità alla campagna #WeAreN. Un’iniziativa per sensibilizzare l’opinione pubblica alla situazione dei cristiani iracheni.

Nel 2003, al momento dell’attacco americano contro Saddam Hussein, in Iraq viveva circa un milione e mezzo di cristiani. Nell’ultimo decennio l’esodo è stato continuo: secondo le ultime stime la comunità cristiana irachena sarebbe scesa sotto le 400mila unità, forse meno. E il successo militare dell’Isis pare aver accelerato la tendenza.


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  • Stefano Mrc

    Se nelle scuole di tutto il mondo fosse insegnato l’agnosticismo consapevole di Roberto Albanesi le superstizioni (religioni rilevate) non avrebbero un peso così forte nella nostra vita arrivando a minare le basi della stessa qualità della vita.