Cultura STAMPA

Indagine sui Legionari di Cristo

Un libro di Franca Giansoldati su Marcial Maciel offre un contributo alla comprensione di come alcuni meccanismi istituzionali abbiano consentito al fondatore dei Legionari di passare indenne attraverso mezzo secolo di nefandezze
Indagine sui Legionari di Cristo

Nei vangeli sinottici c’è un episodio in cui Gesù scaccia uno “spirito immondo” da un uomo: lo spirito immondo di nome “Legione”. Alla luce dello scandalo emerso attorno al fondatore dei Legionari di Cristo, qualcuno ha voluto vedere una presenza demoniaca nella doppia e tripla vita del pedofilo e violentatore prete messicano Marcial Maciel. Ma il libro di Franca Giansoldati, Il demonio in Vaticano. I Legionari di Cristo e il caso Maciel (uscito di recente da Piemme) ricostruisce i fatti senza appellarsi a spiegazioni esorcistiche e fa nomi e cognomi.

cover legionari di Cristo

Giansoldati afferma correttamente che «quello legato alla storia di Maciel è e resta il più grande scandalo di abusi, corruzione e ambiguità emerso negli ultimi secoli di storia della Chiesa»: tanto più grave in quanto si collega allo scandalo degli abusi sessuali commessi dal clero, portati alla luce dal 2001 in poi.

La storia recente è nota, ma ha dei precedenti lontani: i dettagli sono ricondotti dal libro ad unità in un quadro allarmante. I giornali americani iniziano a pubblicare indagini puntuali sui misfatti del fondatore dei Legionari nel 1997, le prime prove emergono nel 2000, e l’indagine canonica formale inizia nel 2005 (al passaggio di pontificato tra Giovanni Paolo II e Benedetto XVI): ma i sospetti risalgono alla metà degli anni Cinquanta, e ancora prima, fin dal molto atipico itinerario di formazione del sacerdote messicano.

Padre Maciel, di cui si scopre la storia di unioni con due donne diverse e di violenze sessuali (sui figli naturali come sui figli spirituali, membri della Legione), nel 2006 viene “graziato” dal Vaticano: non viene processato a causa dell’età avanzata, viene relegato in un istituto religioso e muore all’inizio del 2008 in una clinica americana, senza aver mai dato segnali di pentimento.

Giansoldati efficacemente ricorda che ancora nel 2004, quando già si sapevano i contorni della sua storia personale e della Legione (incapace di fare chiarezza sul proprio fondatore anche quando formalmente investigata dal Vaticano), vi furono pubbliche e fastose celebrazioni dedicate a Maciel in quella Roma in cui alcuni cardinali e vescovi erano, se non al corrente dell’abisso di violenze e di menzogne, certamente informati delle molte e ricorrenti accuse mosse a quel prete dall’istinto imprenditoriale.

L’elenco di indagini a cui Maciel sopravvisse è impressionante: inizia con le accuse di tossicodipendenza negli anni cinquanta. Nel 1956 l’investigatore mandato da Roma, Ballestrero, allora superiore generale dei Carmelitani, non riuscì a penetrare il muro di gomma dei legionari.

Contrariamente allo scandalo mondiale degli abusi commessi da membri del clero, per cui è difficile individuare responsabilità precise in Vaticano, il caso dei Legionari è diverso in quanto è rintracciabile la ragnatela di protezioni e di connivenze costruita da Maciel in Messico, nei centri dei Legionari di Cristo in tutto il mondo, ma specialmente a Roma. La Roma di Giovanni Paolo II specialmente: l’intreccio tra l’anticomunismo del papa polacco e la lotta alla teologia della liberazione in America Latina portò a Maciel un capitale immenso di simpatie e coperture.

L’autrice del libro non rinuncia, in un paio di pagine che altrove provocherebbero un terremoto istituzionale, a fare una lista dei cardinali che protessero Maciel, vedendo nelle accuse contro di lui il fumus persecutionis: Sodano, Rodè, Sandri, Rylko, Norberto Carrera, fino a Bertone (che nel 2003, cioè anni dopo l’emergere delle prime prove, firmò la prefazione al libro-intervista di Maciel). Ma è soprattutto Giovanni Paolo II ad emergere come il papa che venne raggirato da Marcial Maciel, grazie anche alla insipienza del suo entourage.

Il libro di Giansoldati è non un libro di storia criminale del cattolicesimo, né la biografia di una personalità dai tratti diabolici, ma un contributo alla comprensione di come alcuni meccanismi istituzionali, profondamente distorti nella e dalla storia della chiesa wojtyliana, abbiano consentito al fondatore dei Legionari di passare indenne attraverso mezzo secolo di nefandezze.

La Legione è ora commissariata dal Vaticano: per un ordine religioso-movimento sopravvivere alla scoperta dei crimini commessi dal fondatore solo pochi anni prima è una sfida durissima e inedita anche nella lunga storia della chiesa cattolica. Ma sopprimere la Legione di Cristo (che ha anche un braccio per i membri laici, il Regnum Christi) non è all’ordine del giorno della chiesa cattolica oggi: troppo grande, troppo diffuso, troppo ricco per poterlo archiviare nella lista degli ordini soppressi. Già alla fine del seicento la soppressione dei “conventini” fu difficilissima per il papato, e i Legionari di Cristo non sono certo un “conventino”.

@MassimoFaggioli

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  • gmn

    i mercanti funono scacciati dal tempio
    con grande scandalo
    e notevoli perdite economiche
    la differenza tra ora e allora è che cristo non si prese nessuna responsabilità nè dello scandalo (anzi) nè delle perdite economiche
    in vaticano sono invece tutti molto molto responsabili

  • Ludovica Eugenio

    Come si fa ad affermare ancora che Wojtyla fu “raggirato” da Maciel, quando i due erano legati da un’amicizia pluridecennale? Si può dimenticare che Giovanni Paolo II nel 2004 regalò al religioso, per i suoi 60 anni di sacerdozio, il più importante istituto vaticano a Gerusalemme, il Notre Dame Center? Che nel 1994 lo elogiò come “guida efficace per i giovani?” Che nel 1999 il suo alter ego, l’allora card. Ratzinger, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, insabbiò ancora una volta le accuse che piovevano su Maciel? Se è stato tutto frutto di un raggiro, non bisognerà pensare, allora, che Wojtyla si sia “sbagliato” anche in altre occasioni, ad esempio condannando al silenzio tanti teologi, o dichiarando chiusa definitivamente la discussione sul sacerdozio femminile, o trattando con sommo disprezzo mons. Romero?

  • Silvana Carla Marzocchi

    lo facciamo santo Woitila?

  • giobas

    l’enturage di papa giovannipaolo II ha forzato i tempi per proclamarlo santo anche perchè sapevano di questi scandali. ormai è santo e indietro non si può tornare. aspettando i tempi normali non so se sarebbe arrivato sugli altari